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Bankitalia: «Moderati rischi per la stabilità finanziaria»

Secondo rapporto 2021 della Banca d’Italia: migliora la situazione finanziaria delle imprese, assicurazioni tornano a livelli pre-pandemia

(foto imagoeconomica)

3' di lettura

«In Italia i rischi per la stabilità finanziaria sono moderati; persistono vulnerabilità di medio termine collegate soprattutto con la possibilità che la crescita economica, attualmente solida, perda di intensità». Il secondo rapporto 2021 sulla Stabilità Finanziaria della Banca d'Italia conferma un clima positivo per banche, imprese e famiglie, con qualche potenziale criticità, per esempio nel campo dell'indebitamento delle famiglie, il cui tasso di risparmio, pure restando elevato, inizia a ridursi per una maggiore propensione ai consumi. I programmi di acquisto di titoli pubblici e privati dell'Eurosistema contribuiscono a mantenere distese le condizioni di finanziamento sui mercati, anche nel comparto dei titoli di Stato.

Prosegue la graduale ripresa del mercato immobiliare, in linea con l'evoluzione del quadro congiunturale. I rischi per la stabilità finanziaria derivanti da questo settore rimangono contenuti, “diversamente da quanto si osserva in altri paesi europei, dove i prezzi degli immobili stanno crescendo in modo marcato ed emergono segnali di una loro sopravvalutazione.

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Moderato aumento dell’indebitamento delle famiglie (mutui e credito al consumo)

I rischi connessi con la situazione finanziaria – come detto - delle famiglie restano nel complesso limitati. Il miglioramento ciclico e i provvedimenti di sostegno si sono tradotti in una crescita complessiva del risparmio e della ricchezza finanziaria, sebbene non omogenea tra le diverse categorie di famiglie. L'indebitamento, in moderato aumento - si segnalano crescite dei mutui e del credito al consumo - rimane basso nel confronto internazionale; la capacità di rimborso dei prestiti è buona, anche grazie ai bassi tassi di interesse; la quota di debito detenuto dai nuclei finanziariamente vulnerabili è relativamente contenuta.

Migliorano i bilanci delle imprese

La ripresa della redditività, l'abbondante liquidità accumulata nel periodo della pandemia e le favorevoli condizioni di accesso al credito contribuiscono a un significativo miglioramento dei bilanci delle imprese. Grazie alla solida ripresa dell'economia, la progressiva riduzione delle misure pubbliche di sostegno sta avvenendo senza indurre tensioni. Rischi potrebbero derivare da un'evoluzione del quadro economico e della redditività delle aziende meno favorevole di quanto ci si attende al momento.

Interventi pubblici hanno contenuto effetti pandemia sulla qualità del credito

Gli interventi del Governo a sostegno di famiglie e imprese e la ripresa economica hanno contribuito ad attenuare gli effetti della pandemia sulla qualità degli attivi bancari; il tasso di deterioramento dei prestiti è stabile su livelli storicamente contenuti e le dismissioni di crediti deteriorati proseguono. Sono tuttavia aumentati i prestiti in bonis oggetto di misure di concessione (forborne exposures), soprattutto tra i prenditori che hanno beneficiato di moratorie. È importante che le banche prestino particolare attenzione alla valutazione della capacità di rimborso dei debitori e alle conseguenti decisioni di accantonamento. “In prospettiva un fattore di vulnerabilità per gli intermediari può derivare dalla crescente digitalizzazione dei servizi finanziari e dal maggiore ricorso all'esternalizzazione di attività, che aumentano l'esposizione ai rischi cibernetici e a quelli per la continuità operativa. «La consapevolezza di questi nuovi rischi da parte degli intermediari nonché la loro integrazione nei sistemi di governo e controllo sono fondamentali per un'efficace azione di contrasto».

Cresciuta la redditività bancaria, ma alcuni fattori sono temporanei

La redditività bancaria è migliorata in misura significativa nella prima metà dell'anno,principalmente per effetto del calo delle rettifiche di valore su crediti. Altri fattori che vi hanno contribuito, come i ricavi da negoziazione, hanno natura temporanea e potrebbero non estendersi alla seconda parte del 2021. La patrimonializzazione si è leggermente ridotta, soprattutto per il venire meno del trattamento prudenziale transitorio connesso con l'adozione del principio contabile IFRS 9; dovrebbe risentire in maniera contenuta della ripresa del pagamento dei dividendi a seguito della scadenza delle raccomandazioni emanate dai supervisori, che avevano posto limiti alla loro distribuzione durante l'emergenza sanitaria. Il settore assicurativo è tornato alle condizioni pre-pandemia. Nella prima metà del 2021l'indice di solvibilità medio delle compagnie è ulteriormente salito. La redditività e la raccolta premi sono aumentate grazie al buon andamento del comparto vita.


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