LA QUESTIONE BANCARIA

Banche venete, voto sulle modifiche al decreto. Protesta dei Cinque Stelle

(ANSA)

3' di lettura

Dopo il via libera Ue al salvataggio Mps rimane da chiudere la partita sulle banche venete, acquisite da Intesa Sanpaolo. Gli ostacoli, dopo l’intervento dello Stato che ha mobilitato risorse per 17 miliardi per salvare la Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sono soprattutto politici, e potrebbero rallentare la conversione in legge da parte del parlamento del decreto varato il 25 giugno per chiudere la crisi degli istituti dichiarati due giorni prima in «dissesto o a rischio dissesto» dalla Bce. I Cinque Stelle annunciano battaglia. Intanto, a dieci giorni dall’accordo tra l’Italia e Bruxelles arrivano i primi dubbi sull’operazione da
parte dell’Eba, l’Autorità bancaria europea, che paventa il rischio di trattamenti diversi dei creditori di fronte alla risoluzione o alla liquidazione di una banca.

Decreto in Commissione Finanze alla Camera
L’esame parlamentare del decreto sulle venete è entrato nel vivo. Il provvedimento è in Commissione Finanze alla Camera. I tempi dell’esame sono strettissimi perché il testo è atteso in Aula già lunedì.

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Al voto sulle proposte di modifica al testo
Nel pomeriggio è iniziato il voto sugli emendamenti al provvedimento. La commissione è chiamata a vagliare tutte le oltre 500 proposte di modifica presentate dai deputati, compresi i 19 emendamenti che sono stati riammessi dopo la “bocciatura” di ieri. I gruppi, nonostante l'indicazione arrivata ieri, non hanno segnalato gli emendamenti sui quali procedere effettivamente al voto, quindi andranno esaminati tutti.
La stragrande maggioranza delle proposte arriva dal Movimento 5 Stelle.

La clausola del recesso automatico di Intesa Sanpaolo
Il braccio di ferro sugli emendamenti è politicamente determinante, considerato che tra le clausole dell'operazione che ha portato Intesa Sanpaolo ad acquisire le due banche c'è quella che prevede un recesso automatico nel caso in cui il decreto non venga convertito o venga modificato rendendo il processo più oneroso per la banca. Il Pd, anche in base alla posizione emersa nell’assemblea del gruppo alla Camera, che si è tenuta in mattinata, propone modifiche marginali in linea con il via libera della Ue al provvedimento. Diversa la posizione dei Cinque Stelle.

La protesta in Commissione dei Cinque Stelle
Nel pomeriggio il Movimento 5 Stelle ha organizzato una protesta contro il decreto sulle Banche venete: a dare man forte ai deputati della commissione Finanze anche numerosi altri esponenti del Movimento, che sono entrati nell'Aula durante l'intervento di Alessio Villarosa all’avvio del voto, trasmettendo in streaming su Facebook i lavori della Commissione. «Il Movimento 5 Stelle non può accettare che vengano regalati 5 miliardi di soldi pubblici a Banca Intesa senza contropartite. E che si mettano a rischio altri 12 miliardi di risorse di tutti i cittadini per coprire i crimini di chi ha gestito i due istituti del Nord-Est», hanno scritto sul social. «Per la prima volta non solo si fa un decreto per salvare i banchieri ma il decreto viene scritto direttamente dai banchieri, da banca Intesa» hanno detto sempre in diretta Facebook dal corridoio delle commissioni, al quarto piano di Montecitorio. «Stanno per regalare 17 miliardi di euro alle banche. Bloccheremo la commissione Finanze se necessario. #BancheVenete», ha scritto in un tweet Michele Dell'Orco, deputato M5S e membro della commissione Finanze della Camera.

Rosato (Pd): a studio distinguo su responsabilità manager
A margine dei lavori della Commissione il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato ha chiarito la posizione del suo partito in merito alle modifiche al provvedimento. «Per noi al decreto non manca nulla», ha detto, ma tra le ipotesi di ritocco sulle banche venete «stiamo approfondendo con il Mef (il ministero dell'Economia, ndr) la possibilità di indicare un discrimine più chiaro sulle responsabilità dei manager, distinguendo tra gli amministratori che si sono prestati a portare avanti il tentativo di salvataggio da quelli che hanno colpevolmente portato le banche al dissesto». Su questo punto, secondo quanto viene riferito, sarebbe in corso anche un approfondimento con la commissione Giustizia. Altro capitolo oggetto di approfondimento quello dei risparmiatori, con il tentativo di ampliare la platea, spostando la data di acquisto dei bond entro la quale si può accedere al ristoro, fissata, come per le 4 banche, al 12 giugno 2014 (data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Ue della direttiva sul bail in). Oltre all'ostacolo dell'accordo con Bruxelles, è da verificare se la misura non renda più oneroso l'intervento di Intesa, facendo scattare la clausola automatica di recesso.

Deutsche Bank: l’Italia ha trovato scappatoia regole
Il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, in una intervista a Bloomberg Tv ha detto che «Gli italiani hanno trovato una scappatoia per aggirare la direttiva europea Brrd (Bank Recovery and Resolution Directive)» sul salvataggio delle due banche venete.«Credo - ha aggiunto - che possa essere utilizzata di nuovo. Un elemento importante dell'unione bancaria è ora compromesso e ciò ne mina la credibilità».

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