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Banksy come un topo in gabbia ai tempi del Coronavirus

La nuova opera postata dall’artista anonimo sul suo profilo racconta la sua vita durante l’isolamento e in due ore fa oltre un milione di likes

di Marilena Pirrelli

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La nuova opera postata dall’artista anonimo sul suo profilo racconta la sua vita durante l’isolamento e in due ore fa oltre un milione di likes


2' di lettura

In due ore oltre un milione di likes su Instagram. Banksy colpisce ancora i suoi fan e racconta di un uomo che, come un topo, impazzisce nella sua gabbia. Nel bathroom della casa postata da Banksy - costretto come tutti al lockdown del Covid -, nove topini segnano con un rossetto il numero dei giorni trascorsi sulla parete come in una prigione. In quelle quattro mura tutto si rovescia: lo specchio è fuori posto, un topo piscia fuori dal water, la carta igienica è srotolata da un topino che corre come su un tapis roulant, un altro roditore schiaccia il dentifricio e un altro ancora il sapone e uno, infine, si appende alla cordicella dell’allarme della doccia come ad una campana. Il valore simbolico di questi animaletti, costretti ad agire di nascosto e velocemente come gli artisti di strada - da sempre simbolo di Banksy e della sua arte -, qui appaiono più dei criceti nella ruota che dei fuorilegge, impossibile darsi alla fuga. Insomma il bagno è sottosopra e la didascalia recita: «Mia moglie mi odia quando lavoro da casa». La situazione è capovolta: Banksy non può fuggire inchiodato dalla pandemia. Ma la sua arte lo porta fuori di casa dai suoi fan!

I commenti
Banksy, costretto a creare tra le mura domestiche (in smart working diremmo!) esce allo scoperto e rivela quella che potrebbe essere la sua casa e l’intimità della sua famiglia: nel bagno c’è un rossetto, due spazzolini da denti, schiuma da barba, un rasoio e un blister di pillole. Seguito sul suo profilo da 7,6 milioni di follower, ha subito suscitato i commenti di diverse migliaia di persone: «La farai felice adesso che il tuo bagno vale 5 milioni di sterline» si legge, oppure «Giorno 365 di quarantena» e ancora «Il mio bagno è uguale al suo ma siccome non sono Banksy non vale altrettanto» e via sorridendo. La quarantena fortunatamente ispira anche la creatività e ci fa sorridere.

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