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Scuola, slittano le regole del Cts su quarantena e chiusure. Ricciardi: «Se aumentano i contagi a rischio elezioni e riapertura scuole»

Il consulente del Ministero della salute, Walter Ricciardi ha poi provato a ritrattare, dicendo: «Parlavo di altri Paesi dove la curva dei contagi si è rialzata in modo preoccupante. In Italia, fortunatamente, non è ancora così». E la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha assicurato: «Nessun rischio per l'apertura dell'anno scolastico»

di Andrea Gagliardi

Scuola, presidi: serve calendario di consegna banchi monoposto

Il consulente del Ministero della salute, Walter Ricciardi ha poi provato a ritrattare, dicendo: «Parlavo di altri Paesi dove la curva dei contagi si è rialzata in modo preoccupante. In Italia, fortunatamente, non è ancora così». E la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha assicurato: «Nessun rischio per l'apertura dell'anno scolastico»


7' di lettura

Arriveranno entro ottobre 2,5 milioni di banchi monoposto, sono a disposizione altri 70 milioni per gli enti locali che dovranno cercare spazi dove fare lezione mentre le mascherine andranno indossate da tutti gli studenti, esclusi i bimbi sotto i 6 anni: di tutto questo si è discusso nei vari incontri che si sono succeduti mercoledì 19 agosto per la ripartenza della scuola. Il 14 settembre, la data fissata dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per l’inizio delle lezioni a scuola resta valida, ma deve fare i conti con l’aumento dei contagi. «Se la circolazione del virus riaumenta ci troveremo nelle condizioni, come in altri paesi», in cui elezioni e riapertura scuole «sono messe a rischio» ha detto Walter Ricciardi, professore di Igiene dell'Università Cattolica e consulente del Ministero della salute, durante la trasmissione Agorà Estate, su Rai 3. Una frase che poi Ricciardi ha provato a ritrattare, dicendo: «Parlavo di altri Paesi dove la curva dei contagi si è rialzata in modo preoccupante. In Italia, fortunatamente, non è ancora così e dobbiamo fare di tutto per tenere la situazione sotto controllo». Ed è stata la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ad assicurare: «Nessun rischio per l'apertura dell'anno scolastico»

Due settimane prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, il 29 agosto, infatti, il Comitato tecnico scientifico si riunirà per analizzare gli indici epidemiologici con un bilancio regione per regione sulla curva dei contagi. E a quel punto si potrà valutare se in alcune specifiche zone sarà necessario continuare con la didattica a distanza, anche se l'obiettivo del Governo è sempre quello della ripresa in presenza.

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Mascherine obbligatorie in classe

Sulle mascherine in classe, il Comitato tecnico scientifico è tornato invece a quella che era stata la sua prima valutazione: bambini e ragazzi sopra i sei anni dovranno usare la mascherina a scuola, in particolare negli spazi comuni. Ovviamente la mascherina sarà abbassata durante una interrogazione, a mensa o mentre si farà ginnastica, ma l'indicazione generale è di usarla e di mantenere la distanza di almeno 1 metro. «Se il docente è certo che gli studenti siano seduto e distanziati - ha spiegato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo al Corriere della Sera - ad esempio durante il compito in classe o l’interrogazione, allora potrà consentire di abbassarle. Chi si muove in classe deve indossarle, i movimenti vanno protetti». E poi ci saranno delle condizioni particolari «come ad esempio l'uso o non uso della mascherina per una ragazzo o una ragazza non udente, per un bambino con delle difficoltà neurologiche o psicologiche»

11 milioni di mascherine al giorno e 170 mila litri gel

La novità emersa è che le mascherine saranno distribuite gratis anche agli studenti e non solo a docenti e personale amministrativo e bidelli. «Distribuiremo 11 milioni di mascherine gratuite al giorno alla totalità delle scuole del paese per metterle a disposizione di studenti e personale. Distribuiremo 170 mila litri di gel igienizzante la settimana così rispondendo ai 3 requisiti di base: protezione individuale igienizzazione mani e screening: una operazione che pochi paesi hanno attuato molto onerosa» ha assicurato il commissario all'emergenza Covid Domenico Arcuri.

