L’ALLARME

Bankitalia-Uif: dall’emergenza coronavirus «rischi per il sistema economico-finanziario di comportamenti illeciti»

Nel documento dell’unità che vigila sul riciclaggio e contrasta i fenomeni di potenziale finanziamento al terrorismo si mette in guardia che «gli interventi pubblici a sostegno della possono determinare tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive»

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La sede della Banca d’Italia (imagoeconomica)

Nel documento dell’unità che vigila sul riciclaggio e contrasta i fenomeni di potenziale finanziamento al terrorismo si mette in guardia che «gli interventi pubblici a sostegno della possono determinare tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive»


2' di lettura

Nuova allerta della Banca d’Italia per i rischi “collaterali” del coronavirus sull’economia. Tutto il blocco di azioni messe in campo per far fronte all’emergenza nel sistema economico, infatti, per l’Unità di informazione finanziaria (Uif) di Via Nazionale «espone il sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamenti illeciti. Sussiste il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi e di possibili manovre speculative anche a carattere internazionale. L’indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l’acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali».

«Possibili tentativi si appropriazione sui fondi per la liquidità»
Nel documento dell’unità che vigila sul riciclaggio e contrasta i fenomeni di potenziale finanziamento al terrorismo si mette in guardia che «gli interventi pubblici a sostegno della economia possono determinare tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive. Il mutamento improvviso delle coordinate di relazione sociale aumenta l’esposizione di larghe fasce della popolazione al rischio di azioni illegali realizzate anche online».

«Sostenere le imprese e persone effettivamente in difficoltà»
Ecco quindi come sia assolutamente necessario «operare in maniera coesa perchè gli interventi pubblici raggiungano gli obiettivi prefissati, sostenendo effettivamente persone e imprese in difficoltà, prevenendo possibili effetti distorsivi e preservando l’integrità dell’economia legale. Si tratta di preoccupazioni già espresse da istituzioni nazionali e internazionali, rispetto alle quali l’apparato di prevenzione del riciclaggio può rappresentare uno strumento efficace perchè, grazie alla sua capacità di coinvolgere l’intera struttura economica del Paese, è in grado di intervenire tempestivamente sulle operazioni in corso e non solo ad ausilio della fase di repressione dei reati».

«Fondamentale segnalare le operazioni sospette»
La Banca d’Italia-Uif sollecita quindi chi opera nel sistema (intermediari, professionisti, operatori qualificati e pubbliche amministrazioni), «un impegno particolare per calibrare i propri presidi antiriciclaggio nella maniera più efficace. Occorre supportare adeguatamente il dispiegarsi dell’intervento di sostegno, ma anche intercettare e comunicare tempestivamente all’Uif tutte le situazioni sospette per consentire l’attivazione dei meccanismi di approfondimento e indagine».

Per approfondire:
Perché il Mes contro la pandemia conviene all'Italia (e rifiutarlo alza lo spread)

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