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Bankitalia: in 10 mesi 344mila dipendenti privati in più

Dall’estate la dinamica dell’occupazione si è indebolita rispetto alla prima metà dell’anno «ma si mantiene su ritmi di crescita in linea con quelli pre-pandemici»: nel bimestre settembre-ottobre sono stati creati 48.000 posti di lavoro a fronte dei circa 42.000 del 2019

(foto imagoeconomica)

2' di lettura

Da gennaio a ottobre del 2022 il numero di posizioni dipendenti nel settore privato non agricolo è aumentato di 344.000 unità, al netto dei fattori stagionali. Lo si legge nel Report di Bankitalia “il mercato del lavoro: dati e analisi” secondo il quale dall’estate la dinamica dell’occupazione si è indebolita rispetto alla prima metà dell’anno «ma si mantiene su ritmi di crescita in linea con quelli pre-pandemici»: nel bimestre settembre-ottobre sono stati creati 48.000 posti di lavoro a fronte dei circa 42.000 del 2019.

In 9 mesi 2022 -237mila disoccupati

Il rallentamento del mercato del lavoro nella seconda metà dell’anno si è riflesso anche sulla dinamica della disoccupazione amministrativa (misurata dalle Dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro). Secondo l’indagine di Bankitalia nel complesso dei primi nove mesi dell’anno il numero di disoccupati è comunque diminuito di circa 237.000 unità, «una contrazione considerevole anche se meno pronunciata rispetto a quella registrata nel 2021, in una fase di forte ripresa dopo la flessione dovuta all’emergenza sanitaria».

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Nel bimestre agosto-settembre il numero di disoccupati è salito, come tipicamente accade nella parte finale dell’estate, quando le assunzioni si riducono e giungono a scadenza molti contratti di natura stagionale. L’incremento è stato tuttavia significativamente maggiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (69.000 persone contro le 15.000 del 2021) e appare guidato dalla riduzione delle uscite dallo stato di disoccupazione per l’attivazione di un nuovo contratto (-125.000), in calo del 20% in termini tendenziali. Il rapporto fra reingressi nello stato di disoccupato dopo un impiego non superiore a sei mesi e le uscite verso l’occupazione nel semestre precedente è aumentato nei mesi estivi, collocandosi comunque su livelli leggermente più bassi di quelli pre-pandemici, compatibilmente con un allungamento della durata media dei contratti.


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