stati generali a roma

Bankitalia accelera sul Bim nella gestione del suo patrimonio

di Paola Pierotti

(Carino Imagoeconomica)

3' di lettura

Bankitalia spinge l’innovazione digitale in edilizia con progetti concreti nella gestione del suo patrimonio immobiliare e un convegno che mette a confronto i maggiori esperti del settore.
Si sono svolti oggi a Roma gli Stati generali del Bim, un’occasione di incontro tra i diversi player del real estate, con rappresentati del mondo della progettazione e delle costruzioni. Al centro le linee guida del Building Information Modeling, aggiornate con il cosiddetto decreto Baratono, e un progetto pilota per la digitalizzazione del patrimonio immobiliare. Bankitalia ha presentato il proprio impegno per la riqualificazione dell’immobile di via Milano 60, nel rione Monti della capitale, dopo un primo approccio per un’operazione in via delle Quattro Fontane; e più in generale ha ribadito l’impegno del dipartimento Immobili e Appalti nel prendere in corsa il treno dell'innovazione digitale, sia per la gestione del proprio patrimonio, che come centrale di committenza e acquisti.

«Banca d'Italia è a tutti gli effetti un operatore immobiliare – spiega il direttore generale Salvatore Rossi – e per il suo ruolo nell’economia nazionale deve cogliere le opportunità della digitalizzazione. Oggi in Italia il valore compressivo del mercato immobiliare, contando gli investimenti in costruzione, a cui si aggiunge la spesa-affitti e l’intermediazione, vale in un anno un quindo del Pil. Il patrimonio delle famiglie italiane è per il 60% rivolto ad attività immobiliari. E ancora, i prestiti bancari alle famiglie, per i mutui, e alle imprese immobiliari sono un terzo degli impieghi bancari complessivi. La portata del mercato immobiliare è evidentemente significativa – continua Rossi –. Il processo di digitalizzazione stenta ad affermarsi in questo comparto, ma bisogna uscire al più presto da questa palude. Da fanalino di coda dell'economia, il real estate potrebbe diventare la locomotiva».
«Per il mercato immobiliare e per il settore dell'edilizia è il momento di innovare – ha commentato Luigi Donato, capo dipartimento Immobili e Appalti Bankitalia – e il Bim ne è la leva».

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Sull’uso delle tecnologie digitali, sulla gestione del processo dal progetto alla manutenzione e gestione dell’immobile, sulle ricadute sulla sicurezza e controllo dei rischi attraverso l'interazione delle discipline, si concentra il focus della Banca d’Italia che gestisce 67 edifici istituzionali per 1 milione di mq di superficie, e ha una quarantina di sedi dislocate in tutto il Paese.

Ospite dell’incontro anche Agenzia del Demanio, dove il nuovo direttore Riccardo Carpino, in continuità con il predecessore Roberto Reggi, sta portando avanti una politica di efficientamento del proprio patrimonio andando a costruire un database integrato, e via via implementando una piattaforma, denominata “Safe” attenta alla riduzione del rischio sismico, per riuscire a gestire il patrimonio delle amministrazioni centrali, 43mila beni statali (caserme, ministeri, uffici periferici e sedi delle agenzia delle entrate) per un valore complessivo di oltre 60 miliardi.

Massimo Gambardella, della direzione servizi al patrimonio dell'Agenzia del Demanio, ha riepilogato l’impegno avviato grazie al supporto delle Università, con protocolli d'intesa e casi-studio, e la successiva digitalizzazione di Palazzo Chigi, «passando quindi dalla conoscenza amministrativa a quella tecnica, da cui deriva – ha spiegato Gambardella – l’aspetto gestionale e manutentivo degli immobili». Rilievo e audit energetico, guardando ai tempi e costi e alla vita nel tempo degli edifici. «Il nostro obiettivo – ha precisato – è creare un fascicolo immobiliare unico, con tutti i dati, in modo tale si possa sapere tutto degli edifici, programmarne le manutenzioni e appunto intervenire sui consumi energetici».

L'industria immobiliare va dunque a scuola di Bim nella sede centrale della banca. Forte della messa a punto di Linee guida Bim «Bankitalia ribadisce la necessità di un raccordo tra i ruoli tradizionali (Rup, Pro, Dl) e le nuove professioni Bim – spiega Lorenzo Sperati, servizio immobili della Banca d’Italia – con la presenza di ruoli traversali come il Bim team manager o ruoli specifici come il Bim coordinator o Bim project manager. Arrivando in cantiere, è necessario l’affiancamento tra Dl e Bim Construction Manager». Formazione e nuove figure professionali, ma anche nuove opportunità di business, guardando al Bim come volano per il settore immobiliare.
Un valore aggiunto testimoniato a titolo di esempio dall'impegno di Juventus che al Politecnico di Torino ha investito su un dottorato di ricerca sul Bim, contestualmente all'impegno della società calcistica per la digitalizzazione del proprio patrimonio, per il facility management.

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