nuove misure

Banche, la Vigilanza concede più tempo per smaltire gli Npl

Crediti garantiti fuori dalle regole sugli accantonamenti. Il ventaglio di misure si aggiunge al set dedicato alla protezione del capitale e annunciato lo scorso 12 marzo

di Luca Davi

default onloading pic
(AFP)

Crediti garantiti fuori dalle regole sugli accantonamenti. Il ventaglio di misure si aggiunge al set dedicato alla protezione del capitale e annunciato lo scorso 12 marzo


2' di lettura

La Vigilanza Bce, guidata da Andrea Enria, ha deciso di varare nuove misure per offrire alle banche europee elasticità sotto il profilo prudenziale, in particolare rispetto alla valutazione dei prestiti garantiti da misure di sostegno pubblico. E in linea con quanto annunciato lo scorso 12 marzo, apre la porta alla piena flessibilità per evitare che le regole possano evitare effetti prociclici eccessivi. Una mix di interventi che puntano a far sì che le banche continuino a svolgere il proprio ruolo di finanziamento a famiglie e imprese per superare lo shock economico generato dalla diffusione del Coronavirus.

L'idea di fondo è di sostenere tutte le iniziative utili a fornire soluzioni sostenibili ai debitori in difficoltà temporanea nel quadro dell'attuale epidemia. Da qua maggiore flessibilità rispetto al trattamento dei crediti deteriorati (Npl), in particolare per consentire alle banche di beneficiare pienamente delle garanzie e delle moratorie messe in atto dalle autorità pubbliche.

Nel dettaglio, il Single supervisory mechanism, il braccio della Vigilanza bancaria della Bce, ha anzitutto annunciato la massima “flessibilità” rispetto alla classificazione dei debitori come “unlikely to pay” a fronte della concessione di garanzie pubbliche concesse nel contesto dell'emergenza Coronavirus. Il supervisore eserciterà inoltre “alcune flessibilità riguardo ai prestiti previsti dalla moratoria pubblica relativa a Covid-19”, come si legge in una nota.

In secondo luogo, i prestiti che diventano deteriorati e sono coperti da garanzie pubbliche beneficeranno di un trattamento prudenziale preferenziale in termini di aspettative di vigilanza in merito all'accantonamento per perdite.

Infine, la Vigilanza assicura la massima flessibilità nel discutere con le banche «l'attuazione delle strategie di riduzione degli Npl, tenendo conto della natura straordinaria delle attuali condizioni di mercato». Un tema molto caro, questo, alle banche italiane che da tempo hanno piani programmati di rientro e smaltimento dello stock di crediti deteriorati generato nel corso degli ultimi anni.

Al centro dell'attenzione degli ispettori anche i principi contabili, a partire dall'Ifrs9, oggi nel mirino perché potrebbero generare un'effetto pro-ciclico, appesantendo così l'effetto negativo della crisi in atto. Consapevole di questo problema, la Bce «nell'ambito del suo mandato prudenziale raccomanda che tutte le banche evitino ipotesi procicliche nei loro modelli per determinare gli accantonamenti e che quelle banche che non lo hanno fatto finora optino per le regole transitorie dell'Ifrs 9».

Questo ventaglio di misure per mitigare il rischio di credito si aggiunge al set di misure di protezione del capitale e operative annunciate lo scorso 12 marzo. La Bce stima che il buffer di capitale liberato dalla possibilità di operare al di sotto della guidance di pilastro 2 (P2G) e le regole sulla composizione dei requisiti ammonti a circa 120 miliardi di euro di capitale Cet1. Tale cuscinetto è «a disposzione delle banche per assorbire le perdite senza innescare alcuna azione di vigilanza o per finanziare potenzialmente fino a 1,8 trilioni di euro di prestiti a famiglie e clienti aziendali che necessitano di ulteriore liquidità».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti