nuovi materiali

Basalto al posto della fibra di carbonio per rendere più sostenibili le auto

di Davide Madeddu


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2' di lettura

Fibra di basalto e resina per creare materiali innovativi, riciclabili, leggeri e a basso costo, da impiegare nel settore automobilistico. È questo l'obiettivo del progetto di ricerca denominato “Cradle-to-Cradle Composites”, coordinato dall'Enea in partnership con il Centro Ricerche Fiat,e finanziato con oltre 1,3 milioni di euro dal consorzio europeo per le materie prime Eit Raw Materials. Al progetto parteciperanno anche il consorzio spagnolo di ricerca e sviluppo materiali per i trasporti Gaiker, Am Composites, l'università di Bordeaux e le aziende GS4C e R*Concept.

Compito dell'Enea sarà quello di «testare le proprietà meccaniche dei nuovi materiali e di verificare le loro prestazioni anche in presenza di un invecchiamento accelerato». Elemento che dovrebbe sostituire la fibra di carbonio utilizzata nella produzione dei cofani delle auto di lusso.
«Dal loro riciclo non è possibile recuperare materiale utile per produrre di nuovo quegli stessi componenti - premette Claudio Mingazzini, ricercatore Enea e responsabile dell'iniziativa -. Grazie a questo progetto sostituiremo la fibra di carbonio con una derivata dal basalto, perché è riciclabile e mantiene costanti nel tempo le sue qualità. In questo modo dimostreremo come sia possibile riprocessare la fibra di rinforzo, che rappresenta il 60% della massa del cofano, per produrre di nuovo il componente originario».

Non è tutto, perché il nuovo materiale vedrà la fibra di basalto associata a una resina definita innovativa che «a fine vita potrà essere recuperata per la produzione degli interni di un'automobile». Un'applicazione della cosiddetta economia circolare che «eviterà qualsiasi spreco di materia».
A ottobre, come rimarcano dall'Enea, la realizzazione della parte superficiale (esterna) del primo cofano.

«Il principale dimostratore di progetto sarà la realizzazione di un cofano in composito totalmente riciclabile per un modello di automobile già in produzione, ossia una Fiat 500 Abarth - prosegue il ricercatore -. Ma il business plan di progetto prende in considerazione un potenziale volume di produzione di 100mila veicoli all'anno da riciclare secondo il modello cradle-to-cradle, vale a dire dalla culla alla culla, ovvero un processo a rifuto-zero che ricicla il materiale per la sua funzione originaria».

Oltre a lavorare sui materiali il team «si occuperà anche dei processi per rendere il riciclo dei componenti auto più economico, efficace, semplice e sostenibile per l'ambiente, fornendo ai produttori di autovetture una tecnologia matura (Technology Readiness Level - TRL 7) entro il 2022».

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