Commissione parlamentare d'inchiesta

Bankitalia bacchetta le banche: basta ritardi sui prestiti alle imprese

Il Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia Paolo Angelini, in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, ha detto che l’ampliamento del ricorso all'autocertificazione da parte dei clienti che richiedono i prestiti garantiti, contenuto nell’emendamento approvato dal Parlamento al decreto liquidità, «dovrebbe contribuire a snellire il processo»

(Carino Imagoeconomica)

2' di lettura

I dati raccolti dalla Banca d'Italia evidenziano «un rapido miglioramento» dei tempi di effettiva erogazione dei crediti garantiti da parte delle banche rispetto alle domande dei clienti «ma confermano l'eterogeneità» fra i diversi istituti e «segnalano che essa non si sta per il momento attenuando». Lo ha detto il Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia Paolo Angelini in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche.

Bankitalia: lettera a banche in ritardo su prestiti
A fronte di tali disparità, la Banca d'Italia ha inviato «una comunicazione a un gruppo di banche che presentano un numero di erogazioni» di prestiti garantiti «in rapporto alle richieste ricevute inferiore al valore mediano del sistema» dove chiede «di attivarsi rapidamente per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze». «Nella lettera - spiega Angelini - chiediamo informazioni sulle cause dei ritardi, pur sottolineando la loro piena autonomia nella decisione di concedere o meno i finanziamenti». Dalle prime evidenze, spiega il Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia , i ritardi «non sono legati al capitale o alla liquidità» delle banche ma a una serie di fattori temporanei quali l'organizzazione, l'elevato numero di domande, le norme e le difficoltà della pandemia.

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«Con autocertificazione prestiti più rapidi»
Angelini ha aggiunto che l’ampliamento del ricorso all'autocertificazione da parte dei clienti che richiedono i prestiti garantiti, contenuto nell’emendamento approvato dal Parlamento al decreto liquidità appare «condivisibile» e «dovrebbe contribuire a snellire il processo, e limitare gli ambiti di discrezionalità delle banche in materia di valutazione del merito di credito per i finanziamenti». Tuttavia, come nella formulazione originaria, «la legge non chiarisce se la valutazione del merito di credito possa esaurirsi nella verifica formale dei soli requisiti per l'accesso al credito previsti dalla legge stessa. È dunque presumibile che un certo grado di eterogeneità dei comportamenti potrà rimanere».

«Moratoria funziona, superate difficoltà»
Quanto ai meccanismi per la concessione di moratorie previsti dal DL 18, nel complesso «hanno funzionato in modo rapido ed efficiente» e «le difficoltà sono state rapidamente gestite dal sistema bancario e al momento le difficoltà appaiono, nel complesso, superate». Il responsabile della vigilanza di Banca d'Italia ha espresso un giudizio complessivamente «positivo» sulle moratorie. «Disfunzioni - ha spiegato - sono state registrate prevalentemente all’avvio del processo, quando i canali di ascolto organizzati dalla Banca d'Italia e da altri organismi, compresa questa Commissione d'inchiesta, hanno intercettato lamentele da parte della clientela circa l'addebito di rate relative alla scadenza di marzo».

«Anche in risposta a sollecitazioni della Banca d'Italia, le banche si sono impegnate a riaccreditare sui conti della clientela le rate dei finanziamenti che erano state addebitate nell'attesa del perfezionamento della moratoria. In molti casi, alcune moratorie su prestiti sono state temporaneamente concesse sulla base di iniziative volontarie e sono state poi convertite in moratorie ex lege al ricorrere dei presupposti»

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