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Barilla, con XFarm diventa hi-tech la filiera del grano tenero di Mulino Bianco

Una piattaforma informatica gestirà la digitalizzazione all’insegna della sostenibilità di 2.600 imprese, tra Italia, Francia, Austria e Paesi dell’Est Europa

di Natascia Ronchetti

Piattaforma XFarm per la filiera Mulino Bianco

2' di lettura

Prima la filiera del caffè (Lavazza), poi quella della soia (Cereal Docks) e del latte e dei formaggi (Parmalat). Adesso arriva quella del grano tenero che fa capo al gruppo Barilla. Dopo due anni di sperimentazioni le aziende agricole che forniscono la materia prima al colosso alimentare di Parma per i prodotti a marchio Mulino Bianco diventano hi-tech all’insegna della sostenibilità di tutte le fasi della produzione.

Sono 2.600 imprese, tra Italia, Francia, Austria e Paesi dell’Est Europa. Dal prossimo anno saranno tutte digitalizzate con una piattaforma, Decision Support System, che è diventata parte del contratto di filiera con Barilla. La piattaforma, interfacciandosi con i sensori collocati nei campi e sui trattori, con i sistemi di irrigazione, con i satelliti e con i silos per lo stoccaggio, permette agli agricoltori di dare massima efficienza al sistema di produzione.

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«E questo non solo sul piano della sostenibilità ma anche sotto il profilo economico e finanziario – dice Matteo Vanotti, ceo di XFarm Technologies, l'azienda milanese, con sedi decentrate anche a Lugano e a Barcellona, che ha sviluppato la piattaforma –. Un sistema che consente di risparmiare il 30% delle risorse idriche e il 20% dei prodotti fitosanitari».

Come funziona? L’agricoltore carica sulla piattaforma tutti i dati (compresi quelli finanziari) che riguardano la sua impresa e ottiene informazioni e indicazioni su come e quando intervenire nei campi, per esempio per l’irrigazione. Non solo. In qualsiasi momento può avere il quadro completo della gestione dell’azienda, sotto tutti i profili, a 360 gradi.

Il sistema, messo a punto nel 2018, è già stato adottato a livello internazionale da più di 100mila imprese agricole. Lo hanno fatto, sempre con contratti di filiera, le aziende del Centro e del Sud America che riforniscono il gruppo Lavazza, dalla Colombia all’Honduras. Così come quelle che fanno capo a Cereal Docks (prima azienda in Italia per la produzione di soia) e a Parmalat.

Una innovazione che adesso coinvolge per la prima volta anche le coltivazioni di grano tenero (e Barilla) e che prevede formazione continua. L'affiancamento degli imprenditori è infatti fondamentale per raggiungere i risultati attesi in termini di efficienza e sostenibilità. «Durante la sperimentazione ci siamo infatti resi conto di come sia importante coinvolgere tutti gli attori della filiera» spiega Vanotti. XFarm, che conta 57 dipendenti, è specializzata nelle tecnologie al servizio dell’agricoltura.

«Un settore – osserva Vanotti – che è ancora in una fase iniziale per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche ma che sta crescendo rapidamente. Noi operiamo con i grandi gruppi del food, per supportarli nel percorso di ricerca della massima qualità e della sostenibilità». Per il grano tenero tutto è iniziato due anni fa, con una prima fase sperimentale che ha coinvolto dieci aziende. Fase che si è conclusa con successo e che ha portato a consolidare i primi risultati raggiunti ampliando il raggio d'azione a 150 imprese, tra Italia e altri Paesi europei. Poi, il salto, con il coinvolgimento di tutte le aziende. Il sistema sviluppato dall'azienda lombarda può però essere applicato a qualsiasi tipo di coltura.

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