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Banksy fa sentire la sua voce contro Putin

Tra Kiev, il sobborgo di Irpin, e Borodyanka, su edifici bombardati dai russi l’artista anonimo installa i suoi murales e pubblicandole sul suo profilo Instagram. Sette le opere rivendicate

di Marilena Pirrelli

Aggiornato il 14 novembre 2022

Banksy In solidarietà con il popolo ucraino

2' di lettura

Una ginnasta che fa una capriola sui muri bombardati dai russi della città di Borodyanka in Ucraina e altri tre graffiti in prima battuta ora diventati sette sono dell’artista anonimo più famoso del mondo. Apparso nella località nei pressi di Kiev - come riporta l’agenzia Unian - Banksy ha pubblicato la foto sul suo profilo Instagram del murale con la ragazza disegnata sulle rovine dell’edificio, distrutto dalle bombe. Gli altri sei graffiti sono tra la capitale Kiev, il sobborgo di Irpin e la città di Borodyanka: raffigurano un’altra atleta che danza con il nastro e, a poca distanza da una strada molto trafficata, due bimbi dipinti su alcuni blocchi di marmo mentre giocano su un’altalena che, in realtà è un cavallo di frisia, cioè un ostacolo difensivo per impedire l’avanzata del nemico, in un’altro un bimbo judoka stende al tappeto un adulto con la cintura nera, con un richiamo a Putin, cintura nera di judo, sospeso dopo l’invasione dell’Ucraina dal ruolo di presidente onorario della Federazione internazionale di judo. Banksy ha ora confermato altri tre lavori: una donna in vestaglia, bigodini tra i capelli che indossa una maschera antigas accanto a una finestra annerita dal fuoco brandendo un estintore; un uomo barbuto che fa il bagno in primo piano di un interno di un edificio sventrato dalle bombe; e un altro murale in cui Banksy sembra aver incorporato i graffiti esistenti di un pene, trasformandolo in una testata nucleare caricata sul retro di un camion blindato.

Il murale con il bimbo judoka che mette al tappeto un adulto

Arte da combattimento

Borodyanka è stata una delle località della zona di Kiev maggiormente colpite durante la prima fase dell’invasione russa: conquistata dalle truppe di Mosca a febbraio, è stata liberata nell’aprile scorso e da allora sono iniziate le operazioni di ricostruzione.
L’arte di strada torna a far sentire la sua voce, tantissimi i commenti comparsi poco dopo sotto l’immagine su Instagram, molti scritti anche da cittadini ucraini per ringraziare l’artista che con il suo lavoro ricorda che «la guerra non è finita e ci sono tantissimi bambini e bambine che ogni giorno si battono per la loro libertà. L’arte può guarire e spingere la società ad azioni significative. L’arte è potere». E ancora: «Qui in Ucraina abbiamo difficoltà con l’elettricità dopo le bombe russe, ma non con la forza di volontà».

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I bimbi sul cavallo di Frisia

Di certo l’artista è arrivato in Ucraina dopo che da diverso tempo in tanti si chiedevano quando sarebbe comparsa la sua prima opera nel Paese. L’ultima volta che Banksy si era esposto per l’Ucraina era stata a marzo, quando aveva messo all’asta una copia di uno dei suoi pezzi più famosi contro la guerra, «CND Soldiers» venduto per 106.505 dollari per finanziare l’ospedale pediatrico più grande di Kiev, «Ohmatdyt children’s hospital», che si prende cura dei bambini gravemente malati e di chiunque sia rimasto ferito nella guerra iniziata con l’invasione russa. Il murale originale era apparso per la prima volta fuori dal Parlamento a Londra nel 2003, durante le proteste contro la guerra in Iraq.

Com’è probabile l’artista non avrà agito da solo, la sua presenza è stata segnalata e fotografata da Ed Ram, fotoreporter che da tempo è sulle tracce di Banksy, che ha immortalato e messo in rete i suoi nuovi lavori.

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