sterlina ai minimi da 9 mesi

Bank of England, tassi invariati ma giù le stime di crescita. Pesa l’effetto Brexit

di Vittorio Da Rold

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Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra (AFP)


2' di lettura

La Bank of England ha lasciato i tassi invariati allo 0,25 per cento con decisione di 6 favorevoli e due contrari forse per cautaela sulla conseguenze dei negoziati sulla Brexit che stanno sempre più complicandosi. L’incertezza sulla Brexit «pesa sulle decisioni delle aziende e delle famiglie e penalizza al tempo stesso la domanda e l'offerta», ha detto il governatore della Boe, Mark Carney, durante la conferenza stampa. Alla vigilia della decisione della Boe la maggioranza degli analisti scommetteva su un costo del denaro stabile nel Regno Unito fino al 2019, con una minoranza di soli 305 degli analisti che ipotizza invece una stretta entro fine anno.

La Banca di Inghilterra ha tagliato la stima di crescita per il 2017, riducendo la previsione da +1,9%% a +1,7 per cento. Anche per il 2018 le aspettative dell'Autorità monetaria britannica si riducono, con il Pil rivisto al ribasso a +1,6% dalla precedente previsione di +1,7 per cento.

Inoltre la banca centrale britannica ha affermato che ci sono pochi segnali che la crescita salariale stia aumentando, anche con la disoccupazione al punto più basso dagli anni '70. Secondo la nuova previsione della BoE, il salario reale diminuirà dello 0,5 per cento quest'anno, a causa dell’erosione dell'inflazione. La paga media settimanale migliorerà nel 2017, ma a un ritmo più lento di quanto precedentemente pensato.

Quanto all’inflazione aumenterà a circa il 3 per cento in ottobre, per poi rallentare intorno al 2,2 per cento nel 2020, appena al di sopra dell’obiettivo del 2 per cento della banca.

La BoE ha accettato all'unanimità di mantenere invariati i propri programmi di acquisto di obbligazioni sovrane e corporate dopo la riunione di questa settimana.

Dopo le decisioni dell’istituto centrale la sterlina è scesa ai minimi da 9 mesi sull'euro. La valuta britannica è stata scambiata nel pomeriggio a 1,3121 dollari (-0,7%) e a 0,9039 per 1 euro, dopo un ribasso fino a 0,9044, il minimo dal novembre 2016.

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