Dissipato il patrimonio

Bari calcio, indagati i Matarrese: debiti tributari per 54,5 milioni

di Ivan Cimmarusti


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Antonio Matarrese

2' di lettura

Debiti tributari per 54 milioni 563mila euro e una costante «dissipazione del patrimonio» dell’As Bari per ulteriori 12,5 milioni. È l’atto d’accusa dei pubblici ministeri, coordinati dal procuratore barese Giuseppe Volpe, che hanno notificato agli ex patron del club, Antonio, Salvatore (classe 1957) e Salvatore (classe 1962) Matarrese, l’avviso di chiusura delle indagini preliminari per omesso versamento di imposte. L’ipotesi è che «dall’anno 2009 e sino al 2013, in maniera sistematica omettevano l’adempimento delle obbligazioni tributarie» depauperando, tra l’altro «il patrimonio della società».

Omesso versamento di imposte dirette e Iva
L’inchiesta è del sostituto procuratore Carmela Bruna Manganelli, che ha coordinato le verifiche del nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza di Bari. Gli inquirenti hanno individuato una costante dissipazione del patrimonio dell’As Bari, dichiarata fallita il 10 marzo 2014. Con i fratelli Matarrese rispondono anche l’ex ad Francesco Vinella, l’ex amministratore unico Claudio Garzelli e l’ex consigliere Domenico De Bartolomeo. Stando al pm «non provvedevano al pagamento delle imposte dirette e dell’Iva, nonché delle ritenute fiscali». Una condotta che avrebbe «cagionato l’indebitamento e il successivo fallimento della società». In particolare, «il debito tributario, dall’iniziale cifra di 21 milioni 578mila euro a titolo di imposte e contributi dichiarati e non versati, per effetto delle sanzioni raggiungeva la somma di 47 milioni 623mila euro, cui andavano ad aggiungersi anche gli interessi». Il debito tributario dell’As Bari spa «raggiungeva - continuano gli inquirenti negli atti - il totale di 54 milioni 563mila euro».

Finanziamento alla controllata Salvatore Matarrese spa
Non solo. Secondo la Guardia di finanza gli indagati, pur in presenza del debito, «provvedevano a erogare cospicui finanziamenti in favore della controllante Salvatore Matarrese spa, per un importo parti a 7 milioni 500mila euro» erogati nel 2010. Gli inquirenti ritengono che parte del denaro sia stato «destinato al pagamento degli stipendi dei calciatori».

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