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Bankia e CaixaBank decollano in Borsa a Madrid dopo annuncio trattative su fusione

di Giuliana Licini

(REUTERS)

2' di lettura

Bankia, con un rialzo anche superiore al 25%, decolla alla Borsa di Madrid dopo l’annuncio delle trattative per una fusione con CaixaBank, a sua volta in aumento fino al 15%. Dall’operazione nascerebbe il maggiore gruppo bancario sul mercato spagnolo, con 650 miliardi di asset nel Paese. Nella notte tra giovedì e venerdì, sulla scia di alcune indiscrezioni Bankia in un comunicato ha confermato «i contatti con CaixaBank per analizzare l’eventuale opportunità di un’operazione di fusione tra le due entità». Caixa ha precisato che «nessun accordo è stato siglato per ora a parte un accordo di confidenzialità per scambiare informazioni destinate all’esame dell’operazione».

Una fusione dovrebbe passare necessariamente per il via libera del Governo di sinistra guidato da Pedro Sanchez, perché nel 2012, con l’aggravarsi della crisi finanziaria in Spagna, lo Stato ha salvato Bankia dalla bancarotta con un’iniezione di 22,4 miliardi, diventandone azionista con il 61,8%. Secondo quanto riporta El Pais, lo Stato spagnolo avrebbe il 14% dell’entità nata dalla fusione, mentre il principale azionista sarebbe la Fundacion La Caixa con il 30%. La fusione tra le due banche risponderebbe per altro alle necessità di consolidamento del settore bancario sottolineate sia dal Banco de Espana, sia dalla Bce. Le trattative giungono nel momento in cui l’economia spagnola è alle prese con una profonda recessione causata dell’impatto della crisi sanitaria del Covid-19, con inevitabili ricadute sul sistema bancario. Il Pil spagnolo è crollato del 18,5% nel secondo trimestre, periodo in cui è stato distrutto un milione di posti di lavoro. Il Governo prevede per l’intero 2020 una recessione del 9,2%, ma la Banca di Spagna si attende un calo del 15%.

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Già nel 2012 c’erano state trattative per un’integrazione tra Caixa, che ha sede a Barcellona e Bankia (l’ex-Caja Madrid), allora guidate da Isidro Fainé e Rodrigo Rato, ma l’operazione non era andata in porto a causa di questioni politiche e divergenze sulla governance. Per Caixa si tratterebbe della seconda operazione di M&A in tre anni, dopo l’acquisto della portoghese Bpi nel 2018. Il gruppo attualmente conta 4.460 sportelli con 35.600 dipendenti, ha 15,6 milioni di clienti e già una posizione di leadership sul mercato spagnolo, considerando che il primato in termini assoluti di Santander e Bbva è legato alla loro presenza internazionale. Bankia ha 8 milioni di clienti, è la quarta entità finanziaria della Spagna, dispone di una rete di 2.250 filiali, con un organico di 16mila persone. Nel primo semestre Caixa, ha segnato un utile di 205 milioni di euro, in calo del 67%, dopo oneri straordinari per 1,15 miliardi sui crediti, legati al Covid-19. Bankia nel semestre ha registrato un risultato netto di 142 milioni (-64%), dopo accantonamenti per 310 milioni a causa della crisi sanitaria. In base alle quotazioni di ieri, Caixa capitalizza in Borsa circa 10,8 miliardi di euro (erano oltre 23 miliardi nel 2017) e la quotazione da inizio anno ha perso quasi il 30%. Bankia ha una capitalizzazione di circa 3,2 miliardi (contro gli 11,5 miliardi del 2017), con una flessione della quotazione da gennaio del 35,6%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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