in aula ostruzionismo m5s

Banche venete, ok dalla Camera. Al Senato mozioni per cambiare il decreto

di Andrea Gagliardi

I deputati del M5S protestano iun Aula a Montecitorio lanciando finte banconote da 500 euro

3' di lettura

L’Aula della Camera ha approvato il decreto legge per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare di Vicenza con 211 sì, 91 no e tre astenuti. Il gruppo Mdp (che aveva detto sì alla fiducia) ha espresso voto contrario. Il provvedimento è stato votato nella stessa versione approvata dalla commissione Finanze, dove l'unica modifica è stato l'inserimento del testo del Dl sulla sospensione per sei mesi del rimborso di un bond di Veneto Banca. Concluso l’esame degli ordini del giorno, in Aula alla Camera le dichiarazioni di voto finali si sono protratte a causa dell’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle, che ha anche inscenato una protesta lanciando in Aula finte banconote da 500 euro. Il decreto, che scade il 24 agosto, passa ora all’esame del Senato

Banche venete, mozioni per cambiare decreto
E al Senato sono state già presentate delle mozioni per chiedere che il provvedimento sulle banche cambi e vi si inseriscano le norme sulla responsabilità dei manager e per l’estensione della platea degli obbligazionisti rimborsati. «Esattamente quello che prevedeva l’emendamento sul quale si era raggiunto un accordo alla Camera e che poi è stato disatteso dal governo con la richiesta del voto di fiducia» ha spiegato Andrea Augello, firmatario con Gaetano Quagliariello della mozione di “Federazione della Libertà”. Mozioni analoghe sono state depositate anche da M5S e Sinistra Italiana. Tutti questi gruppi, ai quali potrebbero unirsi a breve anche Lega e Mdp che starebbero lavorando a loro mozioni autonome, intendono chiedere, come dichiara Augello, «una calendarizzazione immediata delle mozioni, prima dell'arrivo del decreto». «Se pensano di venire qui con il decreto blindato dalla fiducia dicendo prendere o lasciare sbagliano di grosso», ha rincarato la dose la presidente dei senatori di Sinistra Italiana e del Misto Loredana De Petris.

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Il sistema dei rimborsi
Il sistema dei rimborsi resta per ora quello prefigurato dal decreto approvato dal governo. Gli indennizzi veneti sono agganciati al sistema previsto a suo tempo per le quattro banche regionali andate in risoluzione (Banca Etruria,Banca Marche, Carife e Carichieti). Questo comporta che i rimborsi sono limitati a chi ha acquistato i bond subordinati, direttamente da Popolare Vicenza o Veneto Banca, entro il 12 giugno 2014, data di entrata in vigore della direttiva europea Brrd (quella sul bail-in), e li ha tenuti in portafoglio fino all’avvio delle procedure di liquidazione, avvenuto con la pubblicazione del provvedimento in «Gazzetta Ufficiale» domenica 25 giugno. L’indennizzo standard all'80% (ma Intesa si è impegnata a coprire il 20% mancante) è riservato a chi non abbia un reddito complessivo superiore a 35mila euro e un patrimonio mobiliare (azioni, bond eccetera) sopra i 100mila euro.
Per gli altri si apre la strada dell’arbitrato che però, come sanno bene gli investitori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, attende ancora le nomine degli arbitri da parte dell’Anac. Le richieste di indennizzo devono essere presentate entro il 30 settembre.

Evitato il bail-in
Il provvedimento consente la liquidazione coatta amministrativa della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, garantendo la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio. Le principali misure consistono nella vendita di parte delle attività delle due banche a Intesa Sanpaolo, con il trasferimento del relativo personale. Per garantire la continuità dell’accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese e per la gestione dei processi di ristrutturazione delle banche in liquidazione, il decreto legge dispone una iniezione di liquidità pubblica pari a circa 4,8 miliardi di euro. A questa somma cui si aggiungono circa 400 milioni, quale eventuale costo da sostenere per le garanzie prestate dallo Stato sugli impegni delle banche in liquidazione, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. In questo caso le norme europee hanno consentito, con il via libera della Commissione europea, il ricorso agli aiuti pubblici per facilitare la liquidazione dei due istituti, evitando così le procedure di risoluzione (bail-in).

Accordo Intesa-sindacati su 4000 esuberi
Intanto le organizzazioni sindacali e Intesa Sanpaolo hanno raggiunto l'accordo sugli esuberi scaturiti dopo l'acquisto da parte di Cà de Sass di alcune
attività della Popolare di Vicenza e Banca Veneta. Lo si apprende da fonti sindacali. L’accordo prevede che le circa 4.000 uscite concordate siano gestite in due fasi. La prima riguarda almeno 1.000 lavoratori del perimetro ex Popolare di
Vicenza ed ex Veneto Banca che matureranno il requisito pensionistico entro 7 anni e che usciranno con cadenza mensile dall'1 ottobre 2017 all'1 gennaio 2018.

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