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Barbados punta alla piena indipendenza e ripudia la regina Elisabetta II

Barbados aveva ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1966, ma Elisabetta II è rimasta il capo di Stato secondo la costituzione. Ora l’isola vuole trasformarsi in Repubblica entro il novembre 2021

di Nicol Degli Innocenti

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Barbados aveva ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1966, ma Elisabetta II è rimasta il capo di Stato secondo la costituzione. Ora l’isola vuole trasformarsi in Repubblica entro il novembre 2021


2' di lettura

LONDRA - Regina addio: Barbados ha annunciato l'intenzione di rimuovere Elisabetta II come capo di Stato e di diventare una Repubblica entro il novembre 2021, prima del 55esimo anniversario della sua indipendenza dal Regno Unito.

Mia Mottley, premier dell'isola caraibica, ha dichiarato in un discorso che Barbados vuole essere un Paese «pienamente sovrano». Barbados aveva ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1966, ma Elisabetta II è rimasta il capo di Stato secondo la costituzione.

«È ora di lasciarci definitivamente alle spalle il nostro passato di colonia», ha affermato il governatore generale dell'isola, Sandra Mason. « I nostri cittadini vogliono un capo di Stato che sia un barbadiano. Questa è una dichiarazione di fiducia in chi siamo e in che cosa siamo capaci di realizzare».

La ribellione non è stata improvvisa. Già nel 1998 una Commissione costituzionale aveva concluso che Barbados avrebbe dovuto diventare una repubblica e nel 2015 l'allora premier Freundel Stuart aveva annunciato «la transizione da un sistema monarchico a una forma di Governo repubblicana nel prossimo futuro».Ora finalmente la determinazione della Mottley sembra voler realizzare il sogno cullato da tempo dall'isola caraibica, forte anche del fatto che Barbados è un Paese relativamente ricco, che è riuscito a diversificare la propria economia, un tempo dipendente dalla canna da zucchero. Turismo e servizi ora dominano e l'isola è spesso descritta come un paradiso fiscale.

La Regina come da tradizione non farà commenti, ma per il Governo di Boris Johnson l'annuncio di Barbados non sarà gradito. Paradossalmente, però, Brexit potrebbe avere giocato contro Londra: l’insistenza del Governo britannico a voler «riconquistare la piena sovranità» tagliando i legami con l'Unione Europea potrebbe avere convinto il Governo di Barbados che anche l'ex colonia si merita una vera indipendenza senza retaggi del passato.

Ora altre ex colonie potrebbero seguire le orme di Barbados. La Giamaica si era impegnata a farlo prima del 50esimo anniversario dell'indipendenza nel 2012, ma nulla era stato fatto in pratica. Il premier giamaicano, Andrew Holness, ha però dichiarato quest'anno che l'indipendenza è una priorità per il suo Governo. In altri Paesi la situazione è più complessa, perchè l'opinione pubblica è divisa e perchè non c'è accordo su chi dovrebbe sostituire la Regina come capo di Stato. I monarchici avevano vinto di stretta misura in un referendum in Australia nel 1999, mentre in Canada i sondaggi mostrano una preferenza per avere un canadese come capo di Stato ma il Governo per ora non ha intenzione di smuovere le acque. In un referendum in Nuova Zelanda nel 2016, il 56,6% degli elettori ha votato a favore di mantenere l'Union Jack britannico nella bandiera nazionale. Tutte le ex colonie britanniche fanno parte del Commonwealth, un'associazione volontaria di 54 Paesi «uguali e indipendenti» che si incontra ogni due anni in un summit che punta a «promuovere la prosperità, la democrazia e la pace, amplificare la voce dei Paesi più piccoli e tutelare l'ambiente».


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