ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa decisione dell’Agcm

Bancomat, sui nuovi costi dei prelievi arriva l’alt dell’Antitrust

La proposta di Bancomat Spa aveva previsto un tetto massimo alla commissione applicata sui prelievi pari a 1,50 euro

di Gianfranco Ursino

3' di lettura

L’Antitrust boccia il progetto di Bancomat Spa presentato nel lontano 5 ottobre 2020 per riformare il sistema di remunerazione del servizio di prelievo in circolarità dei contanti dagli sportelli Atm. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, l’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli ha chiuso l’iter del procedimento mercoledì 30 novembre e si accinge a comunicare al mercato l’esito negativo dell’istruttoria.

Proposta non accettabile

In attesa di conoscere le motivazioni ufficiali della bocciatura, sembra che alla base del pronunciamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), ci sia il parere negativo espresso dagli uffici tecnici dell’organismo, che hanno ritenuto la proposta sottoposta da Bancomat Spa non accettabile. In particolare il nuovo modello di remunerazione dei prelievi di contante configura un’intesa anticoncorrenziale in relazione all’articolo 101, paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e il proponente non ha assolto all’onere probatorio che sullo stesso incombe, non avendo presentato elementi sufficienti a dimostrare la presenza delle quattro condizioni previste dalla norma.

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L’articolo 101 del TFUE vieta le pratiche commerciali che impediscono, restringono o falsano la concorrenza. E la principale condizione da soddisfare prevede che l’accordo non debba dare alle imprese interessate la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi. Inoltre il progetto deve contribuire a migliorare la produzione o la distribuzione del servizio, promuovere il progresso tecnico o economico e riconoscere una congrua parte dei benefici che ne derivano ai consumatori.

Nuovo tentativo?

Adesso occorre attendere le motivazioni alla base del provvedimento per capire se Bancomat Spa ripresenterà il progetto riveduto e corretto per la terza volta in due anni o se lo abbandonerà definitivamente.

La lunga istruttoria era stata già intervallata da richieste di precisazioni e modifiche da parte dell’Authority, che il proponente aveva vagliato, rivedendo su alcuni punti l’impianto originario del progetto ripresentato nel luglio del 2021.

Alla base del progetto c’è l’idea di far decidere a ogni singola banca proprietaria dell'Atm il costo delle operazioni di prelievo realizzato dai clienti di banche concorrenti. Una novità attesa soprattutto dalle grandi realtà bancarie che hanno numerosi Atm lungo la Penisola, ma che ha messo in agitazione le banche online e quelle locali che non hanno un numero elevato di filiali o postazioni Bancomat all’interno dei loro gruppi di appartenenza.

Il tetto della discordia

Nella seconda proposta Bancomat Spa aveva previsto un tetto massimo alla commissione applicata sui prelievi pari a 1,50 euro. Un cap che non è stato sufficiente per convincere gli uffici tecnici dell’Antitrust. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore la stessa Banca d’Italia aveva espresso nei mesi scorsi le sue perplessità.

Oggi la possibilità di effettuare il prelievo con la carta Bancomat allo sportello Atm di una banca diversa da quella emittente viene offerta da diversi istituti gratuitamente, in particolare dalle banche online. E a prescindere della decisione di addebitare o meno una spesa al proprio cliente, con l’attuale sistema la banca emittente la carta deve riconoscere alla banca proprietaria dello sportello Atm una commissione interbancaria pari a 49 centesimi di euro per ogni prelievo.

Con il nuovo modello proposto da Bancomat Spa c'èra il timore che, una volta fissato un cap a 1,50 euro, tutte le banche vi si allineassero, come è accaduto ad esempio con la commissione sull’accordato per i fidi sui conti correnti che prevede un cap dello 0,5% a trimestre, valore che tutte le banche oggi applicano. C’erano quindi tutti i presupposti per assistere ad un adeguamento del costo del prelievo in circolarità a 1,50 euro, con un notevole incremento dei costi per chi quell’operazione oggi non la paga.

Riproduzione riservata ©
  • Gianfranco UrsinoResponsabile Plus24

    Luogo: Milano

    Argomenti: Fondi comuni, Etf, Assicurazioni, Conti correnti, Conti deposito, Mutui, Polizze fideiussorie, Anatocismo, Usura, Risparmio postale, Libretti Coop, Banche, Borsa, Consob, Banca d’Italia, Abf, Acf, Oam, Ocf, Consulenza finanziaria, Fondi pensione, Casse di previdenza, Fintech

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