Bilancio 2019

Basilicata, record per le minerali: un miliardo di litri imbottigliati

Tra il Volturno e il Pollino c'è il 30% delle risorse idriche nazionali: produzione in crescita del 12% rispetto al 2018 - Ma l'impatto della plastic tax può diventare critico per il settore

di Luigia Ierace

default onloading pic
In Lucania c'è il più grande bacino idrico d'Italia, fiore all'occhiello della regione per qualità e quantità di sorgenti.

Tra il Volturno e il Pollino c'è il 30% delle risorse idriche nazionali: produzione in crescita del 12% rispetto al 2018 - Ma l'impatto della plastic tax può diventare critico per il settore


5' di lettura

Supereranno il miliardo di litri le acque minerali imbottigliate nel 2019 in Basilicata tra le aree del Vulture e del Pollino, dove si trova il più grande bacino idrico d’Italia. Oltre il 30% delle risorse nazionali che rappresenta un vanto per qualità e varietà di acque che sgorgano dalle sorgenti lucane. Un trend in leggera crescita, frenato comunque dalle forti preoccupazioni degli operatori del settore per gli effetti di plastic e sugar tax con risvolti negativi in termini di investimenti futuri e di occupazione. Secondo le stime, infatti, i litri di acqua imbottigliati al 31 dicembre 2019 saranno circa 1 miliardo e 100 milioni, rispetto ai 980 milioni del 2018 (Fonte Regione Basilicata relativa ai principali concessionari di acque minerali).

Produzione in crescita
A confermarsi quest’anno maggior produttore lucano il Gruppo Ami - Acque Minerali d’Italia Spa (marchi Gaudianello, Ninfa Leggera, Toka, Solaria ) che in Basilicata, secondo le stime aziendali, chiuderà il 2019 con una produzione di circa 450 milioni di litri di acque imbottigliati (erano 338 milioni nel 2018); seguirà il Gruppo San Benedetto che stima per il 2019 in Basilicata 358 milioni di litri (320 milioni nel 2018) tra Fonte Cutolo Rionero in Vulture Srl con 72 milioni di litri (60 milioni nel 2018) e Fonti del Pollino Spa, Viggianello con 286 milioni di litri (260 milioni nel 2018). Infine Fonti del Vulture Srl (acquisite nel 2006 da Coca-Cola HBC Italia che produce i marchi Lilia e Sveva) con una produzione in crescita rispetto al 2018, come confermato dall’azienda che non ha fornito un dato previsionale al 2019 (322 milioni di litri nel 2018).

Filiera penalizzata
«Il polo dell’imbottigliamento delle acque – ha sottolineato il presidente di Confindustria Basilicata Pasquale Lorusso - è una realtà produttiva ben strutturata sul territorio regionale, dove sono presenti importanti aziende del settore, con ricadute economiche e occupazionali di tutto rilievo. La Basilicata è tra le principali realtà d’Italia per volumi imbottigliati e commercializzati. In generale esprimiamo ferma contrarietà a una pressione fiscale che penalizza prodotti e non comportamenti, producendo contrazione delle vendite e delle attività, con prevedibili conseguenze anche occupazionali». «Una doppia imposizione che finisce per penalizzare una filiera che per il solo settore della trasformazione ha rappresentato nel 2018 circa 3 mila aziende, 50 mila occupati e 12 miliardi di fatturato».

L’impatto imposte green
È allerta, quindi, in tutto il comparto lucano per le imposte green. Per il gruppo Ami «se non si sceglie l’alternativa della strada della cauzione la plastic tax sarà fortemente penalizzante per tutti e specialmente per il settore beverage. Difficile da quantificare, ma certamente fortemente impattante». Nei due stabilimenti lucani, Gaudianello a Melfi (3 linee imbottigliamento, capacità produttiva 2 milioni di bottiglie al giorno) e Toka a Rionero in Vulture (2 linee, capacità 2 milioni di bottiglie al giorno), tra diretti, stagionali e indiretti, lavorano tra le 200-250 persone. Il gruppo ha investito nel biennio 2017/2018 circa 32 milioni di euro. Gaudianello, acqua effervescente naturale, ai piedi del Monte Vulture (1.326 metri), vulcano inattivo, sgorga in un ambiente incontaminato ricco di boschi e lontano da insediamenti urbani.

