Rapporto stabilità finanziaria

Bankitalia: «Colpite le famiglie con lavori instabili o nei settori più esposti»

Le misure di sostegno all’economia attenuano i rischi per la stabilità finanziaria, ma l'incertezza sugli andamenti di più lungo termine resta elevata

di Nicoletta Cottone

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4' di lettura

«Nei primi mesi dell'anno il quadro macroeconomico globale è migliorato, soprattutto nelle economie avanzate, in seguito all'avvio della campagna di vaccinazione e ai nuovi ingenti interventi delle autorità. I rischi per la stabilità finanziaria rimangono tuttavia elevati, a causa dell'evoluzione ancora incerta della pandemia e delle sue conseguenze economiche». Le misure di sostegno all’economia attenuano i rischi per la stabilità finanziaria, sia in Italia sia negli altri paesi, ma l'incertezza suli andamenti di più lungo termine è ancora elevata. Lo rileva il “Rapporto sulla stabilità finanziaria” della Banca d’Italia.

Stabilità dei conti pubblici non a rischio, ma servirà aggiustamento

«Le misure adottate per contrastare gli effetti economici della pandemia hanno natura temporanea e non mettono in discussione la sostenibilità delle finanze pubbliche italiane. Tuttavia la stabilizzazione del debito su livelli molto elevati lascerebbe il Paese esposto a rischi derivantida tensioni sui mercati finanziari», sottolinea Bankitalia nel rapporto commentando le misure attuate per contrastare gli effetti della pandemia. «In prospettiva per ricondurre il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero di diminuzione - spiega Bankitalia - serviranno il ritorno alla crescita, condizioni finanziarie distese e, quando la situazione macroeconomica lo consentirà, un graduale e progressivo aggiustamento di bilancio».

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Famiglie: colpito chi aveva lavori instabili o nei settori più esposti

«L'impatto della pandemia sulla situazione economica delle famiglie è stato assai diversificato». Ha colpito soprattutto chi aveva lavori più instabili e chi era occupato nei settori maggiormente esposti, «determinando un significativo aumento della disuguaglianza dei redditi. Nonostante ciò, nel complesso la capacità di rimborso dei debiti è rimasta buona». Grazie alle misure di sostegno la flessione del reddito disponibile è stata meno pronunciata di quella del Pil. Il report precisa che è rimasta buona la «capacità di rimborso dei prestiti, grazie all’effetto di bassi tassi di interesse, moratorie e delle altre misure di sostegno». La quota di debito detenuto dalle famiglie finanziariamente vulnerabili, seppure in aumento, «è contenuta - precisa Bankitalia - e i rischi per il sistema finanziario sono limitati».

Cresce la quota di famiglie vulnerabili, a rischio 11,5% debiti

«Alla fine del 2021 la quota di famiglie vulnerabili e l'incidenza dei loro debiti sul totale salirebbero al 2 e al 10,6 per cento, rispettivamente», stima Bankitalia nel report, aggiungendo che questo «incremento rispecchia l'ipotesi del venire meno delle moratorie per le famiglie che avevano ottenuto la sospensione nel 2020e un aumento del credito, che più che compenserebbero la ripresa del reddito e l'effetto del perdurare di livelli particolarmente bassi dei tassi di interesse». In assenza della possibilità di richiedere il blocco dei pagamenti per alcune famiglie anche nel 2021 e nel caso di andamenti macroeconomici più sfavorevoli, il «debito a rischio - spiega Bankitalia - raggiungerebbe l'11,5 per cento del totale, rimanendo comunque su valori contenuti rispetto alla crisi dei debiti sovrani».

Sale la probabilità di insolvenza delle imprese, in particolare ristorazione e ospitalità

Le misure di sostegno alla liquidità e la moratoria sui fallimenti - in vigore dall'inizio di marzo alla fine di giugno del 2020 - hanno limitato il numero di aziende uscite dal mercato, indica Bankitalia nel rapporto aggiungendo che «per l'anno in corso ci si aspetta che le crisi di impresa supereranno quelle osservate nel 2019, in ragione degli effetti ritardati della pandemia sull'emersione delle situazioni di insolvenza». Alla fine del 2020 la probabilità media di insolvenza delle imprese a un anno è pari al 3,7%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto a febbraio del 2020, segnala Bankitalia nel rapporto sulla stabilità finanziaria in cui cita i risultati ottenuti applicando il modello per la valutazione del merito creditizio delle imprese non finanziarie della Banca d'Italia disponibile per un sottoinsieme di circa 240mila società. «La crescita - osserva Bankitalia - è più pronunciata nel settore dell'alloggio e ristorazione e in quello dell'intrattenimento (1,9 e 1,4 punti percentuali,
rispettivamente, al 5,5 e al 5,3 per cento)». Il peggioramento delle condizioni economico-finanziarie indotto dalla pandemia, si legge nel rapporto, si è riflesso «in un significativo incremento della quota di imprese più rischiose (con probabilità di default superiore al 5 per cento), passata dal 10 al 14 per cento».

I riflessi del Covid sulle imprese

Il report di Bankitalia sottolinea che i riflessi della crisi pandemica sulla redditività e sull'indebitamento delle imprese sono ampi ed eterogenei tra settori di attività. «I rischi derivanti da un aumento della vulnerabilità delle imprese, in particolare nei comparti più colpiti dalla pandemia, restano elevati, ma possono essere attenuati dalla ripresa dell'economia e dalle politiche monetaria e di bilancio», sottolinea lo studio. Sono reputate ancora necessarie le misure di sostegno della liquidità e dell'accesso al credito. Bankitalia fa notare come «un'uscita prematura potrebbe accrescere le difficoltà delle imprese che hanno buone possibilità di rilancio. In prospettiva una graduale e mirata rimodulazione degli interventi potrà consentire di minimizzare i rischi per la stabilità finanziaria».

Migliora la patrimonializzazione delle banche

Il tasso di deterioramento dei prestiti è cresciuto negli ultimi mesi sia per i finanziamenti alle famiglie sia per quelli alle imprese, principalmente nei settori più esposti agli effettu della crisi. È importante adeguare per tempo i livelli di copertura (provisioning). La patrimonializzazione è ulteriormente migliorata nel secondo semestre del 2020, sia per le banche significative, sia per quelle meno significative, principalmente grazie alla ricomposizione delle attività in portafoglio verso esposizioni meno rischiose. La situazione di incertezza richiede accantonamenti adeguati, soprattutto da parte delle banche meno significative.

Mercato assicurativo con patrimonializzazioni superiore al pre-pandemia

Il mercato assicurativo italiano ha raggiunto a fine 2020 un livello di patrimonializzazione superiore a quello pre-pandemia. La redditività è solo marginalmente diminuita. La raccolta netta dei fondi comuni italiani è stata positiva nel 2020 e nei primi mesi del 2021.


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