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Bankitalia: addio a Vincenzo Desario, l’ex direttore generale di Via Nazionale

Desario si è spento a Roma all’età di 87 anni: a dare la notizia della scomparsa il figlio Davide con un post su Facebook

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Desario si è spento a Roma all’età di 87 anni: a dare la notizia della scomparsa il figlio Davide con un post su Facebook


2' di lettura

È morto a Roma all'età di 87 anni Vincenzo Desario a lungo direttore generale della Banca d'Italia. Ad annunciarlo su Facebook è il figlio Davide. Vincenzo Desario era nato a Barletta nel 1933 ed era entrato in Banca d'Italia nel 1960 dove ha percorso la carriera di ispettore nell'ambito della vigilanza dell'istituto fino a diventare direttore centrale per la vigilanza nel 1983. Dieci anni dopo viene nominato vice direttore generale per poi assumere nel 1994 la carica di direttore generale, un ruolo che ha ricoperto fino al 2006, quando è stato nominato direttore generale onorario.

Martusciello: lascia un vuoto in una Italia a corto di classe dirigente

Per Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia, «Desario fu un porto sicuro sempre, per un Paese nella tempesta. La sua morte addolora tutti gli uomini onesti di questo Paese. Nel 1991 scelsi di provare il concorso in Banca di Italia riuscendo a vincerlo proprio perché affascinato da persone come lui. Lascia un vuoto in una Italia a corto di classe dirigente».

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Una figura molto apprezzata sia dentro che fuori Palazzo Koch

Desario è stato molto apprezzato per il suo lavoro in Bankitalia sia all’interno di Via Nazionale che fuori da Palazzo Koch. E ha incassato la stima dei vari governatori che si sono avvicendati alla guida di Bankitalia durante gli anni dei suoi mandati. Un percorso che ricevette anche un saluto speciale nel momento in cui Desario lasciò Via Nazionale. Ecco il discorso con cui l’allora governatore di Banca D’Italia si congedò da lui nel giorno della sua ultima presenza alla riunione del Consiglio superiore della Banca.

Il commiato di Draghi nel giorno dell’addio di Desario a Bankitalia

«La riunione di oggi del Consiglio superiore è stata l'ultima alla quale il Dottor Desario ha preso parte, nella sua veste di Direttore generale. A fine settimana egli tornerà ai ruoli di marito, di padre, ma soprattutto, di nonno come ha più volte ricordato. Una scelta di vita che ho cercato, nell'interesse della Banca, di contrastare senza esserci riuscito. Enzo ha trascorso in banca quasi due terzi della sua vita; prima in filiale, a Foggia, e poi presso l'Amministrazione centrale. Non è mai stato un uomo da compromessi. Soprattutto quando si riferiva all'Istituto. Oggi il Consiglio superiore, che ne ha sempre apprezzato l'intelligenza, la lealtà, il rigore, l'onestà dei comportamenti ha voluto nominarlo Direttore Generale onorario: un titolo, se non sbaglio, attribuito a due sole persone nella vita ultracentenaria della Banca. Desario lo merita pienamente.Enzo ha lavorato a lungo nella Vigilanza; la Vigilanza si è identificata con lui. Egli ne ha modellato la struttura e il modo di operare; ne ha difeso l'autonomia; vi ha lasciato un'impronta che ancora oggi, dopo 12 anni dalla sua nomina nel Direttorio, persiste».

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