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La nave di Banksy viene soccorsa dalla Guardia costiera italiana

Lo street artist britannico ha finanziato una missione nel mare fra la Libia e l'Italia. La nave, sovraffollata, aveva chiesto assistenza immediata

Banksy finanzia una barca per salvare i migranti nel Mediterraneo

Lo street artist britannico ha finanziato una missione nel mare fra la Libia e l'Italia. La nave, sovraffollata, aveva chiesto assistenza immediata


3' di lettura

La Guardia costiera italiana è intervenuta per prestare assistenza alla Louise Michel, la nave battente bandiera tedesca finanziata da Banksy, che ha soccorso nelle ultime ore 130 migranti. Vista la pericolosità della situazione, la Guardia costiera ha inviato sul posto una motovedetta classe 300 di Lampedusa che ha imbarcato le 49 persone ritenute più vulnerabili, ovvero 32 donne, 13 bambini e 4 uomini a completamento dei nuclei familiari. Anche il cadavere dovrebbe essere portato sulla terraferma.

La richiesta di aiuto

La nave battente bandiera tedesca Louise Michel, finanziata dallo street artist britannico Banksy, aveva lanciato richieste di aiuto via Twitter, denunciando una situazione a bordo ormai insostenibile ed una Europa che “ignora i nostri appelli di emergenza per un'assistenza immediata”. A bordo c'è già un morto e l'organizzazione nel suo ultimo tweet ha rinnovato il suo appello: “Ripetiamo - si legge nel messaggio - #LouiseMichel non riesce a manovrare in sicurezza e nessuno viene in nostro aiuto. Le persone soccorse hanno subito un trauma estremo, è ora che vengano portate in un posto sicuro. Abbiamo bisogno di assistenza immediata”.

Nel tweet precedente l'organizzazione aveva spiegato che la nave “non è più padrona delle sue manovre a causa del ponte sovraffollato”. A bordo c'è un equipaggio di 10 persone, si legge sempre su Twitter: su una imbarcazione di 30 metri ci sono “219 sopravvissuti, 33 si trovano ancora su una zattera di salvataggio + una persona deceduta in un sacco per cadaveri”. Molti dei sopravvissuti hanno “bruciature da carburante - spiega poi l'organizzazione - sono in mare da giorni e ora vengono lasciati soli in una zona di ricerca e salvataggio. Ue (!)... Fate il vostro lavoro. Salvateli”.

L’origine della missione

Banksy ha segretamente comprato un'ex nave della dogana francese e finanziato una missione per soccorrere i migranti in difficoltà nel mare fra la Libia e l'Italia. La nave - che prende il nome da un'anarchica femminista francese del XIX secolo, Louise Michel, ed è decorata con i graffiti dell'artista britannico - è partita il 18 agosto dal porto spagnolo di Borriana, vicino a Valencia. Ha già recuperato 89 persone nel Mediterraneo centrale, tra cui 14 donne e due bambini, riferisce il Guardian, e ora “sta cercando un porto sicuro per sbarcare i passeggeri o trasferirli su una nave della Guardia Costiera europea”.

Venerdì 28 agosto

Nella giornata di venerdì 28 agosto la nave umanitaria ha effettuato una nuova operazione di salvataggio nel Mediterraneo. La Louise Michel “ha assistito altre 130 persone, tra cui molte donne e bambini, e nessuno ci sta aiutando”, ha detto l'organizzazione in un tweet. “C'è già un morto sulla barca. Abbiamo bisogno di assistenza immediata”, ha aggiunto l'equipaggio della Louise Michel dicendo di essere vicina a uno “stato di emergenza”.

Louise Michel, la nave comprata da Banksy per salvare i migranti

Louise Michel, la nave comprata da Banksy per salvare i migranti

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Lunga 31 metri con un equipaggio di dieci attivisti europei di lunga esperienza nella ricerca e soccorso in mare, la nave è di dimensioni inferiori ma notevolmente più veloce delle solite imbarcazioni usate dalle Ong operanti nella zona, cosa che le permette di superare la guardia costiera libica. Naturalmente, lo street artist l'ha decorata a modo suo e qualcuno l'ha già definita la sua opera più bella: è infatti interamente verniciata di rosa con l'immagine di una bambina che tiene in mano una boa di sicurezza a forma di cuore.

Il capitano Pia Klemp

La storia inizia nel settembre del 2019, con l'invio da parte di Banksy di una e-mail a Pia Klemp, ex capitano di diverse imbarcazioni di Ong che hanno salvato migliaia di persone negli ultimi anni. “Ciao Pia, ho letto la tua storia sui giornali. Mi sembri un tipo tosto”, scriveva Banksy, secondo quanto ha raccontato la stessa Klemp al Guardian. “Sono un artista del Regno Unito e ho realizzato diverse opere ispirate alla crisi dei migranti. Ovviamente non posso tenere i soldi per me. Potresti usarli tu per comprare una barca o qualcosa del genere? Fammi sapere per favore. Buon lavoro, Banksy”. Sulle prime, Klemp ha pensato a uno scherzo, ma poi si è resa conto che era una richiesta seria e di essere stata scelta dall'artista per la sua posizione politica. “Non considero il salvataggio in mare come un'azione umanitaria, ma come parte di una lotta antifascista”, sostiene lei, precisando che il coinvolgimento di Banksy nelle operazioni si limita al sostegno finanziario. “Banksy non pretenderà di sapere meglio di noi come gestire una nave e noi non pretenderemo di essere artisti”. La missione però è comune: salvare vite umane in un braccio di mare diventato un cimitero.

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