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Banco Bpm, sarà una corsa a due per la maxi-cessione di Npl

di Carlo Festa

2' di lettura

Banco Bpm alza il sipario sul grande riassetto. Ma per la partita degli Npl non c'è ancora un vincitore. Il consiglio di amministrazione della banca guidata da Giuseppe Castagna si è prolungato fino alla tarda serata e alla fine il board avrebbe deciso di dare le deleghe all’amministratore delegato per formalizzare un accordo. Sul tavolo ci sono ancora due offerte contrapposte: quella del consorzio Dobank-Fortress-Illimity e la proposta della cordata Fonspa-Elliott. Entro metà dicembre sarebbero attesi i rilanci e dovrebbe essere individuato un chiaro vincitore.

Sembra, al contrario, che sia stata esclusa dalla partita la cordata costituita da Christofferson Robb & Company, Davidson Kempner e Prelios (affiancati da Rothschild e Mediobanca). L'obiettivo della banca è smaltire la quantità maggiore di sofferenze probabilmente utilizzando le Gacs, cioè le garanzie di Stato.

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Banco Bpm - affiancato da Deutsche Bank e Deloitte - potrebbe dunque arrivare alla soglia massima di dismissione, ovvero 8,6 miliardi di euro, più la piattaforma di servicing. Uno dei nodi da sciogliere è quello del prezzo a cui verrà dismesso il maxi-portafoglio, onde evitare perdite in bilancio. I prezzi dovrebbero probabilmente attestarsi intorno a un range compreso tra il 22% e il 25%: a queste condizioni, secondo gli analisti, Banco Bpm potrebbe mantenere un Cet1 fully loaded dell'11%.

Se dunque da una parte sembra ormai vicina alla conclusione l'asta sulla cessione di sofferenze, iniziata prima dellestate con ben 7 cordate in gara, dall'altra parte procede verso la definizione anche un altro dossier rilevante: cioè il riassetto del credito al consumo. Il mese scorso i soci di Agos Ducato, cioè Banco Bpm e Credit Agricole, hanno assegnato l'incarico agli advisor, rispettivamente Nomura e Morgan Stanley, per valutare le opzioni a disposizione per l'alleanza.

BancoBpm ha incaricato i propri consulenti finanziari di razionalizzare la struttura del gruppo bancario nel settore del credito al consumo, in modo da evitare sovrapposizioni sorte dopo la fusione tra la Popolare di Milano e il Banco Popolare. Lo schema, alla fine prescelto, vedrebbe la cessione ad Agos-Ducato (39% Banco Bpm, 61% Credit Agricole) dell'intero capitale di Profamily e la contestuale stipula di un accordo di distribuzione di dieci anni. In questo modo si libereranno risorse che andranno a compensare eventuali perdite sul portafoglio di Npl.

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