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Banco Bpm vola a Piazza Affari, la mossa di Agricole riaccende di colpo il risiko

Il mercato reagisce immediatamente all'annuncio dell'ingresso dei francesi nel capitale di Piazza Meda con una quota del 9,18%

di Paolo Paronetto

(REUTERS)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mercato reagisce immediatamente all'annuncio dell'ingresso del Credit Agricole nel capitale di Banco Bpm con una quota del 9,18%. I titoli dell'istituto guidato dall'a.d. Giuseppe Castagna balzano sopra 3,1 euro ad azione e sono entrati più volte in asta di volatilità dopo aver faticato a fare prezzo in avvio. Nella tarda serata del 7 aprile, la Banque Verte ha annunciato di aver comprato «sul mercato e in una transazione con una primaria banca d'affari internazionale» il 9,18% del capitale, in un'operazione che «testimonia il forte apprezzamento di Credit Agricole per le qualità intrinseche di Banco Bpm: una realtà solida, con un outlook positivo sul piano finanziario e un management team forte e con un comprovato track record». Secondo l'Agricole il deal «consolida la relazione strategica e di lungo termine del gruppo con Banco Bpm, costituita innanzitutto dalla partnership nel credito al consumo attraverso la joint venture Agos».

Obiettivo è «ampliare partnership con Banco Bpm»

L'obiettivo dichiarato è quindi «ampliare l'oggetto della partnership strategica con Banco Bpm», ma gli operatori notano che l'approccio della banca francese sembra ricalcare la strategia già portata avanti con il Credito Valtellinese. Già in quel caso, infatti, all'acquisizione di una quota inferiore al 10% del capitale (nel 2018) era seguito l'annuncio delle volontà di ampliare la partnership commerciale esistente nella bancassicurazione, salvo poi rompere gli indugi nel 2021 con il lancio dell'opa. In questa nuova partita il primo obiettivo dell'Agricole potrà essere sostituire Covea e Cattolica proprio come partner unico di bancassurance di Banco Bpm. L'istituto di Piazza Meda aveva del resto recentemente rivisto gli accordi nelle joint venture in essere proprio per tenersi mani libere: dall'8 settembre dello scorso anno (e fino a fine 2023) può infatti liquidare Covea nell'alleanza sulla rete ex Bpm, mentre dal primo gennaio 2023 si apre la finestra per fare lo stesso con Cattolica nelle filiali ex Banco Popolare.

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Qualche mese fa Unipol era data come candidata in pole position per diventare partner unico bancassicurativo di Banco Bpm, anche nell'ottica di una ipotetica fusione con Bper, ma ora è evidente che sarà l'Agricole ad avere la mano più forte. Resta da vedere se successivamente le mire della Banque Verte saliranno di livello e punteranno direttamente alla fusione. Al momento non è stata presentata istanza per salire al di sopra del 10% del capitale, mentre Banco Bpm ha sottolineato che l'ingresso dell'Agricole «non è stato preventivamente concordato con la banca». «La qualità e l'importanza dell'investitore, nonché l'apprezzamento espresso dallo stesso per la nostra banca, rappresentano un chiaro riconoscimento del valore e delle potenzialità di Banco Bpm», ha notato l'istituto. Il dossier approderà con ogni probabilità sul tavolo del cda di Piazza Meda, che da mesi è assistito dagli advisor Lazard e Citi sulle possibili opzioni strategiche, in occasione della riunione già convocata per martedì 12 aprile.

Per analisti «mossa dimostra solidità prospettive future»

La notizia dell'ingresso dell'Agricole, in ogni caso, è «positiva per Banco Bpm dato che da un lato è prova della solidità delle prospettive future dal punto di vista operativo, dall’altro riteniamo ravvivi l’appeal speculativo sul titolo, alla luce dallapresenza di un investitore industriale di qualità come Credit Agricole, con un comprovato track-record in ambito M&A», sottolineano gli analisti di Equita. «Riteniamo - aggiungono - che le probabilità di una business combination siano elevate sebbene le modalità e le tempistiche rimarranno da valutare». Secondo Intesa Sanpaolo, Banco Bpm «è un perfetto candidato per il coinvolgimento nel processo di consolidamento» e un'integrazione con l'Agricole «avrebbe senso dal punto di vista industriale, dato che rafforzerebbe il posizionamento competitivo e creerebbe sinergie». Equita sottolinea inoltre che la mossa dell'Agricole «aumenta l’appeal speculativo anche su Anima», che a Piazza Affari scatta a +8,34%.

Banco Bpm è «il principale partner strategico di Anima, con un contratto di distribuzione fino al 2037, masse gestite di circa 45 miliardi e una penetrazione sul totale dei fondi della clientela della banca del 69% circa». Il contratto di distribuzione, notano infine gli esperti, «prevede protezioni significative per Anima». La fotografia aggiornata dell'azionariato di Banco Bpm, in base ai numeri emersi ieri in assemblea, vede l'Agricole come nuovo primo azionista, con una partecipazione quasi doppia rispetto a Davide Leone (4,697%). Seguono Adar Macro Fund (4,949%) e Capital Research (4,988%).


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