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Banda larga, voucher per le Pmi. In arrivo fondi per 516 milioni

Seconda fase dei bonus per la connettività alla rete delle imprese. Bonus fino a 2.500 euro solo per le Pmi, congelati i fondi per le famiglie

di Andrea Biondi e Carmine Fotina

Recovery, Colao: connettere tutti in banda ultralarga in 2026

3' di lettura

Inizia il conto alla rovescia per la “fase 2” del piano voucher per la banda ultralarga. Che il Governo Conte-2 prevedeva di far partire a inizio 2021, ma che ancora non è arrivata ai blocchi di partenza. Nel frattempo una cosa è diventata chiara: almeno per ora ci si limiterà alle Pmi. Per le famiglie con limite Isee innalzato a 50mila euro (dai 20mila euro dei beneficiari del voucher di “fase 1”, ancora in corso) la palla è spostata in avanti.

Al momento quella parte (oltre 320 milioni) è congelata, evidentemente sacrificata sull’altare del confronto con la Commissione Ue alla quale ad agosto è stata notificata solo la tranche per le imprese (515,8 milioni).

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VOUCHER FASE 1
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Il governo vuole accelerare sulla «Fase 2»

Il Governo però inizia ora a dar segnali sull’accelerazione dei tempi e sulla partenza operativa di questi voucher di fase 2 che si vorrebbe rendere operativi entro l’anno, anche se si potrebbe scivolare all’inizio del 2022. Ad oggi sono trascorsi oltre 500 giorni da quando il Comitato interministeriale per la banda ultralarga, ora inglobato nel nuovo Comitato per la transizione digitale, ha approvato l’avvio di un piano di incentivi alla domanda per le connessioni veloci a internet.

A quanto verificato dal Sole 24 Ore, la scorsa settimana Asstel (l’associazione che riunisce le imprese della filiera delle Tlc) e i principali operatori sono stati convocati per un incontro con Infratel (la società in house del ministero per lo Sviluppo economico guidata da Marco Bellezza e incaricata di sovrintendere tutta l’operazione di realizzazione dell’ultrabroadband nel Paese) sui voucher di fase 2.

Una riunione – di cui in realtà si parlava già dall’inizio settembre – che cade prima ancora dell’ok di Bruxelles cui ad agosto è stata trasmessa la notifica della misura di aiuto in relazione ai 515,8 milioni di incentivi destinati alle imprese.

Un segnale di ottimismo da Bruxelles

La mossa è stata interpretata dagli operatori in maniera duplice: da una parte come segnale di un certo ottimismo in un riscontro positivo dalla Commissione europea e dall’altra anche come una iniziativa per cercare di non spostare in avanti i tempi, recuperando un po’ di quelli andati sinora persi.

Nel corso della riunione sono stati forniti a imprese e Asstel vari dettagli sulla misura che si sta predisponendo. A partire, come detto, della limitazione alle imprese fino a 250 dipendenti. Il valore degli incentivi concessi andrà da 300 a 2.500 euro, inclusi i costi di attivazione, variabili in base alla prestazione (da 30 megabit/secondo fino a superate 1 Gigabit/secondo) e alla dimensione aziendale. In sostanza sono previste tre fasce di incentivi: 300; 1.000 e 2.500 (in questi ultimi due casi, con 500 euro compresi per l’attivazione).

Il via previsto fra novembre e dicembre

Nessuna menzione dei tempi, ma nelle intenzioni del Governo la misura dovrebbe operativamente partire fra novembre e dicembre. In questo quadro, però, da parte delle imprese sarebbe emersa la richiesta di avere a propria disposizione un tempo – anche non lungo – di consultazione pubblica del decreto, che sarà prodotto a valle del via libera della Ue, con le sue misure attuative.

L’intento dichiarato è di non riproporre lo schema che ha preso corpo nei voucher di fase 1, arrivato al dunque senza consultazioni sul testo finale partorito, ma oggetto poi di varie contestazioni da parte delle telco.

Condivisione di testi e temi, oltre a un’adeguata comunicazione, sono i punti su cui gli operatori avrebbero insistito di più. Il tutto tenendo a mente, con l’ottica di non ripetere gli stessi inciampi, l’esperienza considerata non propriamente un successo di voucher di fase 1.

Dal 9 novembre 2020 infatti sono attivi voucher - collegati anche all’acquisto di un tablet o di un pc - riservati a famiglie con un Isee inferiore a 20mila euro, ma al 12 ottobre sono stati attivati circa 187mila voucher in tutta Italia, per un totale di oltre 91,5 milioni di euro erogati e 7,6 milioni prenotati. In pratica metà delle risorse disponibili rimangono ancora da spendere.

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