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Bankitalia: esecuzioni immobiliari più veloci del 40% dopo la riforma

Il tempo medio per la vendita degli immobili oggetto di procedura esecutiva è sceso da 39,5 mesi a 23,5 mesi. Ma non tutti i Tribunali sono efficienti allo stesso modo a due anni dalle linee guida del Csm

di Davide Colombo


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(Agf)

2' di lettura

Le riforme introdotte tra il 2015 e il 2016 (governo Renzi) per semplificare le esecuzioni immobiliari e velocizzare le procedure di vendita forzata degli immobili pignorati a debitori insolventi hanno prodotto i loro effetti. Lo dimostra uno studio di Bankitalia pubblicato ieri nella collana “Note di Stabilità finanziaria”. Il tempo mediano necessario per la vendita degli immobili oggetto di procedura esecutiva, secondo i dati raccolti, s'è ridotto del 40% circa, passando da 39,5 mesi a 23,5 mesi. L'analisi, firmata da Silvia Giacomelli, Tommaso Orlando e Giacomo Rodano, rivela poi che la durata mediana del complesso delle operazioni precedenti alla vendita vera è propria è a sua volta diminuita dell'11% (da 28,5 a 25,5 mesi).

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Analizzati i flussi sul Portale telematico Giustizia
L'analisi è stata realizzata sui dati relativi a tutte le procedure di vendita forzata di immobili avvenuta tra il 2010 e il novembre del 2018 e registrate sul Portale dei servizi telematici attivato dal ministero della Giustizia con un confronto tra i flussi amministrativi pre e post riforma. Tra le evidenze raccolte risulta poi che l'impatto della riforma non è stato così significativo nei tribunali più lenti per completare le procedure immobiliari esecutive. Vale ricordare che il Csm nel novembre del 2017 aveva dettato nuove linee guida operative per le buone pratiche sulle esecuzioni immobiliari ai presidenti dei tribunali e delle sezioni specializzate.

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Per le banche una leva in più contro le crisi future
Dall'analisi di Bankitalia emerge, infine, che c'è spazio per l'ulteriore riduzione dei tempi, in particolare migliorando la fase precedente la vendita vera e propria dell'immobile. Tale fase, sebbene sia oggi più breve rispetto agli anni precedenti la riforma, ha ancora un suo peso relativo (circa il 40% nel 2017) sul tempo complessivo della procedura esecutiva .
Queste prime evidenze sugli effetti delle riforma hanno un valore di prospettiva molto elevato. Un paio di anni fa Abi, in occasione di un'audizione davanti al Consiglio superiore della magistratura, aveva spiegato che per ogni anno di riduzione della durata media di queste procedure la distanza tra prezzo offerto dal mercato e valore di carico in bilancio della banca si riduce del 10%. Procedure più veloci ed efficaci sulle esecuzioni immobiliari consentiranno alle banche di fronteggiare la prossima crisi finanziaria con costi minori e potendo contare su un mercato più efficace dei crediti deteriorati.

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