Business model

Banco Azzoaglio vicina al territorio Mille moratorie in tre settimane

L'istituto è alla quarta generazione di banchieri. Lo scorso anno la raccolta è crescita del 30% . Tra Liguria e Piemonte ha 19 filliali, l'ultima a Torino

di Filomena Greco

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La storia di Banco Azzoaglio è fatta di piccoli passi. L'istituto, ormai alla quarta generazione, conta 19 filiali tra Piemonte e Liguria, 140 addetti e 32mila clienti

L'istituto è alla quarta generazione di banchieri. Lo scorso anno la raccolta è crescita del 30% . Tra Liguria e Piemonte ha 19 filliali, l'ultima a Torino


3' di lettura

Una banca che ha festeggiato i 140 anni di storia e che vuole continuare a «fare comunità». Banco Azzoaglio è una delle realtà del credito locale piemontese: fondata nel 1879 a Ceva, nel Cuneese, da Paolo Azzoaglio oggi è guidata da Erika e Simone Azzoaglio, membri del Consiglio di amministrazione e del Comitato esecutivo mentre nella posizione di direttore generale c’è Carlo Ramondetti.

Una famiglia di banchieri, alla quarta generazione, che ha tenuto ben saldo in questi anni il legame con il territorio, con le famiglie industriali e gli imprenditori di una delle province più vivaci d’Italia dal punto di vista manifatturiero. Una storia fatta di piccoli passi, 19 filiali tra Piemonte e Liguria, 140 addetti e 32mila clienti, costruita sui valori della fiducia e della volontà di rispondere ai bisogni della comunità. Un’ambizione che nelle settimane dell’allarme sanitario per il Covid-19 ha significato lavorare “pancia sotto” su moratorie e credito. «Abbiamo da subito esteso le applicazioni previste dal Decreto della presidenza del Consiglio per andare incontro alle richieste della clientela – racconta Ramondetti – e ad oggi abbiamo lavorato più di mille moratorie in tre settimane». L’ambizione in questa fase è stata di mantenere un modello efficiente e veloce: «Ci siamo imposti di rispondere in 36 ore alle richieste di allungamento dei periodi di pagamento e di erogare finanziamenti in 72 ore. Le pratiche gestite in questo periodo sono quattro volte rispetto all’ordinario» spiega il direttore generale.

Nella crescita di Banco Azzoaglio sul campo c’è anche la scelta di aprire la prima filiale dell’istituto di credito a Torino. «Ci abbiamo messo 140 anni per arrivare in un capoluogo di regione» scherza Simone Azzoaglio. Una scelta che ha ribaltato la visione tradizionale della banca: «le nostre sono sempre state filiali con una grossa fetta di un mercato bancario piccolo, a Torino abbiamo scelto di aprire una sede e provare a conquistare una fetta piccola di mercato invece molto più grande» aggiunge. Una decisione coraggiosa, che porta Banco Azzoaglio a sperimentare nuovi modelli di business e focalizzare l’attenzione su imprenditori e famiglie industriali. «Torino sarà lo spazio dove sperimentare nuovi approcci sulla clientela – spiega Ramondetti – abbiamo l’idea di proporre un focus su famiglie di imprenditori e grande attenzione ai servizi di consulenza per chi fa impresa».

Al 31 dicembre 2019, le masse complessivamente amministrate per conto della clientela – costituite dalla raccolta diretta, amministrata e dal risparmio gestito – ammontano a un miliardo e 839 milioni di euro, in aumento del 16,4% rispetto all’anno prima. La sola raccolta diretta del Banco si è attestata l’anno scorso sugli 824,9 milioni di euro a confronto con i 645,9 del 2018, un incremento, dunque, di quasi il 30%. In tema di gestione dei risparmi le parole chiave sono prudenza, competenza e diversificazione. La raccolta indiretta, tra risparmio gestito e amministrato, supera il miliardo, in crescita del 9% sul 2018. «Lavoriamo molto sulle competenze di un nucleo interno di funzionari, siamo tra le poche banche di piccole dimensioni ad essersi strutturate per offrire questo servizio» spiega Ramondetti. In campo Banco Azzoaglio conta circa 5mila prodotti di investimento, «una piccola boutique – aggiunge il direttore generale – con una grande attenzione ai criteri di cautela e diversificazione».

La storia di Banco Azzoaglio dunque dimostra che piccolo, nel settore bancario, non solo è possibile ma anche «bello». «In realtà – risponde Ramondetti – la chiave sono i valori che la banca incorpora, una banca “di famiglia”, a servizio del territorio, che ha attraversato i cambiamenti strutturali nel settore del credito negli ultimi dieci anni, un periodo nel quale davvero Banco Azzoaglio ha partecipato allo sviluppo della comunità. Questa capacità di incidere ha permesso di superare crisi e cambiamenti epocali». Ed è il radicamento nella comunità, aggiunge Erika Azzoaglio, «che caratterizza l’attenzione verso le ricadute sociali e le iniziative ad esempio nel campo culturale e dell’Education».

Una banca di prossimità, che oggi spinge l’acceleratore sui processi di digitalizzazione e mette in campi nuovi strumenti di lavoro senza rinunciare alla natura di banca di prossimità, ma nell’ottica di sviluppare nuovi strumenti di gestione del credito e delle esigenze finanziarie. Nel campo della consulenza finanziaria, ad esempio, destinati a famiglie industriali e imprese. «Cercheremo di interpretare le nuove dinamiche nel settore della consulenza di finanziamento all’impresa con professionisti dedicati e competenze specifiche su questo genere di attività» aggiunge Ramondetti.

Per una realtà sana e di grande tradizione il tema delle acquisizioni può risultare interessante. «Per anni– racconta Simone Azzoaglio – siamo stati al centro di offerte di acquisizione, oggi siamo convinti che in futuro la possibilità di investire in una partecipazione, ad esempio in un gruppo più strutturato, potrebbe essere fattibile». Nessun dossier sul tavolo, al momento, ma grande attenzione a possibili sviluppi.

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