Lavoro

Bankitalia: nel 2021 ripresa dell’occupazione maschile, donne penalizzate

Rapporto Banca d’Italia, ministero del Lavoro e Anpal: licenziamenti su livelli modesti (-40% rispetto al 2019)

Lavoro, gli occupati recuperano sul Covid: sopra quota 23 milioni

2' di lettura

La ripresa del 2021 ha favorito l’occupazione maschile, tornata sul sentiero di crescita del 2018-19. Rimangono ancora ampi i margini di recupero per quella femminile il cui andamento mostrava segnali di relativa debolezza già prima dell'emergenza sanitaria. È quanto emerge dal rapporto “Il mercato del lavoro: dati e analisi” redatto dalla Banca d’Italia assieme al ministero del Lavoro e all’Anpal. Quanto ai settori, nel rapporto si sottolinea come nell'industria la marcata accelerazione delle costruzioni abbia compensato il rallentamento della manifattura, mentre nonostante la ripresa nei mesi primaverili ed estivi, rimangono ampi i margini di recupero nel turismo. «Nel complesso del 2020-21 - si legge nella nota - sono stati attivati, al netto delle cessazioni, circa 560mila nuovi posti di lavoro alle dipendenze, rispetto ai 605mila del biennio precedente».

Prosegue il recupero occupazione dipendente

Nel 2021 l’andamento delle posizioni di lavoro alle dipendenze si è rafforzato: da giugno il numero di contratti attivati è tornato sui livelli prevalenti prima dello scoppio della pandemia e, negli ultimi mesi dell'anno, ha quasi raggiunto il sentiero di crescita che si sarebbe registrato se l'evoluzione della domanda di lavoro si fosse mantenuta, anche durante l'emergenza sanitaria, sugli stessi ritmi del periodo 2018-19. Nel complesso del 2020-21 sono stati attivati, al netto delle cessazioni, circa 560mila nuovi posti di lavoro alle dipendenze, rispetto ai 605mila del biennio precedente. La dinamica beneficia tuttavia del basso numero di cessazioni, ancora contenuto dal ricorso diffuso agli strumenti emergenziali di integrazione salariale, di cui è previsto il graduale superamento nel 2022.

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Licenziamenti su livelli modesti: -40% sul 2019

Nell’anno da poco concluso i licenziamenti sono rimasti su livelli mediamente modesti (27mila contratti cessati ogni mese con questa causale nella media del 2021, -40% rispetto al 2019). Gli incrementi registrati nei mesi immediatamente successivi alla rimozione dei vari blocchi (30 giugno per l'industria, ad eccezione del comparto tessile e dell'abbigliamento, 31 ottobre per tutti gli altri comparti) appaiono avere natura temporanea e verosimilmente riflettono esuberi già previsti nei mesi precedenti.

La ripresa aiuta l’occupazione maschile, donne penalizzate

Nel corso del 2021, nell’industria la marcata accelerazione delle costruzioni ha compensato il rallentamento della manifattura che, pur non registrando significative perdite occupazionali, non è ancora tornata sullo stesso sentiero di crescita che aveva, in media, nei due anni prima della pandemia. Nonostante la ripresa nei mesi primaverili ed estivi, rimangono ampi i margini di recupero nel turismo, che era significativamente cresciuto prima dell'emergenza sanitaria.

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