assemblea generale

Bankitalia, Visco: utile 2018 sale a 6,24 mld, allo Stato 5,7 mld

di Vittorio Nuti


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Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco

2' di lettura

Forte balzo dell'utile della Banca d'Italia nel 2018. Il Governatore Ignazio Visco nella relazione all'assemblea generale dei Partecipanti in corso a via Nazionale Roma segnala oggi un utile netto di 6,24 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 3,9 miliardi del 2017. Di conseguenza, dopo la distribuzione di dividendi per 340 mln alle 124 tra banche, fondazioni, casse di previdenza e assicurazioni soci partecipanti al capitale di Bankitalia (227 distribuiti e 113 assegnati alla riserva ordinaria), allo Stato andranno 5,71 miliardi di euro, «ammontare superiore di 2,3 miliardi rispetto a quello dello scorso anno».

«Si tratta - osserva Visco - di un risultato considerevolmente superiore a quello dello scorso anno, pari a 3,9 miliardi, che pure rappresentava il livello più elevato mai raggiunto dall'istituto. Hanno contribuito al miglioramento del risultato l'ulteriore aumento delle consistenze dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria e una minore esigenza di accantonamento ai fondi patrimoniali a fronte dei rischi di bilancio». Visco ricorda che dopo quattro anni di acquisti di titoli per il Qe della Bce, «il bilancio della Banca d'Italia e quello dell'Eurosistema sono raddoppiati, i titoli riconducibili a finalità di politica monetaria sono cresciuti di circa dieci volte; l'utile lordo, prima delle imposte e degli accantonamenti patrimoniali necessari per fronteggiare i rischi assunti, è cresciuto del 50%, portandosi a 8,9 miliardi».

In un altro passaggio, il Governatore torna poi a ribadire l'autonomia dell'istituto - messa in dubbio da un Ddl di Frtaelli d'Italia per "statilizzarlo"- e il suo "diritto di proprietà" sulle riserve auree, che un'altra proposta di legge della Lega vorrebbe trasferire allo Stato. «Desidero ricordare che la legge di riforma, nel confermare la struttura associativa di tipo privatistico, non ha cambiato la natura della Banca d'Italia: un istituto di diritto pubblico che svolge le funzioni di interesse generale attribuitegli dall'ordinamento italiano ed europeo», sottolinea Vsico. E i partecipanti al capitale della Banca d'Italia «non hanno alcun diritto sulle riserve auree e valutarie, la cui detenzione e gestione costituisce uno dei compiti fondamentali assegnati alle banche centrali dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea». È la Banca d'Italia ad avere «il diritto di proprietà» sulle riserve auree, conclude.

Tornando al bilancio Bankitalia, il valore de titoli detenuti da via Nazionale nel 2018 ammontava a 320 miliardi di euro, mentre l'attivo di bilancio si è attestato a 968 miliardi di euro, 37 in più rispetto all'anno precedente. L'incremento, spiega il Governatore «è quasi interamente riconducibile ai titoli acquistati per finalità di politica monetaria la cui consistenza ha toccato 393 miliardi di euro». Gli attivi riconducibili a operazioni di politica monetaria rappresentano due terzi del totale di bilancio. Sul fronte dei costi, nel 2019 quelli operativi risultano in diminuzione del 2,5%, «soprattutto per le minori indennità di fine rapporto erogate nell'anno e alla diminuzione degli accantonamenti legati all'uscita dei dipendenti». Le spese per il personale in servizio e in quiescenza si sono ridotte di 54 milioni. Alla fine del 2018 il numero dei dipendenti della banca era inferiore alle 6.700 unità, 1.000 in meno rispetto a dieci anni fa.

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