VIA ENTRO IL 9 MAGGIO

Bankitalia: Salvatore Rossi lascia a sorpresa l’incarico di direttore generale

di Carlo Marroni

Bankitalia: ecco chi è Salvatore Rossi, il dg «indisponibile alla riconferma»

2' di lettura

Salvatore Rossi annuncia la sua uscita dalla Banca d'Italia. In un messaggio ai dipendenti della banca il direttore generale, 70 anni, scrive: «Lascerò i miei incarichi rispettivamente di Direttore generale e presidente (dell'Ivass, ndr) fra qualche settimana dopo quasi 43 anni di un percorso professionale tutto avvenuto all'interno della Banca e poi anche dell'Ivass». Per assicurare la funzionalità dei due istituti resterà in carica fino al completamento dell'iter di sostituzione, e «comunque entro il 9 maggio, scadenza naturale del mio mandato».

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La lettera di Salvatore Rossi ai dipendenti di Bankitalia

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«Sono stati anni per me molto belli e pieni, nonostante le difficoltà e le turbolenze attraversate. - aggiunge Rossi - Mi sono adoperato per far sì che la Banca d'Italia mantenesse la sua natura di istituzione al servizio dell'interesse pubblico, ma che cambiasse quando e dove necessario» e «che l'Ivass compiesse la transizione rispetto all'assetto precedente e si rilanciasse all'esterno».

«La mia contentezza, il mio orgoglio, è di essere appartenuto a due istituzioni in cui i principi della competenza, della serietà, dell'onestà, del senso di servizio pubblico, sono stati tenuti nella massima considerazione», ha aggiunto Rossi nella missiva inviata ai dipendenti di Bankitalia e Ivass. «Confido che dopo il ciclo ora in chiusura possa aprirsene un altro: mi piacerebbe ad esempio trasmettere quel che ho imparato finora a quante più persone possibile, di ogni età e condizione culturale, attraverso strumenti come l'insegnamento, libri e articoli, interventi sui media». Rossi conclude dichiarandosi «riconoscente a tutti coloro con cui ho lavorato, non solo negli anni in cui ho fatto parte del Direttorio della Banca d'Italia e dell'Ivass, ma anche in quelli trascorsi da dipendente della Banca: prima in filiale, a Milano, a occuparmi di vigilanza, poi nel Servizio Studi, come si chiamava allora, poi da segretario generale».

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