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BancoBpm perde il 13% in due giorni. Deluse le attese di maxi taglio dipendenti

Il mercato puntava su un piano “lacrime e sangue” sui costi. Gli eccessi speculativi contro la banca del Nord Italia nei giorni del Coronavirus

di Alessandro Graziani

Giuseppe Castagna e Massimo Tononi

3' di lettura

BancoBpm ha perso in Borsa circa il 13% dopo la presentazione del nuovo piano industriale che punta a sfiorare gli 800 milioni di utile netto nel 2023. Nei giorni dei timori per gli effetti del coronavirus sull'economia e sui mercati, era difficile prevedere un'accoglienza positiva da parte degli investitori per un piano che stima per il 2020 un calo del Pil in Italia limitato allo 0,1% mentre sul mercato crescono i timori di una severa recessione globale.

A leggere i piani industriali presentati dalle altre banche italiane negli ultimi mesi, si trova spesso uno scenario di base di crescita 2020 del Pil italiano che con ottimismo è stimato in aumento dello 0,3%. Ma è evidente che, in questi giorni di panico, la maggiore cautela di BancoBpm è valsa a poco.

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Le previsioni al ribasso dei Pil mondiali, dato il rallentamento in corso dell'attività globale, si susseguono e sono oggetto di continue incertezze e revisioni peggiorative. Chi esce allo scoperto con piani di sviluppo, inevitabilmente in questi giorni non viene creduto. Meglio per BancoBpm, semmai, sarebbe stato rinviare la presentazione del piano di qualche mese in attesa di maggiori certezze e del rinnovo del cda in aprile. Nel board è già entrato il candidato neo presidente Massimo Tononi che, a quanto risulta, ha condiviso le linee di azione messe a punto dal ceo Giuseppe Castagna.

Altre perplessità, a leggere i primi report delle banche d'affari, sono state espresse dagli analisti anche sulla tenuta dei ratios patrimoniali post Basilea4 e varie nuove regulation così come sulla crescita dei ricavi ipotizzata grazie all'espansione delle commissioni nell'area del wealth management.

La verità che traspare in sottotraccia dai report degli analisti è che il mercato, data la fase emergenziale degli ultimi giorni per gli effetti del virus, sperava in un piano industriale di “lacrime e sangue”, con maxi taglio certo dei costi basato su una forte riduzione del numero dei dipendenti.

BancoBpm è arrivato al nuovo piano dopo una fusione che ha portato a tre anni di derisking ed efficientamento del personale. I vertici della banca hanno ritenuto, pur mantenendosi margini d'intervento futuri, che sul fronte esuberi bastassero 1.100 prepensionamenti (in parte compensati da nuove assunzioni). E che il f ocus potesse essere spostato sulla crescita dei ricavi, contando di poter sfruttare nei prossimi anni la messa a punto della macchina organizzativa definita nel triennio post fusione. È una linea d'azione rispettabile, e rispettosa dei tanti stakeholders della banca.

L'orizzonte del piano è di quattro anni e il territorio di insediamento è la “Baviera” d'Italia. Proprio la zona italiana che più preoccupa gli investitori globali nei prossimi trimestri. Pensare però che nei quattro anni di orizzonte del piano di BancoBpm il Nord Italia non si riprenda, pare azzardato per quegli investitori che guardano oltre il brevissimo termine.

Con una capitalizzazione di mercato crollata a 2,4 miliardi, pari a un rapporto tra prezzo e patrimonio netto inferiore a 0,2, BancoBpm è ampiamente la banca con la più bassa valutazione tra le quotate.

Si vedrà nelle prossime settimane se questo movimento di mercato porterà a un re-rating in negativo delle altre banche italiane o se invece BancoBpm abbia catalizzato eccessi speculativi ribassisti destinati a rientrare nei prossimi giorni.

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