Bassano del Grappa

Bar-shop monomarca la nuova frontiera di Distilleria Nardini

La storica azienda attende la settima generazione e riorganizza la società

di Nicola Brillo

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Nardini è la più antica distilleria d'Italia, proveniente dal Trentino, il fondatore Bortolo aveva trovato all'ingresso del Ponte Vecchio a Bassano del Grappa il luogo ideale per far nascere la sua aziende, era il 1779

La storica azienda attende la settima generazione e riorganizza la società


3' di lettura

Restare al passo con i tempi, comunicare attraverso nuove modalità di consumo, progettare il futuro coniugando la tradizione di antiche ricette. Un compito impegnativo attende la settima generazione della famiglia Nardini, che dal 1779 guida l’azienda che è sinonimo di grappa.

Proveniente dal Trentino, il fondatore Bortolo aveva trovato all’ingresso del Ponte Vecchio a Bassano del Grappa il luogo ideale per fondare una storia lunga 241 anni. La più antica distilleria d’Italia, oggi visitabile su prenotazione (Covid permettendo), si estende su tre piani e conserva la storia. Sopra è attivo il frequentatissimo locale storico Grapperia Nardini, dove i bassanesi e non si fermano per un aperitivo. Nei due piani sotto ci sono la distilleria di un tempo e alcune botti. Oggi la produzione e gli uffici si sono spostati fuori Bassano e a Monastier (Treviso).

A luglio scorso è stata portata a termine la riorganizzazione societaria. Dalla Ditta Bortolo Nardini nasce per conferimento di ramo d’azienda Distilleria Nardini Spa, azienda controllata al 100% dalla famiglia Nardini, la cui missione è quella di consolidare e sviluppare ulteriormente la presenza del brand nel mercato spirits a livello nazionale e internazionale.

L’indirizzo strategico dell’azienda è affidato ad un nuovo consiglio di amministrazione che vede la presenza di quattro membri della famiglia affiancati dall’ingresso di Stefano Saccardi, manager proveniente dal Gruppo Campari, con una lunga esperienza nell’area merger&acquisition. «Abbiamo individuato la necessità di focalizzarsi sull’attività caratteristica dell’area Spirit, con un’iniezione di managerialità dall’esterno - commenta l’amministratore delegato Michele Viscidi, discendente di Bortolo Nardini -. L’obiettivo è una forte propensione allo sviluppo del business. E valutiamo l’apertura anche di locali-shop monomarca in futuro».

Nata come prodotto rurale e della tradizione tipica del Nord Italia, la grappa si fa conoscere a livello nazionale “grazie” alla Grande guerra, combattuta nei monti poco distante. Era una coccola per gli alpini che erano al fronte che, una volta tornati a casa, hanno fatto conoscere questo prodotto in tutta Italia. È così che la grappa è diventata un grande distillato nazionale.

Il fatturato della Distilleria Nardini si aggira sui 10 milioni di euro e dà lavoro ad una cinquantina di persone. L’obiettivo con il nuovo cda è quello di raddoppiare il fatturato a medio termine.

La grappa in miscelazione è la grande sfida di Nardini. Per farla conoscere all’estero e sfidare gli spirits in casa loro, la distilleria ha creato nel 2006 il primo manuale con 45 cocktail a base grappa. Un libro di successo, che è stato poi ristampato in nuova edizione e anche in italiano. Contemporaneamente ha coinvolto importanti bartender di tutto il mondo nella creazione di drink. Alcuni di questi cocktail sono stati codificati dall’Iba (International Bartenders Association), la bibbia del settore. «Questo è un territorio completamente inesplorato per noi, tutto da sfruttare – aggiunge l’ad Viscidi – stiamo vivendo un nuovo rinascimento. Ci rinnoviamo focalizzandoci sul core business, con l’obiettivo di perseguire una crescita che non pregiudichi l’amore per il territorio e per la qualità».

Senza dimenticare ovviamente la grappa classica, il cui consumo sta crescendo in Italia e all’estero. In crescita in particolare il settore degli invecchiati, cui Nardini punta anche con produzioni limitate.

Durante il lockdown l’azienda bassanese non è rimasta ferma, ha proseguito nel restyling dei propri aperitivi Bitter Nardini e Mezzoemezzo, e nelle scorse settimane ha svelato la nuova immagine (rinnovata bottiglia ed etichetta) dello storico liquore Acqua di Cedro.

Oggi ci sono 26 prodotti che escono dalla Distilleria Nardini, il più vecchio ha “almeno” un secolo di vita. Se il 2020 è l’anno dedicato a rilanciare i prodotti liquoristici, il 2021 avrà in serbo novità anche sul fronte della grappa. «Alcuni prodotti si sono evoluti per restare al passo coi tempi e continueremo su questa strada, consapevoli della nostra tradizione – spiega Massimo Tonini, da ottobre scorso nuovo direttore generale di Nardini –. I nostri prodotti diventano sempre più momento di condivisione con gli amici».

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