industria

Barilla compra Italian Food (Petti), ok dell’antitrust atteso per fine mese

Quasi fatta per il passaggio dello stabilimento toscano. La società capogruppo Antonio Petti fu Pasquale Spa resterà di proprietà della famiglia Petti

di Rosaria Sica


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Lo stabilimento toscano di Petti passerà a Barilla

2' di lettura

Manca solo l’ok dell'Agcm, l’autorità garante della concorrenza e del mercato, per chiudere l’operazione di acquisizione di Italian Food spa, lo stabilimento toscano di Petti, da parte del gruppo Barilla. Circa tre settimane e sarà ufficiale. Il pomodoro toscano Petti entrerà a far parte così del colosso alimentare parmense. Le indiscrezioni nel corso degli ultimi mesi si sono susseguite senza smentite da parte dei protagonisti, la conferma della trattativa è avvenuta in questi ultimi giorni con la comunicazione all’Agcm che dovrà quindi esprimere un parere sull'operazione entro fine gennaio.

Il gruppo Petti, attualmente composto da tre società, di cui fa parte Italian Food SpA, raggiunge un fatturato annuo di circa 250 milioni di euro.
La società capogruppo denominata “Antonio Petti fu Pasquale SpA” con sede in provincia di Salerno resterà al 100% di proprietà della famiglia Petti sotto la direzione di Antonio Petti.

Continuerà, invece, a dirigere il fortunato stabilimento toscano il figlio Pasquale Petti, visionario manager che ha fatto della comunicazione e del marketing un punto di forza dell’azienda portando il pomodoro toscano sulle tavole di tutti consumatori europei.

«La nostra è un’azienda dinamica e in evoluzione, abbiamo sin dall’inizio del progetto a marchio Petti deciso di puntare sui prodotti di alta qualità 100% toscani – spiega Pasquale Petti –. Il pomodoro toscano è ormai una denominazione di origine, riconosciuta in tutto il mondo».

E i risultati danno ragione al progetto. Circa 300 dipendenti e un fatturato di 62 milioni di euro nel 2018 sono alcuni dei numeri che hanno convinto Barilla a credere nel progetto. Tra l’altro nel 2018 Barilla ha stanziato 236 milioni (il 6,8% del fatturato) per l’innovazione di prodotto, per l’aumento della capacità produttiva e per il miglioramento di efficienza e sostenibilità e ha definito l’ampliamento degli stabilimenti produttivi di Ames negli Stati Uniti (pasta) e Rubbiano in Italia (sughi).

Un interesse, dunque, che è giustificato dal percorso già intrapreso dal colosso. Circa il 70 % della proprietà di Italian Food spa, dello stabilimento Venturina Terme (LI), passerà al gruppo Barilla, mentre la restante parte resterà in capo a Pasquale Petti, che continuerà a rivestire il ruolo di amministratore delegato e direttore generale, in quanto artefice del progetto che ha portato Barilla ad effettuare l’acquisizione per poter avere nel proprio pacchetto di marchi prestigiosi quello “Petti” che identifica il pomodoro toscano di alta qualità.

Lo stabilimento di Italian Food SpA ha la sua sede storica, in quanto ex stabilimento del Gruppo Arrigoni rilevato da Petti nel ‘73, in via Cerrini a Venturina Terme con un'estensione di oltre 45mila metri quadrati.

Traspare grande fiducia dell’ad Pasquale Petti nei confronti del gruppo Barilla e del loro management. La conclusione di questa operazione sarebbe importante per lo sviluppo economico ed infrastrutturale della Val di Cornia dove attualmente sorge lo stabilimento e sarà lo strumento con il quale il gruppo Barilla potrà veicolare in tutto il mondo i prodotti 100% toscani a marchio Petti.

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