MANOVRA

Bankitalia: riforma del fisco organica e Recovery plan senza sprechi. Istat: donne più colpite dalla crisi Covid

Corte dei conti: crescita senza caricare i conti pubblici. Cnel: prevale logica emergenza, serve strategia

Manovra da 38 miliardi e Decreto ristori ter per le aree rosse

5' di lettura

La Banca d’Italia ritiene necessaria «una revisione del sistema fiscale che ricomponga il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi e tenga conto delle modifiche che hanno interessato il sistema dei trasferimenti sociali, richiamando in particolare la necessità di una riforma organica». Lo ha detto Eugenio Gaiotti, Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, in audizione sulla manovra davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

L’impulso di due punti Pil l’anno nel prossimo biennio

Il dirigente di Via Nazionale ha poi reso nota una stima dell’impatto della manovra sulla crescita: «La dimensione dell’impulso espansivo dei provvedimenti che il Governo programma con la manovra è significativamente più ampia di quella misurata dalla variazione dell’indebitamento netto. Si può valutare che essa sia dell’ordine di circa 2 punti percentuali del Pil in media all’anno nel prossimo biennio”. Nel 2023, ha aggiunto Gaiotti, l’impatto sarà invece pari a 1,3 punti.

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Ripresa 2021 più lenta

La ripresa nel 2021 sarà «verosimilmente più lenta del previsto» è la previsione di Gaiotti. Nel quarto trimestre 2020, ha detto «è plausibile una flessione del Pil anche se più contenuta rispetto alla primavera. È probabile che il risultato per l'anno risulti comunque in linea con quanto prefigurato in ottobre».

Riforma organica del fisco

Il capo del Servizio struttura economica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, rispondendo alle domande dei parlamentari delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra sul fisco ha spiegato: «Le risorse messe a disposizione per la riforma fiscale sono relativamente contenute. Bankitalia ha sempre sottolineato che saremmo molto contenti di vedere un disegno organico di riforma. Qui ci sono degli interventi che anticipano la direzione della riforma». Balassone ha citato l’assegno unico, la riduzione del cuneo fiscale, la decontribuzione al Sud. «Non posso che reiterare il favore con cui Bankitalia vedrebbe un intervento organico che razionalizzi il sistema nel suo complesso. Del resto ogni operazione ha un costo. Qualunque impiego di risorse, e anche la riduzione delle aliquote lo è - ha aggiunto - deve essere misurato anche per l'impatto che ha sulla crescita».

Istat: con la manovra +360% del credito d’imposta nel 2021

Il potenziamento di Transizione 4.0 previsto dalla manovra porterà nel 2021 ad un vero e proprio boom del credito d'imposta che schizzerà del 360%. È la cifra fornita dal presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo in audizione sulla legge di bilancio presso le Commissioni bilancio di Camera e Senato. «Rispetto al rilancio degli investimenti l'articolo 185 del ddl di bilancio proroga e rafforza il credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, prevedendo il potenziamento delle aliquote agevolative, l’incremento dell'ammontare delle spese ammissibili, la riduzione dei tempi di fruizione, e anche un ampliamento dell'ambito oggettivo di applicazione ai beni immateriali non “4.0”. Il provvedimento analizzato con riferimento alle società di capitali, per quanto riguarda gli investimenti in beni materiali (”4.0” e non) e in beni immateriali (”4.0”), potrebbe generare nel 2021 un aumento significativo del credito d'imposta (+360%,) rispetto alla normativa vigente (in rapporto all'Ires si passa dall'1,6% al 7,2%). Le imprese manifatturiere, e le imprese di maggiori dimensioni, sono particolarmente avvantaggiate sia in termini di beneficiari sia in termine di incremento del beneficio».

Donne le più colpite dalla crisi Covid

Il presidente dell'Istat ha poi sottolineato come la crisi ha interessato di più il Mezzogiorno e i giovani «ma questa volta sono state soprattutto le donne - maggiormente impiegate nei servizi (il settore più colpito con 809 mila occupati in meno rispetto al secondo trimestre 2019) e in lavori precari - a subire gli effetti maggiori: nel secondo trimestre del 2020 si contano 470 mila occupate in meno rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente (323 mila in meno tra quelle con contratto a tempo determinato) e il tasso di occupazione femminile 15-64 anni si attesta al 48,4%, contro il 66,6% di quello maschile, collocandoci al penultimo posto della graduatoria europea, appena sopra la Grecia».

Corte dei conti: crescita senza caricare i conti pubblici

Nella sua memoria sul bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 la Corte dei Conti ha rimarcato come «ogni impegno va indirizzato a cercare una inversione nel ritmo di crescita economica senza caricare i già fragili conti pubblici di rischi ulteriori». I magistrati contabili sottolineano che «la consapevolezza che è solo da un profondo irrobustimento del settore produttivo, e dunque dei bilanci del settore privato, che potranno scaturire nei prossimi anni le condizioni per un durevole riequilibrio macro-finanziario».

In estrema sintesi il giudizio sulla manovra della Corte dei conti giudica favorevolemente gli interventi sull’industria e le aree depresse ma invita a chiarire meglio il dettaglio delle riforme strutturali. Giudicati «con favore la previsione di un fondo da cui attingere per interventi urgenti» e «il riavvio di un percorso di misure strutturali tese al miglioramento della produttività e competitività delle imprese» ma la Corte dei conti rileva come «la mancanza di elementi qualificanti delle misure che si intende assumere in temi di particolare rilievo, come quello della riforma fiscale o del ridisegno del sistema degli ammortizzatori o, ancora, di definizione di uno stabile meccanismo per il pensionamento, rischia di depotenziare anche lo stesso effetto di stimolo atteso dalle misure finanziarie».

Upb: 2020 in linea a -9%, nel 2021 crescita del 5%

Il quarto trimestre 2020 potrebbe chiudersi con un calo del Pil di circa 3 punti, portando la variazione annua “comunque in linea con le previsioni della Nadef” di -9%. Sarà invece difficile centrare l’obiettivo di crescita programmatico per il 2021, pari a +6%. Sono le indicazioni del presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, che in audizione sulla manovra ha fornito le nuove stime di crescita per l’anno prossimo, attestandole «intorno al 5%». Pisauro ha spiegato che rispetto alla validazione del quadro programmatico della Nadef da parte dell’Upb, il quadro è cambiato.

In un quadro «di forte incertezza» e tenendo conto delle difficoltà di mettere a punto politiche di rilancio in questa fase, Pisauro ha sottolineato che «la struttura della politica di bilancio risulta parzialmente indefinita».

Cnel: prevale logica dell’emergenza

Evitare interventi troppo frammentati e pensare invece a misure strategiche di ampio respiro e con effetti di lunga durata. È l’indicazione arrivata dal presidente del Cnel, Tiziano Treu, in audizione sulla manovra davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato. «L’azione di Governo in questi mesi ha dovuto fronteggiare situazioni di disagio e gravi criticità economiche sociali, per rispondere alle quali ha moltiplicato i provvedimenti di emergenza, con un susseguirsi di interventi di ristoro a favore di imprese e di lavoratori - ha spiegato Treu -. Il Cnel ha riconosciuto che molti di questi interventi sono stati necessari per fronteggiare le criticità della emergenza, e hanno permesso di ridurne l'impatto sulle persone sulle famiglie e sulle imprese. Tuttavia, non possiamo non rilevare che la loro grande frammentazione rischia di ridurre la efficacia delle misure e di disperdere risorse e che la gran parte delle disposizioni della legge risente ancora troppo della logica dell'emergenza, a scapito delle indicazioni circa le priorità strategiche che devono sostenere la manovra e che sono necessarie per affrontare le grandi sfide dei prossimi anni».

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