Allarme dell'industria

Banda larga, Its porti e ferrovie: le priorità per ripartire

Le imprese preoccupate dalla crisi chiedono di accelerare gli investimenti
su scuola, infrastrutture e transizione digitale

 Conosciuto nel mondo come il porto di Roma, l’hub ha superato nel 2019 i 2,5 milioni di crocieristi. Ma ha ancora molte potenzialità inespresse sul traffico merci

1' di lettura

Subito investimenti. Per sbloccare opere e risorse capaci di creare posti di lavoro e rilanciare l’economia dei territori piegati dal Covid. Che sia il nodo del Passante di Bologna o la tratta ferroviaria tra Roma e Pescara o, ancora, il rilancio del porto di Civitavecchia e di Gaeta, di Livorno, le imprese delle regioni del Centro Italia chiedono alla politica centrale e locale di accelerare. Un colpo di reni sul fronte delle infrastrutture, anche quelle digitali (in primis la banda larga). Anche perché questo inizio 2021 sarà ancora sconvolto dalla crisi economica causata dalla pandemia: solo prima dell’estate, nelle previsioni più ottimistiche, si potrà iniziare a parlare di ripresa. Nel mezzo, il 31 marzo, scadrà il blocco dei licenziamenti, con il rischio di un bagno di sangue sul fronte dell’occupazione. L’industria fa pressing per cogliere l’occasione del Recovery Plan e risolvere alcuni nodi strutturali dei territori, a cominciare dal mancato collegamento tra il mondo del lavoro, la scuola e l’università. Con le aziende di Roma che lanciano l’idea di ospitare nella capitale l’Expo 2035.

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