previsioni

Bankitalia rivede le stime Pil al rialzo: crescita dell'1% per il 2017 e +1,2% nel prossimo biennio

di Rossella Bocciarelli

(ANSA)

2' di lettura

Anche Bankitalia, come le altre consorelle dell'eurozona, aggiorna le previsioni macroeconomiche e ritocca lievemente all' in su le stime formulate a inizio d'anno. La crescita economica del 2017 sale da +0,9% all' uno per cento, mentre nei prossimi due anni il Pil dovrebbe aumentare dell'1,2 per cento (contro il precedente 1,1 per cento).

Si tratta di un quadro coerente con un'intonazione congiunturale in miglioramento in tutta l' Eurozona. Ma Via Nazionale precisa anche che queste stime sono state formulate sulla base dei dati disponibili al 23 maggio scorso. Prima , dunque, che l'Istat diffondesse dati ben più lusinghieri delle attese sul primo trimestre 2017, fatto che, insieme alle revisioni apportate sull' ultimo scorcio del 2016, comporta un rialzo della crescita già acquisita per l'anno in corso di ben 3 decimi di punto percentuale. Dunque, si lascia intendere, le prossime stime di Palazzo Koch, in arrivo il 14 luglio prossimo, potrebbero registrare un clima economico anche migliore.

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Va detto che, a differenza delle recenti previsioni dell'Ocse ad esempio, il quadro macroeconomico tracciato dalla Banca d'Italia non incorpora (così come ha fatto la Commissione Ue) gli effetti delle imposte indirette previsto nelle clausole di salvaguardia nel prossimo biennio, che certamente potrebbero ammaccare un po' la dinamica del prodotto (infatti l'Ocse accredita il tasso di sviluppo del nostro paese dell'uno per cento quest'anno e dello 0,8 per cento nel 2018).
Nello scenario tracciato dagli uomini di Ignazio Visco gli investimenti appaiono destinati a una crescita del 4 per cento nel '17: la buona perfomance della domanda interna sarebbe quindi trainata dalla ripresa, dalle condizioni finanziarie ancora molto accomodanti e dagli incentivi accordati dal governo. Quanto all'inflazione, resterebbe ancora piuttosto freddina, tutto sommato: +1,4 quest'anno, +1,1% nel 2018 e +1,6%, infine, nel 2019. Nell'insieme, comunque, un quadro in miglioramento, anche sul versante dell'occupazione che, nel complesso, dovrebbe crescere di tre punti percentuali nel settore privato, nell'arco del triennio 2017-2019.

Tuttavia, come ormai sappiamo, la velocità di crescita economica dell'Eurozona è quasi doppia di quella italiana. Non a caso, lo stesso presidente della Bce, Mario Draghi, a Tallin ha affermato che, quando avverranno, il rallentamento degli acquisti dei bond e un eventuale rialzo dei tassi potranno comportare problemi per paesi come il nostro:<I paesi con conti deboli, bassa crescita e mancanza di riforme strutturali saranno i più colpiti> ha ammesso. Per la politica economica, quindi, tempo da sprecare non ce n'è.

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