Modello post pandemia

Bankitalia riorganizza il lavoro con un giorno di smart working

Lavoro flessibile al 30% per i 6.500 dipendenti Signorini: «Più benefici per l’ambiente e meno consumi di energia»

di Gerardo Graziola

 La sede della Banca d’Italia

3' di lettura

Con un solo giorno di smart working a settimana di tutti i 6.500 dipendenti della Banca d’Italia, l’impronta ambientale dell’Istituzione di via Nazionale si riduce del 7%: 1.414 tonnellate di emissioni di CO2 in meno ogni anno. Il numero rappresenta uno dei benefici dello smart working che lo scorso anno, causa pandemia, ha stravolto l’organizzazione del lavoro anche di quella che è una delle maggiori “aziende” della Capitale. Il dato sull’impronta ambientale della Banca è contenuto in Libro bianco su “l’organizzazione del lavoro nella nuova normalità” che rappresenta il contributo che via Nazionale offre per un nuovo modello di lavoro ibrido del post pandemia.
La Banca d’Italia ha oltre 4.400 dipendenti a Roma, tra l’Amministrazione Centrale e le tre Filiali. La nuova organizzazione del lavoro ibrido ha avuto una gestazione di circa un anno ed ha preso il via con un sondaggio interno sulla percezione dello smart working. I partecipanti a grandissima maggioranza (87%) hanno riferito di un migliore equilibrio tra vita personale e professionale con un’esigua minoranza (11%) di parere radicalmente opposto.
«Molti di noi, pur tra le mille difficoltà, hanno apprezzato i vantaggi che il lavoro flessibile può offrire in termini di conciliazione tra vita personale e lavoro» osserva il Direttore generale, Luigi Federico Signorini, nella prefazione del Libro Bianco. «Collettivamente, abbiamo intravisto la possibilità di limitare la congestione delle città e il consumo di energia», aggiunge Signorini. Durante il primo lockdown, da marzo a fine aprile 2020, hanno lavorato da remoto oltre il 90% dei dipendenti. Dall’analisi fatta da via Nazionale emerge poi che ogni dipendente in smart working risparmia, in media, 75 minuti al giorno evitando lo spostamento casa-ufficio. Il numero, moltiplicato per 6.500 dipendenti, porta a un risparmio per gli spostamenti casa-ufficio pari a 50.000 giornate di lavoro.
Non sorprende quindi che l’83% dei dipendenti lavorerebbe a distanza almeno 8 giorni al mese e il 65% almeno 12 giorni. Il lavoro a distanza risulta più gradito tra i lavoratori giovani, soprattutto nella fascia 30-39 anni, mentre c’è meno “entusiasmo” tra gli over 60. Dalle risposte risultano più favorevoli le donne degli uomini e l’area manageriale rispetto a quella operativa.
La Banca d’Italia ha quindi messo a punto un nuovo modello di lavoro che si basa sull’ampliamento del lavoro da remoto su base volontaria: la quota smart rispetto alla presenza fisica sarà di circa il 30%. La nuova modalità ha fatto emergere molte novità positive secondo la Banca: decisioni più rapide, più deleghe a persone con più autonomia e più responsabilità. Ci sono anche nuovi rischi da considerare. Uno è quello della sicurezza cibernetica: le segnalazioni di possibili minacce rilevate dal Cert (il team interno di specialisti della sicurezza informatica) è cresciuto nel 2020 di oltre il 61%. Nella transizione a una nuova organizzazione del lavoro la Banca d’Italia ovviamente non è sola.
Secondo l’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano il 70% delle grandi imprese aumenterà le giornate di lavoro da remoto, portandole in media da uno a 2,7 giorni alla settimana. Nel nuovo modello ibrido via Nazionale osserva come sia essenziale sviluppare rapporti di fiducia reciproca: il personale va coinvolto e bisognerà poi concentrarsi sugli obiettivi e premiare più la performance che la presenza.
La Banca d’Italia punta quindi su iniziative di people caring (occasioni di ascolto e di dialogo) e di aggregazione anche con un diverso utilizzo del Centro sportivo dell’area romana. Lo smart working sarà anche l’occasione per rimodulare gli spazi già a partire dai cantieri in corso negli immobili di proprietà di via delle Quattro fontane e di via Milano e poi per proseguire con l’integrale ristrutturazione dell’edificio che si trova in via Mazzarino.
Per l’area romana verranno realizzati anche spazi destinati al co-working, non assegnati a una specifica struttura, ma disponibili per il lavoro in mobilità e che potrebbero anche aiutare ad assicurare maggiori spazi nei picchi di presenza.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti