street art in laguna

Banksy porta il bimbo migrante a Venezia

In un canale di Dorsoduro lo stencil divenuto immediatamente meta di turismo artistico. Due sere fa la performance con l’artista di strada senza permesso fermato dalla polizia e invitato a chiudere il suo banchetto con le nove tele-puzzle

di Marilena Pirrelli


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2' di lettura

Si va dal commento: «Quella casa è passata da un valore di 5.000 sterline a 1 milione» al: «Imbratta i muri a casa tua» sul profilo Instagram di Banksy dopo un’ora dalla conferma della paternità dello stencil apparso nel Rio Novo a Dorsoduro a Venezia con un bambino migrante ritratto in chiaroscuro nero e grigio, in piedi, che indossa un giubbotto di salvataggio con in mano un fumogeno rosa fluo che lancia un Sos: visualizzazione 500mila.

L’opera dialoga con la “Barca nostra” di Christoph Büchel all’Arsenale, dov’è installata la nave che affondò al largo delle coste libiche nel 2015, uccidendo fino a 1.000 persone intrappolate nello scafo. Il bimbo migrante era apparso nei giorni scorsi lungo il canale e ora arriva la conferma dallo street artist. L'agenzia che ha messo in vendita l'immobile aveva già pubblicizzato il graffito misterios0. Non sono passate neanche due giornate dalla sua performance video nel bacino di Piazza San Marco in Corso Garibaldi con 2,5 milioni di contatti che eccolo si rivede. Ma la performance durante la settimana di apertura della Biennale di Venezia non è sfuggita ad alcuni che hanno fotografo un uomo sulla quarantina scuro di capelli e barbuto, con occhiali rigorosamente scuri, che appende i nove quadri componendo il puzzle della barca da crociera che attraversa il canale di Piazza San Marco apparsa nel video istagrammato la scorsa sera sul profilo dell’artista anonimo. È probabile che nello scatto sia stato ritratto un collaboratore dell’autore o un componente del collettivo di cui Banksy sarebbe il capofila. Anche il pittore di strada con il giornale e il cappello calcato sugli occhi, sciarpa e giacca blu, pantaloni di velluto beige che allestisce il suo banchetto con le tele, è emerso in giornata, è un attore veneziano, ingaggiato come comparsa. La caccia all’identità dell’artista ci ha portato a interrogare la Dacs inglese, l’omologa della Siae, società di gestione del diritto d’autore: qui il nome di Banksy è presente per il pagamento del compenso del diritto di seguito, ma la società non lo rappresenta per le licenze del diritto d’autore, cioè il diritto di riproduzione delle sue opere. Ma nessun’altra notizia si riesce a raccogliere, a parte che l’artista è inglese, ça va sans dire. Dopo la performance con il polittico navale, ora il murale col bimbo sul rio veneziano è un altro omaggio graffiante di Banksy a Venezia – l’antitesi sembra la chiave del suo linguaggio artistico –, che invita a riflettere in una città invasa dall’arte e dalle grandi navi.

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