Il nodo prezzi e investimenti
Anche per il gruppo San Benedetto «le conseguenze di plastic e sugar tax sul sistema produttivo aziendale saranno nefaste, determinando un incremento di oltre 100 milioni di euro di costi aggiuntivi, che ricadranno sul prezzo finale al consumatore. Questo comporterà nel 2020 una diminuzione consistente delle quantità prodotte, a causa di una contrazione dei consumi stimata nel 20% e un ridimensionamento degli investimenti industriali con possibili conseguenze occupazionali». Anche negli stabilimenti lucani, dove sono 42 i dipendenti, le bottiglie utilizzate sono Ecogreen (fino al 50% di rPet plastica riciclate) e si adotta il Progetto Network avvicinando la produzione ai luoghi di consumo con riduzione dell’impatto ambientale derivante da minore incidenza sui trasporti. Dalle rocce vulcaniche del Vulture sgorga l’acqua minerale Cutolo Fonte Atella con un’effervescenza unica e un prezioso mix di minerali, mentre la sorgente di Viggianello, a 430 metri sul livello del mare nel cuore del parco del Pollino, ha un’acqua oligominerale leggera e equilibrata indicata per le diete povere di sodio.

« La sola tassa sulla plastica impatterebbe per quasi 9milioni di euro su Fonti del Vulture con un impatto sul prezzo dell’acqua (marchi Lilia e Sveva) al consumatore di oltre il 10%» per Coca-Cola HBC Italia. Un indotto economico e occupazionale oggetto di uno studio realizzato da SDA Bocconi School of Management che rileva che nel 2018 l’azienda ha distribuito in Basilicata risorse per un totale di 10 milioni di euro, così suddivise: 4,2 milioni di euro alle famiglie, 5,4 milioni di euro alle imprese, 0,41 milioni di euro allo Stato. Sul fronte occupazionale sono 186 gli occupati lucani, mentre le persone che dipendono, parzialmente o totalmente, dai redditi di lavoro generati (direttamente o indirettamente) sono 435. Scoperta ai piedi del Vulture nel 1896 Sveva, in onore a Federico II di Svevia, da realtà familiare ha fatto il salto industriale a fine anni Settanta, poi a inizio Novanta il lancio dell’acqua oligominerale Lilia. Le bottiglie sono riciclabili al 100%, dal 2018 utilizzano una parte di Pet riciclato (rPet). L’obiettivo è di sostituire con rPet, entro il 2025, il 35% e entro il 2030, il 50% della quantità totale di Pet immessa sul mercato.

«C’è grande preoccupazione per tutto il settore – sottolinea Ettore Fortuna, vice presidente di Mineracqua, che copre il 65-70% del mercato delle acque minerali italiane - perché è una tassa che comporta un incremento sui prezzi con ripercussioni sulla tenuta dei consumi. Ma la preoccupazione è ancora più alta in una regione come la Basilicata dove le sorgenti si trovano in aree non industrializzate e in più, essendo al Sud, i timori per la riduzione occupazionale sono alti. Un fatto molto grave tenendo conto che la plastica delle nostre bottiglie, in Pet è riciclabile al 100% e può dar vita a nuove bottiglie: questa è economia circolare».

Una tassa illogica e sproporzionata: 45 centesimi al chilo vuol dire 450 euro a tonnellata. E se oggi una tonnellata di Pet vergine costa 850 euro, impatterebbe per più del 50% sul prezzo della materia prima con effetti su occupazione e investimenti su uno dei fiori all’occhiello del made in Italy con un miliardo e mezzo di litri di acqua esportati nel mondo e un saldo attivo di 500 milioni di euro.

Un settore capital intensive
Un settore “capital intensive” che investe in impianti e tecnologia per migliorare l’efficienza produttiva e la sostenibilità. «Negli ultimi 10 anni – spiega Fortuna - in Italia abbiamo aumentato le vendite del 30%, senza aumentare la quantità di plastica delle bottiglie immessa sul mercato e questo per effetto della riduzione del peso delle bottiglie del 35-40%, a beneficio di ambiente e costi». Un camion di bottiglie in Pet toglie dalla strada 34 camion di bottiglie di vetro, molto più energivori e pesanti nel trasporto. Mineracqua chiede che sia riconosciuta al 100% la riciclabilità del Pet. «Siamo i primi in Europa per raccolta e riciclo, invece di parlare di tassa occorre la collaborazione del consumatore che non deve disperdere la bottiglia nell’ambiente e dei Comuni che devono aumentare o iniziare la raccolta differenziata».

Occupazione a rischio
Preoccupati anche i sindacati di categoria Fai, Flai e Uila di Basilicata. «La sugar tax e la plastic tax sono due forme di tassazione dannose e sbagliate che penalizzano le produzioni lucane comportando ulteriori costi a carico dei consumatori e pesanti ricadute sul versante dell’occupazione».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti