INTERVENTI ANTI-CRISI

Bankitalia: Nadef, misure efficaci se rapide e senza sprechi

Audizione sulla nota di aggiornamento al Def: «Attenzione alla fase esecutiva dei progetti per garantirne efficacia e rapidità». Upb valida il quadro programmatico: rischi sul 2022-23

NaDef: causa Covid 6,8 mld in meno del 2019 da lotta evasione

3' di lettura

«L’entità dell’effetto macroeconomico delle misure programmate dipenderà, oltre che dalle risorse mobilitate e dalla ripartizione fra le voci del bilancio, anche dai tempi di attuazione dei progetti e dalla loro efficacia nel sostenere il potenziale di crescita». Così Banca d'Italia nell’audizione sulla nota di aggiornamento al Def, sottolineando che «andrà posta attenzione alla fase esecutiva dei progetti, per garantirne efficacia e rapidità» e che «con interventi mirati attuati senza sprechi e tempestivamente, l’effetto sulla crescita potrebbe essere anche più accentuato» di quanto indicato nella Nadef.

Upb valida quadro programmatico,rischi su 2022-23

Il presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, anche lui in audizione sulla nota di aggiornamento al Def, ha reso noto che l’Upb, dopo aver validato le stime 2020, «ha deciso di validare anche lo scenario programmatico Nadef sul 2021, in quanto appare all'interno di un accettabile intervallo di valutazione, ne abbiamo dato comunicazione stamattina al ministero dell'Economia». Pisauro ha sottolineato che il quadro programmatico sul 2022-23, che non è oggetto di validazione, «conferma e amplifica gli elementi di perplessità già presenti in riferimento al quadro tendenziale» perché le stime «appaiono ottimistiche».

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Stime coerenti ma prospettive molto incerte

Per Eugenio Gaiotti, capo del dipartimento economia e statistica della Banca d'Italia, in audizione sulla Nadef, il quadro tendenziale indicato nella Nadef è «nel complesso coerente» ed è «plausibile» l’impatto per quasi un punto percentuale sulla crescita delle «ampie misure espansive» previste con la manovra. «Nel complesso, considerando anche la revisione al ribasso della stima del secondo trimestre effettuata dall’Istat, valutiamo che resti valida la proiezione che abbiamo pubblicato in luglio, che indicava una caduta del Pil attorno al 9,5 per cento» ma «le prospettive restano molto incerte» per il «rischio rilevante” che l’evoluzione della pandemia «continui a ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese o resti debole la domanda globale».

Ripresa parziale, evitati scenari più avversi

L’istituto di via Nazionale sottolinea come «l’attività economica è tornata a crescere. Si sono finora evitati gli scenari più avversi, ma la ripresa è ancora parziale, dipendente dalle misure di stimolo e soggetta alle incertezze sull'evoluzione della pandemia». La Nadef «presenta un quadro programmatico caratterizzato da un deciso stimolo di bilancio nel prossimo triennio, anche grazie all’utilizzo dei trasferimenti messi a disposizione da Next Generation EU. L’azione espansiva è necessaria per sostenere le imprese e le famiglie in un quadro congiunturale ancora debole e incerto; in un’ottica di più lungo periodo, sono necessari interventi che aiutino l’economia italiana a tornare a crescere stabilmente a ritmi sostenuti».

Debito a livelli 150% molto pericoloso, va ridotto

«Non abbiamo mai detto, neanche nei periodi peggiori, che il debito non è sostenibile, lo dicevano gli altri e noi lo abbiamo sempre contestato, ma crediamo che mantenere il debito a livelli del 150% è molto pericoloso perché lo espone a schock» ha sottolineato il dirigente di Bankitalia. «L’azione di politica economica -ha aggiunto - deve fondarsi anche sull’obiettivo di conseguire un progressivo riequilibrio dei conti pubblici nel medio termine. Assicurare nel prossimo decennio una rapida riduzione del debito richiederà la massima attenzione alla qualità delle ampie misure di sostegno dell’economia in via di definizione e un graduale aggiustamento del saldo di bilancio quando le condizioni macroeconomiche saranno più favorevoli».

Upb: effetti non trascurabili se altre strette Covid

Nell’audizione sulla nota di aggiornamento al Def, l’Upb sottolinea come «l’evoluzione di breve e di medio termine dell’economia italiana appare soggetta a rischi ancora molto ampi, nel complesso orientati al ribasso», a partire da quelli di una «recrudescenza della pandemia». In Italia «nelle ultime settimane si è registrata una crescente diffusione dei casi, cha ha anche comportato un maggiore ricorso alle strutture ospedaliere. Al momento non si prefigurano nuovi lockdown generalizzati, ma se si rendessero necessarie restrizioni mirate alle attività produttive e agli spostamenti ne deriverebbero comunque conseguenze non trascurabili sia sul ciclo economico sia sulla struttura produttiva, già colpita dalla passata recessione».

Aumento del debito anche privato è fattore di rischio

Pisauro ha spiegato che «quando l’economia sarà tornata a crescere stabilmente emergerà la necessità di ridurre gli squilibri finanziari accumulati, tra cui il debito e non solo quello pubblico». Per il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio tra gli aspetti da tenere in maggior considerazione «l’incremento di debito privato» che questa crisi è destinata ad aumentare «ulteriormente». «Questi elementi associati alle incertezze - dice ancora - costituiscono un elemento di rischio non secondario».

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