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Basilicata, Bankitalia evidenzia gli effetti positivi del bonus gas

Lo sottolinea il rapporto della Banca d'Italia sull'aggiornamento congiunturale della economia della Regione

di Daniela Casciola

2' di lettura

Un «rilevante contributo della Regione per ridurre la spesa delle famiglie relativa al gas, finanziato attraverso le compensazioni ambientali relative alle attività estrattive». Il bonus gas della Basilicata entra così nel rapporto di Bankitalia sull'aggiornamento congiunturale della economia della Regione che illustra gli andamenti dell'economia lucana.

Il bonus gas
Il rapporto ricorda, specificamente, che lo scorso agosto l'amministrazione regionale ha approvato le norme attuative per l'istituzione di un contributo destinato ad azzerare il costo della componente energia delle bollette del gas per le utenze domestiche relative all'abitazione di residenza. Il contributo è subordinato a una riduzione dei consumi non inferiore al 15 per cento rispetto ai livelli dell'anno termico 2021-22. La misura è finanziata con le risorse rivenienti dalle compensazioni ambientali degli impianti estrattivi in Val d'Agri, rinegoziate di recente, e ha una copertura finanziaria di 60 milioni di euro per l'anno corrente e di 200 milioni per le due annualità successive.

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Attività industriale e costruzioni
In un quadro più generale, il rapporto dice che nei primi nove mesi del 2022 il recupero dell'economia lucana è proseguito, anche se con intensità inferiore rispetto allo scorso anno; sul rallentamento ha inciso l'aumento dell'inflazione e dei costi di produzione che si è avviato nel corso del 2021.

Nei primi tre trimestri di quest'anno l'attività industriale ha registrato una dinamica nel complesso positiva, benché meno accentuata rispetto all'anno scorso. Il comparto degli autoveicoli ha continuato a risentire delle difficoltà negli approvvigionamenti, che si sono riflesse in un calo delle vendite interne ed estere.

L'attività è cresciuta ulteriormente anche nel settore delle costruzioni: in presenza di un significativo aumento dei costi di produzione, il settore ha continuato a essere sostenuto dalle agevolazioni fiscali per la riqualificazione del patrimonio edilizio e dall'attività nel comparto delle opere pubbliche.

Terziario e banche
La ripresa si è confermata pure nel settore terziario, in particolare nel turismo: nei primi otto mesi di quest'anno le presenze sono cresciute intensamente, soprattutto nella componente estera, ma rimangono inferiori rispetto al periodo pre-pandemico.

La dinamica dei prestiti bancari è rimasta moderatamente espansiva nei primi mesi di quest'anno, sospinta dai finanziamenti destinati all'operatività corrente. La domanda di credito da parte delle imprese potrebbe tuttavia risentire dell'aumento del costo dei finanziamenti che si è registrato nei mesi più recenti.

La crescita dell'attività ha avuto conseguenze modeste sull'occupazione, che è risultata sostanzialmente stabile nei primi mesi di quest'anno dopo la ripresa del 2021.

Nel complesso nei primi otto mesi dell'anno i prestiti bancari al settore privato non finanziario sono cresciuti con un'intensità di poco superiore a quella di fine 2021. La qualità del credito, che rimane elevata nel confronto storico, ha mostrato alcuni segnali di peggioramento nella prima metà del 2022 tra le imprese, mentre ha continuato a migliorare lievemente tra le famiglie.

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