La carenza di aule

Per accelerare il reperimento degli spazi necessari, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha scritto ai presidenti di Anci Antonio Decaro ed Upi Michele De Pascale per chiedere la massima collaborazione e un ulteriore sforzo per definire gli eventuali ulteriori fabbisogni per l'affitto di immobili o il noleggio e l'acquisto di strutture modulari. Ed è stato appena pubblicato, sul sito del Ministero dell'Istruzione, l'avviso pubblico (in scadenza il 26 agosto) per accedere ai 70 milioni di euro destinati agli Enti Locali dal decreto Agosto per l'affitto di spazi e per l'acquisto, il noleggio o il leasing di strutture temporanee da utilizzare per le attività didattiche e per garantire il distanziamento. Gli enti locali, a quanto si apprende, potrebbero però chiedere al Miur e al governo di prolungare al 31 agosto i termini di scadenza. «Questi giorni in più - hanno spiegato alcuni amministratori locali - darebbero più tempo per esperire meglio un numero considerevole di pratiche tecnico-amministrative». Fatto sta che inizialmente una parte degli studenti potrebbe essere esclusa - alcune stime indicano circa 20mila - dalla possibilità di entrare in aula. In questi casi dirigenti scolastici ed enti locali dovranno reperire soluzioni alternative: altri locali o tensostrutture.

L’incognita dei banchi monoposto

L'altro punto forte della ripartenza nel rispetto delle norme sul distanziamento è affidato ai banchi monoposto. In giornata è stata convocata dal ministero dell'Istruzione una riunione con il commissario straordinario Domenico Arcuri, Anci, Upi e sindacati su criteri e priorità per la distribuzione dei banchi tra le diverse regioni. Arcuri ha ribadito in più occasioni, per rassicurare i presidi, che verranno consegnati, a seconda del fabbisogno, a partire da settembre ed entro ottobre (sono previste sanzioni per quelle tra le 11 imprese vincitrici del bando che dovessero sforare i tempi di consegna alle scuole). Nello specifico comincerà l'8 settembre la distribuzione dei primi banchi monoposto. I primi banchi andranno laddove c'è un margine di rischiomaggiore, ha spiegato agli enti locali e ai sindacati il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, sebbene le richieste maggiori di banchi e sedute (fino a 8 volte di più) siano arrivate da Campania e Sicilia, territori in cui il Covid ha avuto finora una più bassa incidenza rispetto al nord o all'Emilia Romagna

Ipotesi test rapidi a scuola

Il Comitato ha esaminato anche il documento elaborato dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l'Inail che stabilisce come andranno affrontati i casi di contagi a scuola, «che sicuramente ci saranno - ha detto Miozzo - dal momento che abbiamo otto milioni di studenti e due milioni di persone che lavorano nella scuola». Un documento che va incontro anche alla richiesta dei presidi di rivedere la responsabilità penale che allo stato potrebbe ricadere su di loro. Sul punto il Cts ha evidenziato che le « preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità non hanno motivo di esistere in base a quanto previsto dalla Legge 40 del 5 giugno 2020». Sono previsti tra l’altro un'aula per l'isolamento e un referente Covid. La temperatura sarà misurata a casa. Niente termoscanner a scuola. In caso di studenti, in classe, con sintomi riconducibili al coronavirus, si provvederà, quanto prima, «al ritorno al proprio domicilio» e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti (non si escludono test rapidi per verificare la presenza del contagio e far scattare immediatamente le misure sanitarie). Accertata la positività, classe e docenti saranno messi in quarantena per 14 giorni dal giorno dell'ultimo contatto con l'alunno (si attiverà la didattica a distanza). Si lavora a un attivo coinvolgimento sia dei pediatri di libera scelta che dei medici di medicina generale, i quali saranno chiamati assieme ai Dipartimenti di Prevenzione delle Asl a «garantire ottimale supporto alle scuole e gestione, secondo le normative vigenti, dei soggetti infettati da SARS-CoV-2 e dei loro contatti».

