Banco Bpm chiude il primo anno in utile. Per Npl cessioni fino a 13 miliardi
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Il Banco Bpm ha chiuso il 2017 con un utile netto di 557,8 milioni di euro, comprensivo del risultato realizzato per la cessione di Aletti Gestielle Sgr una plusvalenza di 700 milioni), contro un passivo di 1,33 miliardi realizzato nel 2016 (al netto dell'impairment degli avviamenti). I proventi operativi “core” sono pari a 4,2 miliardi, in crescita del 4,9% (+4,2% “adjusted”) rispetto al dato di due anni fa. Gli oneri operativi scendono a 3,05 miliardi, in calo del 18,8% (-3,6% “adjusted”). Il risultato della gestione operativa è di 1,57 miliardi, in questo caso in crescita del 60,9% rispetto ai 981 milioni del 2016 (+0,9% “adjusted”). Il Cet 1 su base proforma si attesta al 12,02% incluso l’impatto negativo di 175 punti base legato al principio contabile Ifrs 9 grazie alla razionalizzazione del comparto del risparmio gestito, della bancassurance e della banca depositaria e all'estensione e revisione dei modelli interni. Quest'anno il cda della banca non ha proposto la distribuzione di alcun dividendo ai soci.
Accelerazione sugli Npl
Sul fronte degli Npl, il nuovo piano di de-risking dell’istituto guidato da ll’ad Giuseppe Castagna incrementa le cessioni delle sofferenze dagli 8 miliardi inizialmente previsti dal precedente piano fino a 13 miliardi di euro al 2020. L'asticella era già stata alzata a fine dicembre, quando l’istituto aveva rivisto i target sui Non Performing Loan al rialzo a 11 miliardi di euro. Lo stock dei crediti deteriorati dell'istituto passerà dai 30 miliardi di fine 2016 a circa 13 miliardi al 2020, con un calo di 17 miliardi di euro. Un’accelerazione opportuna e auspicata dal mercato, mentre la Vigilanza della Bce in sostanza non molla e intende esigere i dettagli nel corso dell'esame Srep su ogni singolo istituto.
«Immagino che (a Francoforte, ndr) saranno soddisfatti - ha commentato Castagna durante la conference call - del fatto che riduciamo i crediti deteriorati di altri 10 miliardi di euro» rispetto alle previsioni iniziali del piano strategico al 2019 concordato con la Bce.
Lo stock dei crediti deteriorati netti del Banco Bpm a fine 2017 è arrivato a 13 miliardi, con una contrazione di 3,2 miliardi di euro rispetto a dicembre 2016 (-19,6%) e di 1 miliardo rispetto al 30 settembre 2017 (-6,8%). Quanto ai livelli di copertura, il coverage sui crediti deteriorati è al 48,8% contro il 37,5% del 2016 (50,1% e 47,9% rispettivamente includendo gli stralci) e quello sulle sofferenze è al 58,9% in rialzo rispetto al 45,7% del 2016 (60,5% e 60,0% rispettivamente includendo gli stralci).
Confermati i target
L’ad Castagna ha poi confermato gli obiettivi del piano industriale e ha promesso un utile consistente per l'esercizio 2018. «Sono confidente che con un costo del rischio normalizzato il 2018 può essere un anno importante e soddisfacente in termini di utile», ha detto il manager agli analisti. «Possiamo confermare le previsioni del piano industriale anche se abbiamo fatto alcune cessioni» di cui potete valutare l'impatto, ha aggiunto.
Ceduta Banca Depositaria, plusvalenza da 200 milioni
Banco Bpm ha raggiunto oggi, infine, l'accordo per la cessione del ramo d'azienda della Banca Depositaria a Bnp-Paribas Security Service, con una plusvalenza lorda di circa 200 milioni di euro. A questa prima operazione si somma la cessione dei contratti di gestione delle riserve assicurative ad Anima Holding. L’istituto ha comunicato precisato che le due manovre hanno un effetto positivo sul Cet1 “fully phased” pro-forma di 53 punti base.
Il ramo d'azienda oggetto dell'acquisto, specifica Bnp Paribas Securities Services, comprende i servizi di banca depositaria e amministrazione fondi offerti a clienti istituzionali italiani. Gli attivi di tale ramo ammontano a circa 22 miliardi di euro. Questa transazione, si indica ancora, rafforza il posizionamento di Bnp Paribas Securities Services quale principale provider di servizi di post-trading in Italia, con 850 miliardi di euro di asset in custodia. Il prezzo di acquisto concordato è di 200 milioni di euro associato ad accordi di lungo termine. Il perfezionamento dell'accordo è previsto per giugno 2018
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