La proposta

Bandiera Ue con imposta agevolata per tutti

Poerio (Tankoa): «Bisogna evitare che gli armatori facciano scelte di comodo»

di Raoul de Forcade

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Vincenzo Poerio. L'ad di Tankoa

Poerio (Tankoa): «Bisogna evitare che gli armatori facciano scelte di comodo»


2' di lettura

«Per superare il problema dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunto per gli yacht bisogna creare una bandiera Ue», sotto la quale registrare le imbarcazioni, «che consenta a tutti gli Stati membri di offrire un’Iva agevolata». A lanciare la proposta è Vincenzo Poerio, amministratore delegato della genovese Tankoa (che realizza barche sopra i 40 metri), già alla guida di Benetti yachts. Malta, ricorda il manager, «benché sia uno Stato dell’Ue, applica sul leasing l’Iva al 6%. È logico quindi che, chi acquista uno yacht nel Mediterraneo, sia portato a registrarlo sotto la bandiera maltese. Visto che il 70% delle costruzioni di barche dai 24 metri su avviene in cantieri europei, credo che all’Ue converrebbe decidere di istituire una sua bandiera che permetta, magari con condizioni simili a quelle che oggi applica Malta, di avere un’Iva agevolata per gli yacht, che si estenda, magari, anche ai lavori di refitting. Questo eviterebbe che tanti armatori si servano di altre bandiere di comodo. E si tratta di una battaglia condivisa anche all’interno di Sybass (l’associazione internazionale che raggruppa una ventina di grandi costruttori di superyacht, di cui Poerio è stato tesoriere quando era al vertice di Benetti, ndr)».

Tankoa, intanto, inizierà domani le operazioni di varo tecnico dello yacht da 50 metri denominato S501: si tratta del quinto progetto della flotta del cantiere e del terzo scafo da 50 metri totalmente in alluminio. Si tratta di una barca «venduta il 25 febbraio scorso – ricorda Poerio – a un armatore americano (non statunitense, ndr). Avremmo dovuto consegnarla a luglio ma il rallentamento imposto dal lockdown ha fatto slittare la consegna di quattro mesi. Un ritardo dovuto a cause di forza maggiore, per il quale non abbiamo versato penali. Però non ci è stato neppure pagato il mancato profitto, che deriva dall’aver perduto la possibilità di fare fatturato aggiuntivo in cantiere. L’armatore, da parte sua, persa l’estate, non era interessato ad avere la barca in autunno, quindi ne prenderà possesso a fine novembre. È possibile che poi la porti nel middle East». L’S501 è disegnato da Francesco Paszkowski e ha un layout molto simile ai suoi predecessori (Bintador e Vertige), ma con due differenze: l’area poppiera del ponte principale è dedicata a un’enorme lounge per il relax, con una zona pranzo sul ponte superiore, mentre la cabina armatore a prua è dotata di un salottino privato che può essere convertito in un’ulteriore cabina con bagno. Molto particolare il colore dell’S501: scafo nero con sovrastruttura grigia metallizzata.

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