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Bankitalia: stima calo 15% produzione industriale a marzo

Secondo le stime della task force per la liquidità del sistema bancario fino a luglio il fabbisogno aggiuntivo di liquidità delle imprese potrà raggiungere i 50 miliardi

di Nicola Barone

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3' di lettura

«Sulla base di nostre valutazioni a marzo la produzione industriale avrebbe subito una contrazione pari a circa il 15 per cento». È quanto si legge nella relazione del capo del Dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria di Bankitalia, Paolo Angelini, e di Giorgio Gobbi, capo del Servizio stabilità finanziaria, in audizione alla Commissione banche sulle iniziative della task force per la liquidità del sistema bancario nell'emergenza sanitaria. «Le nostre stime indicano che tra marzo e luglio il fabbisogno aggiuntivo di liquidità delle imprese possa raggiungere i 50 miliardi».

Serve rapido dispiegamento dei finanziamenti
Secondo la relazione «è necessario assicurare un rapido dispiegamento degli strumenti di contrasto dell'emergenza approvati dal Governo, ad esempio potrebbero essere considerate modalità di tracciamento dei finanziamenti erogati, quali l'obbligo di convogliare i finanziamenti con garanzia pubblica su conti dedicati».

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Più capitale disponibile alimenti l’economia
«Per il sistema bancario italiano i chiarimenti in materia di capitale consentono alle banche di “tirare” su risorse patrimoniali per un ammontare pari a quasi quattro punti percentuali di CET1 ratio (il rapporto tra il capitale di qualità primaria e le attività ponderate per il rischio). Il capitale così liberato dovrà essere utilizzato per sostenere l'economia mantenendo intatta la robustezza del sistema», riferiscono ancora i due dirigenti ascoltati presso la commissione di inchiesta sulle banche.

Bce determinante per riportare ordine mercati
Nel complesso, spiegano Angelini e Gobbi, l'intervento della Bce ha avuto un ruolo determinante nel riportare ordine sui mercati. «Sono in tal modo state poste le premesse per l'azione dei governi e delle istituzioni europee, a cui spetta il ruolo principale nella gestione della crisi». La manovra di politica monetaria messa in atto dalla banca centrae è «appropriata e adeguata, tenuto conto della volontà del consiglio di poter fare altro qualora fosse necessario».

Forte rischio di aumento delle sofferenze
«Lo shock macroeconomico generato dalla pandemia da Covid-19 «a parità di altre condizioni, potrebbe generare un forte aumento del tasso di deterioramento dei prestiti». A quanto riferito in commissione banche, nel breve temine «i provvedimenti legislativi sulle moratorie e sulla sospensione delle rate dei mutui per l'acquisto di abitazioni e gli interventi a sostegno dei redditi delle famiglie e della continuità aziendale delle imprese avranno l'effetto di contenere, anche in misura significativa, il flusso di prestiti deteriorati. Nel medio termine le ricadute dell'epidemia sulla qualità del credito dipenderanno dalla durata della recessione e dalla rapidità della ripresa».

Per banche fragili anche l’intervento dello Stato
Per le banche che già presentavano elementi di fragilità «è possibile che le azioni poste in essere dal Governo e dalle autorità di vigilanza non siano sufficienti a permettere loro di sostenere le conseguenze economiche della pandemia. Sarà necessario, in questi casi, al pari di quanto fatto per le altre imprese, valutare tempestivamente la possibilità di indirizzare il sostegno pubblico per f avorire processi aggregativi anche degli intermediari di minore dimensione e maggiormente a rischio», seganalano i rappresentanti di Via Nazionale in audizione.

Bene task force anti per l’emergenza Covid
Sostenuta da un giudizio positivo è infine la task force per l’emergenza, essa infatti «rappresenta un importante luogo di coordinamento e di scambio di idee, che contribuisce a migliorare il lavoro di ciascuno dei partecipanti».

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