Verso chiusure «chirurgiche»

L'ipotesi principale è che, in caso di contagi, si andrà incontro a chiusure “elastiche” e temporanee, come ha lasciato intendere ieri il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri. Ma non si esclude una soluzione più estrema, vale a dire la chiusura dell'intero istituto. Che scatterebbe però solo in caso di cluster esteso, che interessa più classi, quando cioè si è in presenza di un vero e proprio focolaio.L'alunno, o gli alunni, che hanno contratto il Covid-19 potranno tornare a scuola solo dopo la guarigione ovvero, a oggi, dopo due tamponi negativi a distanza di 24 ore. «Se si dovesse verificare un caso non vorrà dire chiudere le scuole, vorrà dire esaminare il contesto di volta in volta e, se necessario, mettere in quarantena una classe o l'intera scuola: questo sarà discusso di volta in volta con le autorità sanitarie locali» ha anticipato il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), Agostino Miozzo.

Lo slittamento delle linee guida sulla sicurezza

Ad ogni modo devono ancora essere resi pubblici i documenti ufficiali che permetteranno ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti per l'emergenza COVID-19 da loro nominati «di gestire nella maniera più efficace l'eventuale identificazione di soggetti, siano essi studenti o personale scolastico, che risultino essere contagiati». Uno slittamento dovuto alla tensione tra governo ed esperti sull’obbligo di quarantena nel caso di contagi. Per il Cts la quarantena per la classe sembra inevitabile quando il contagiato è un alunno. Nell’esecutivo non tutti però sono d’accordo. Il Pd vorrebbe che invece di lasciare tutti a casa si facessero i tamponi rapidi - come quelli che si stanno effettuando negli aeroporti - in modo da ridurre al minimo le chiusure e la permanenza a casa degli studenti.

Trasporti insufficienti

Sul fronte trasporti, le Regioni sono preoccupate per il fatto che le regole in vigore col dimezzamento della capienza rendano a loro dire impossibile assicurare un servizio efficace in coincidenza con l'apertura dell'anno scolastico. Al momento l’unica deroga al distanziamento è ammessa per i percorsi inferiori ai 15 minuti. Ciò significa che solo sotto di tale soglia i mezzi possono viaggiare a pieno carico. Ma Regioni ed enti locali hanno evidenziato che così rischiano di mancare all'appello il 50% dei mezzi. Di qui la messa a punto di un documento che sarà sottoposto al Cts dove sono previste una serie di novità come l'installazione di parafiati laterali tra le sedute sui treni regionali e sugli autobus extraurbani o di divisori leggeri in stoffa o altro materiale, per permettere una deroga ai limiti del 50% di persone a bordo. Da lunedì partirà un tavolo tecnico Istruzione-Trasporti-Cts-Anci-Upi-Regioni per cercare di trovare una mediazione, garantendo comunque massima sicurezza.

Didattica a distanza senza certezze

Almeno come situazione di partenza, infine, la didattica a distanza potrà essere usata (in via complementare) solo alle superiori. Alle primarie e alle medie invece non sarà consentita. A meno che non scatti un nuovo lockdown (totale o parziale). In quel caso andranno garantite 10 ore di lezione via web in prima elementare, 15 alle medie e 20 alle superiori.

Al via il 24 agosto lo screening per i test sierologici

Sono poi 2 milioni i test sierologici consegnati alle Regioni per la somministrazione agli insegnati e al personale docente delle scuole che vorranno farlo; lo screening partirà dal 24 agosto. E tuttavia sui test i sindacati sono sul piede di guerra: «Il ministero della Salute dice che se ne occuperanno le Asl e i medici di famiglia mentre di fatto le Asl stanno demandando alle scuole l'onere di gestire in proprio la prenotazione dei test sierologici», accusa Roberta Fanfarillo, che guida i dirigenti scolastici per la Flc Cgil. Di qui la confusione e il disappunto dei presidi, alle prese, oltre che con il reperimento di nuovi spazi in vista dell'apertura dell'anno scolastico, anche con il controllo delle domande relative alle supplenze, in pieno agosto e con gran parte del personale in ferie. Il sindacato dei Medici italiani (Smi) invece, pur concordando con i test sierologici al personale della scuola negli studi dei medici di famiglia, chiede che avvengano solo su base volontaria da parte di questi ultimi.

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