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Barilla sforna il primo biscotto 100% sostenibile

di Micaela Cappellini


Come nasce un biscotto

2' di lettura

Un biscotto prodotto interamente con grano tenero da agricoltura sostenibile. Il primo. Lo ha sfornato il 4 aprile Barilla nel suo stabilimento di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, che è anche il più grande biscottificio d’Europa. Appartiene alla linea Buongrano del Mulino Bianco, lanciata già nel 2016, e nella sua nuova veste ecologista sarà sugli scaffali dei supermercati tra una quindicina di giorni.

La sua sostenibilità è garantita dalla Carta del Mulino, un disciplinare di agricoltura firmato dai vertici della Barilla e ad oggi già sottoscritto da 500 imprese agricole, con l’obiettivo di raggiungerne 5mila: entro il 2022 Barilla infatti vuole approvvigionarsi da grano tenero sostenibile per tutte le 240mila le tonnellate che acquista ogni anno, in modo da allargare l’impronta green a tutti i prodotti Mulino Bianco.

Viaggio nel biscottificio Barilla di Castiglione delle Stiviere

Viaggio nel biscottificio Barilla di Castiglione delle Stiviere

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«Di epoca in epoca le sfide che la nostra azienda ha dovuto abbracciare sono cambiate - ha dichiarato il vicepresidente del gruppo, Paolo Barilla, presente ieri all’inagurazione della nuova linea -. Siamo partiti affrontando il tema della qualità, che era il pallino di mio padre: ebbene oggi la qualità si è arricchita di contenuti diversi, come appunto quello della sostenibilità». Così, alla campagna grano duro made in Italy per la pasta - oggi Barilla ne acquista 500mila tonnellate all’anno grazie acontratti di filiera pluriennali - ora segue quella del grano tenero sostenibile per i biscotti.

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Dieci i punti previsti dalla Carta del Mulino, che è stata scritta con il supporto del Wwf, dell’Università di Bologna e di quella della Tuscia: si va dal divieto di utilizzo del glifosato e dei neocotinoidi - i pesticidi che uccidono le api - all’utilizzo di sementi certificate e non Ogm. Soprattutto, il nuovo disciplinare impone la rotazione delle colture, in modo da favorire la fertilità del suolo, e l’obbligo di riservare alla coltivazione dei fiori un’area pari al 3% della superficie destinata al grano tenero, in modo da favorire la biodiversità. Agli agricoltori che sottoscrivono la Carta, Barilla riconosce un premio economico che copre i costi necessari a realizzare i campi da fiori.

Ad oggi, il grano tenero sostenibile di Barilla è coltivato solo al 75% in Italia: il resto proviene dalla Francia, dove il gruppo ha firmato un disciplinare analogo alla Carta del Mulino. E quando la quota di grano tenero sostenibile utilizzato per i biscotti aumenterà, Barilla ipotizza di allargare gli acquisti anche ad altri mercati vicini, come l’Austria e la Francia. Del resto, l’Italia produce ogni anno 3,5 milioni di tonnellate di grano tenero ma ne utilizza 5,5 milioni: approvvigionarsi all’estero è una necessità.

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