firmata la concessione con infratel

Banda larga, Open Fiber avvia i lavori in 6 regioni delle aree bianche

di Laura Serafini

(omaggio)

2' di lettura

Aun anno dal bando si è formalmente conclusa con la firma dei contratti di concessione tra Infratel e Open Fiber la prima gara per portare la fibra nelle case delle aree bianche di Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Sono le aree considerate a fallimento di mercato, nelle quali per gli operatori non sarebbe redditizio investire senza il sostegno di fondi pubblici. La società controllata da Enel e Cdp aveva vinto la competizione - al primo bando aveva partecipato anche Telecom, che poi si è sfilata avviando un business in proprio in quelle aree (assieme a Fastweb) - ma l’aggiuficazione era rimasta sospesa perchè l’offerta poteva avere aspetti di anomalia. Rispetto alla base d’asta, pari a 1,4 5 miliardi, l’offerta per coprire 4,6 milioni di unità immobiliari su 3043 comuni era stata pari a 675 milioni. E ancora, gli altri operatori, tra cui la stessa Telecom, avevano presentato ricorso al Tar.

Con la firma oggi finalmente si parte

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Presenti all’evento il sottosegretario per lo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, il ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, l’ad di Invitalia, Domenico Arcuri, presidente e ad di Oper Fiber, Franco Bassanini e Tommaso Pompei. Open Fiber si è impegnata a portare la fibra fino alle case garantedo per l’87% delle unità immobiliari una connessione di 100 megabit e per il resto non inferiore a 30 megabit. «Open Fiber è risultata vincitrice - ha spiegato l'ad di Infratel, Domenico Tudini - non solo per la significativa copertura assicurata, che era l’obiettivo principale, ma anche per i risparmi che ha consentito».

La rete in fibra che verrà realizzata
Nelle aree bianche «sarà di proprietà pubblica e farà prezzi all'ingrosso che sono meno della metà degli attuali, il che consentirà agli operatori di farsi concorrenza sui servizi, come è giusto che sia - ha spiegato Giacomelli -. Le aree bianche sono state definite non dal governo, ma dagli operatori, che hanno
dichiarato in più occasioni di non avere interesse a investire lì. Così il governo ha stanziato risorse pubbliche per portare a oltre 4 milioni di unità abitative la fibra fin dentro casa. Adesso tutti sono apostoli della fibra, della superfibra e della iperfibra, ma la iperfibra è sicuramente qui»

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