bimbo migrante a venezia

Banksy indagato per murales a Dorsoduro: pm chiede l’archiviazione

L’ultima parola spetta al Gip, ma la stessa Soprintendenza ai Beni culturali ha riconosciuto che si tratta di un’opera d’arte come anche il pm Federica Baccaglini che ne ha chiesto l'archiviazione

di Marilena Pirrelli


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2' di lettura

L’opera di Banksy, lo stencil con il “Naufrago bambino” con il fumogeno rosa, comparso a sorpresa lo scorso maggio sul muro rasente il canale di un edificio affacciato sul Rio Novo a Dorsoduro a Venezia, e “rivendicato” dallo street artist sul proprio profilo Instagram, è stato oggetto di un esposto da parte della Soprintendenza ai Beni culturali alla Procura, che però ha deciso di archiviare l'indagine. Un atto dovuto da parte della Soprintendenza perché il palazzo è tutelato da vincolo. Infatti l'ipotesi di reato - riportano i quotidiani locali - era quella di aver violato l'articolo 169 del Codice dei Beni culturali del 2004, per aver eseguito un'opera su beni sottoposti a vincolo. Sembra che la Soprintendenza, più per una formalità dovuta che per convinzione, nei giorni successivi alla comparsa del murales abbia presentato denuncia alla procura di Venezia dove è stato aperto un fascicolo contro ignoti (Banksy) per violazione, restando nel campo delle leggi, del decreto 42/2004 che impone la richiesta di un'autorizzazione per intervenire, con decorazioni pittoriche, sulle pareti dei palazzi vincolati. D'altro canto nella denuncia è la stessa Soprintendenza a evidenziare che, quel bimbo profugo non autorizzato e con la torcia in mano, è indiscutibilmente un'opera d'arte. Tanto che, se il proprietario del palazzo volesse legittimamente ripristinare la parete, dovrebbe prima far staccare il dipinto. Per salvarlo e conservarlo.
L'opera ritrae un bambino su sfondo grigio con addosso un giubbotto salvagente e in mano un fumogeno di segnalazione che emette un fumo rosa. Per la Soprintendenza si sarebbe trattato di un “imbrattamento illegittimamente realizzato”, ma di carattere artistico, che non aveva creato nessun danno e deturpamento al palazzo, tant’è che l’agenzia immobiliare che si occupava della vendita aveva fatto sapere che la presenza dell’opera di Banksy aveva moltiplicato il valore dell’edificio. Il sostituto procuratore lagunare Federica Baccaglini ha aperto un fascicolo ma contestualmente ha firmato la richiesta di archiviazione al Gip. Ora si attende l'ultima decisione del giudice per le indagini preliminari.

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