Il settore colpito dalla pandemia

Bankitalia: a maggio il saldo della bilancia dei pagamenti turistica ha registrato un avanzo di 34 milioni

L’indagine campionaria sul turismo internazionale: rispetto a maggio 2020 le spese dei viaggiatori stranieri in Italia sono cresciute del 62,4%

(foto LaPresse)

2' di lettura

Nel mese di maggio il saldo della bilancia dei pagamenti turistica ha registrato un avanzo di 34 milioni, a fronte di un saldo positivo di 78 milioni nello stesso mese dell’anno precedente e di un avanzo di 2.072 milioni a maggio 2019. Lo rileva la Banca d’Italia nell’indagine campionaria sul turismo internazionale che ha compiuto ormai 26 anni. L’indagine di via Nazionale è basata su interviste e conteggi di viaggiatori residenti e non residenti in transito alle frontiere italiane (valichi stradali e ferroviari, porti e aeroporti internazionali).

In un anno spese dei viaggiatori aumentate del 62,4%

Rispetto a maggio 2020 le spese dei viaggiatori stranieri in Italia sono cresciute del 62,4% (775 milioni da 477 milioni); quelle dei viaggiatori italiani all’estero sono cresciute dell’85,9% (da 398 a 741 milioni); entrambi i flussi permangono su livelli ampiamente inferiori a quelli rilevati nel 2019.

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L’impatto della pandemia sul comparto

Gli effetti della pandemia, nota la Banca d’Italia, hanno reso particolarmente evidente la rilevanza di questo settore: nel 2020 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia si è ridotta di circa tre quinti rispetto al 2019.La contrazione della spesa dei viaggiatori italiani all'estero è stata sostanzialmente analoga. Ne è derivata una forte riduzione dell'avanzo della bilancia dei pagamenti turistica (allo 0,5 per cento del Pil da 1,0 nel 2019), che ha interrotto la crescita in atto dall'inizio dello scorso decennio. In un contesto di crollo globale dei flussi turistici, la quota di mercato dell'Italia sulle entrate mondiali da turismo internazionale è cresciuta dal 3,4 al 3,7 per cento. La drastica contrazione dei flussi turistici in entrata ha avuto conseguenze sul Pil nazionale, solo parzialmente compensate dalla riduzione dei flussi in uscita; la resilienza delle imprese del settore turistico e del suo indotto è stata messa alla prova come mai accaduto nel recente passato.

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