contropiede

Barcellona 6 Psg 1: elogio della follia calcistica

di Mattia Losi

(Afp)

4' di lettura

Ci sono molte parole che possono definire il 6-1 con cui il Barcellona ha ribaltato il 4-0 incassato all'andata degli ottavi di Champions contro il Paris Saint Germain: miracolo, leggenda, incredibile, fortuna sono alcune di queste. Tuttavia credo che la più adatta sia “coincidenze”. Nulla da togliere alla grandezza di una squadra che sta facendo, da qualche anno, la storia del calcio mondiale, ma ieri sera abbiamo assistito alla più lunga concatenazione di eventi inattesi che si sia vista nel grande libro di questo sport.

La mente degli appassionati potrebbe correre alla rimonta del Liverpool contro il Milan, oppure, sempre per restare alle finali di Champions, al pianto di Lothar Matthaus che guarda il Manchester United ribaltare il risultato contro il suo Bayern, dopo che lui era stato sostituito per raccogliere l'applauso del pubblico pochi minuti prima di un trionfo che non sarebbe mai arrivato. Ma qui siamo ben oltre.

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Il caso non esiste ma le coincidenze sì
Concatenazione di eventi, dicevamo. Il primo gol di Suarez che arriva dopo soli tre minuti, in modo rocambolesco. Viene spontaneo pensare che contro una difesa italiana anni 60 quel pallone non sarebbe mai entrato. Nel calcio allegro di oggi, può succedere. Ma questo non è un caso: era facile prevedere che il Barcellona si sarebbe buttato all'arrembaggio per tentare di sbloccare subito la partita. Quello che non era facile prevedere era l'impreparazione del Psg, sbarcato al Camp Nou con l'aria di chi arriva in ciabatte a fare un giretto turistico sulle Ramblas. A questi livelli, non può e non deve succedere.

Un caso è il secondo gol, che arriva dopo una deviazione del tutto casuale e sfortunata della difesa. Può capitare, e tuttavia il 2-0 concedeva ancora larghissimi margini di tranquillità a chi, per farsi eliminare, di gol avrebbe dovuto incassarne 5 (a zero). Si può capire che dopo il rigore di Messi, che ha portato il conto sul 3 a 0 per i padroni di casa, la strada si sia fatta in salita per i parigini, ma il gol di Cavani a circa 30 minuti dalla fine racconta di un 3-1 più che tranquillizzante per i francesi.

In 8 minuti accade l’incredibile
E infatti, su quel 3-1, si arriva all'87esimo minuto. A tre minuti dal fischio dell'arbitro (recupero a parte) con gli spagnoli che per sperare dovrebbero farne ancora tre. La cosa incredibile è che, quei tre incredibili gol, arrivano davvero: Neymar su punizione all'88esimo, al 90esimo su rigore e al 95esimo a fornire un assist a Sergi Roberto che si trova alle spalle di una difesa parigina incredibilmente ferma. Il tabellone dice 6-1, passa il Barcellona, il Psg ha completato il suicidio perfetto. Una gara irripetibile, un caso. Sarebbe bastato un minuto di recupero in meno…

Come diceva il grande maestro Oogway, “Il caso non esiste!”. Aggiungendo subito dopo: “Ma questo è un caso”. Un caso che ci dice che il Barcellona, come tutte le grandi squadre, non molla mai. Ha rischiato di prendere un secondo gol da Cavani (che infatti ha colpito un palo) ma ha continuato a fare l'unica cosa possibile: attaccare. Una lezione anche per le nostre squadre, a partire dal Napoli: dopo il primo gol del Real i partenopei si sono “smontati” e hanno finito per prenderne altri due. Forse avrebbero dovuto fare l'unica cosa possibile, insistere. Tanto, più che perdere non era possibile.

Le tre gare del Psg
Difficile dare un lettura tecnica della partita di ieri sera, ma qualche spunto si può cogliere. Il Psg ha giocato tre gare: la prima con aria scanzonata, perché tutto si aspettava tranne che gli spagnoli ci provassero davvero. E questo è stato il primo, grande errore. La seconda partita, dal 3-0 per il Barcellona al 3-1 di Cavani, è durata pochi minuti ma ha visto i francesi giocare per metterla dentro: guarda caso è successo, e non poteva essere diversamente contro un avversario pesantemente sbilanciato in avanti. La terza partita è iniziata subito dopo il 3-1, con il Psg di nuovo convinto che il Barcellona mollasse e che il risultato fosse in cassaforte. Altro errore fatale, che ha portato a un atteggiamento remissivo e tatticamente sciagurato. Lasciarsi schiacciare in area da gente come Messi e Neymar qualche danno, prima o poi, te lo fa fare.

Certo, il caso non esiste. Eppure questo è un caso. Una lunga concatenazione di eventi probabilmente irripetibili che faranno rimpiangere i minuti finali a chi, come il Psg, era convinto che la partita fosse finita. A chi, come il Psg, è andato a dormire troppo presto.

Psg, atteggiamento sbagliato
L'allenatore dei francesi, Emery, dice che l'errore è stato nella gestione dei tre minuti finali. Con tutto il rispetto per chi allena a quel livello, non sono d'accordo: l'errore è stato nei primi 87 minuti, con un atteggiamento da “facciamo in fretta che siamo già ai quarti di finale” che ha consentito al Barcellona di fare il Barcellona. Per fortuna della Champions una grande squadra come quella spagnola non esce agli ottavi: avrà altre pagine da scrivere in questa manifestazione. Per la storia di questa Champions il Psg dimostra di non essere ancora una grande squadra, ma solo un progetto ancora da realizzare. Per il calcio italiano e per la Juventus, unica rappresentante rimasta nella competizione, c'è da mettere in conto un avversario pericolosissimo in più pronto a sbarrare la strada verso il traguardo finale.

Barcellona 6, Psg 1: il caso non esiste, ma per fortuna ogni tanto ci regala momenti incredibili.

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