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Barbera, la famiglia riacquista le quote del socio americano

di Nino Amadore

4' di lettura

Un investimento da 15 milioni per l’ampliamento e l’ammodernamento dei sistemi produttivi oltre che dei sistemi di trasformazione nell’ambito dei contratti di filiera interregionali. L’avvio di un impianto superintensivo con varietà olivicole siciliane. Sono solo due tasselli di una complessiva strategia varata dalla Manfredi Barbera e Figli, l’azienda fondata nel 1894 con sede a Palermo e stabilimento principale di produzione a Custonaci in provincia di Trapani che si sviluppa su una superficie di 50.000 metri quadrati di cui 5.000 coperti: qui avviene la produzione e il confezionamento di tutti i prodotti del gruppo e in particolare di quelli provenienti dalla zona Dop Valli Trapanesi e Igp Sicilia.  Negli anni sono stati avviati altri due stabilimenti: quello di Ribera, (Agrigento) in cui viene prodotto e confezionato solamente prodotto Dop Val di Mazara e quello di Castelvetrano (Trapani) in cui viene prodotto e confezionato solamente prodotto Dop Valle del Belice.

L’azienda è oggi guidata da Manfredi Barbera che ne è l’amministratore delegato cui va riconosciuta la visione che ha fatto dell’azienda palermitana un player importante nel suo settore. La grande novità di questa estate è il ritorno della totalità delle azioni dell’azienda in mano alla famiglia Barbera che le ha riacquistate dall’imprenditore italo-statunitense Frank Lettieri, uno dei principali imprenditori del settore importazione e distribuzione della California: «Lettieri, già cliente dell’azienda – spiega Manfredi, rappresentante della quarta generazione di imprenditori – era entrato nella compagine societaria nel 2003 acquisendo il 49% delle quote. Il nostro sodalizio è durato quasi 20 anni con reciproci benefici e ha contribuito al successo dei brand Frantoia e Barbera nel mercato statunitense e in particolare sulla costa ovest. Con il riacquisto delle quote la nostra famiglia torna a essere totalmente proprietaria e posso dire che la mia azienda è tra le poche in Italia, almeno nel panorama oleario, a essere controllata dalla famiglia fondatrice». Ma il riacquisto delle quote non ha solo un valore simbolico visto che ne ha uno più concreto che riguarda la gestione del gruppo e i progetti di rilancio: «Ora – spiega Manfredi – possiamo progettare investimenti importanti per i prossimi cinque anni ». La strategia resta sempre quella: attenzione per la qualità e per il territorio, internazionalizzazione, attenzione per i dettagli in particolare nel packaging.

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Il territorio ha avuto un’importanza fondamentale nella strategia dell’azienda ed è considerato un vero e proprio asset aziendale. A partire da questo principio nel 2011 nasce il Consorzio della Filiera Olivicola, figlio «della strategica unione tra la Manfredi Barbera & Figli Spa e il tessuto produttivo siciliano». «Un importante accordo di filiera – spiegano dall’azienda – riunisce i principali attori dell'olio di oliva siciliano rendendo possibile un filo diretto dal produttore al consumatore. Il Cofiol conta 300 aziende iscritte, oltre 60 frantoi e 70 aziende agricole e cooperative con un indotto di altri 10.000 produttori olivicoli». Gli obiettivi principali del consorzio «sono quelli di creare coesione tra gli attori della filiera olivicola e olearia siciliana, produrre prodotti di altissima qualità a prezzi contenuti (garantiti dalle certificazioni più importanti), concertare al meglio le iniziative comuni per lo svolgimento di tutta la produzione e proporsi come copacker al mondo della distribuzione, soprattutto sui prodotti ad alto valore aggiunto come gli oli biologici e a denominazione di origine protetta» spiega Manfredi.

A gennaio del 2020 la società agricola del gruppo Barbera “Amore srl” insieme ad altri 690 olivicoltori ha costituito la società cooperativa Oro Sicilia, Organizzazione regionale olivicoltori siciliani: si tratta in questo caso di un’organizzazione di produttori, che si pone come obiettivo la valorizzazione delle produzioni di olio extravergine d’oliva di qualità. Un altro pezzo del gruppo Barbera che è oggi composto da una costellazione di otto società, dà lavoro a 70 persone e ha fatturato nel 2021 25 milioni di euro. «Ma la prospettiva – spiega Manfredi – è di chiudere il 2022 con un incremento di 20 per cento». Poco più di metà del fatturato (il 52%) deriva dall’export: sono 35 i paesi in cui è presente Barbera (dall’Austraia all’Inghilterra, dalla Germania alla Russia, dal Giappone al Canada oltre ovviamente gli Stati Uniti) e inizia a guardare anche ai mercati di Sudafrica e India.

Tra i progetti in corso grazie alle sinergie messe in atto dal Cofiol e da Oro Sicilia, i contratti di filiera interregionali che coinvolgono attori della filiera olivicola delle tre regioni con maggiore produttività sul territorio nazionale (Puglia, Calabria e Sicilia): grazie ai fondi del Pnrr sono previsti oltre 15 milioni di investimenti per progetti che riguardano l'ampliamento e l'ammodernamento dei sistemi produttivi, oltre che dei sistemi di trasformazione. «Parte delle risorse saranno poi investite in attività di promozione e commercializzazione con evidenti ricadute positive su tutti gli attori della filiera» spiegano dall’azienda.

L’altro progetto riguarda un impianto intensivo con varietà siciliane. Dopo oltre 7 anni di ricerca condotti in sinergia con l'Università di Palermo sono state selezionate tre varietà di olive autoctone siciliane capaci di rendere in coltivazione intensiva. Con un leggero ritardo rispetto ad altre realtà che in sicilia già producono in coltivazione intensiva o semintensiva, ma con varietà già rodate e provenienti dalla spagna come l'Arbequina, saremo i primi a produrre in coltivazione intensiva con varietà siciliane come la Calatina, la Biancolilla e l'Abunara. L'azienda agricola Amore srl ha messo quindi in produzione su oltre 70 ettari di impianto intensivo più di 50.000 piante irrigate da un lago artificiale di 70 metri cubi.

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