Mercato

Basquiat guida l’asta del XXI secolo da Christie’s New York

L’appuntamento con la grande stagione degli incanti registra un mix di grandi nomi e opere di moda: nove record e prezzi elevati, grazie anche alle diffuse garanzie

di Giovanni Gasparini

Da sinistra, Lot 14A, Basquiat, Untitled (Soap); Lot 8A, Basquiat, In This Case

4' di lettura

Erano oramai passate le due del mattino in Europa quando finalmente l'irritante siparietto televisivo da televendita notturna ha dato spazio alla vera e propria asta condotta ‘live' dalla sede di Christie's New York in un bianchissimo ed asettico ambiente senza pubblico.
Cosa ci sia di ‘storico' nel dividere le aste fra XX e XXI secolo resterà ai posteri deciderlo, soprattutto quando un terzo dei 39 lotti offerti, grazie anche all'impiego profuso di garanzie (il 40% circa per numero) proponeva opere realizzate nel XX secolo e, in particolare, negli anni ‘80.. potere del marketing.

Il risultato complessivo di 210,5 milioni di dollari, di cui 193,7 milioni per 38 opere d'arte, una volta tolti i prodotti digitali, supera le aspettative una volta aggiunte le commissioni, essenzialmente grazie al principale lotto, un lavoro di Basquiat con stima a richiesta di 50 milioni di $, conteso fino a 93 milioni con le commissioni, il secondo prezzo più alto per l'artista. A parte questo lotto, si è assistito a due diverse aste: una di lotti protetti da garanzia dei grandi nomi spesso ottuagenari o defunti, quindi ‘storicizzati', che partivano da stime già elevate, e una dei ‘giovani', spesso con lavori ancora freschi di pennello, che hanno portato ben nove nuovi record.

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L'arte a New York è sugli scudi

L'arte a New York è sugli scudi

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Basquiat quasi record

La grande tela raffigurante il classico teschio del ribelle afro-americano ‘In This Case' dipinta nel 1983 era stata esibita in diverse occasioni museali di prestigio e aveva le quattro caratteristiche necessarie per un Basquiat da record: grande taglia, elemento riconoscibile (il teschio), anno ‘giusto' (1982-83) e molto colore. Non stupisce quindi che abbia raggiunto un prezzo quasi doppio rispetto alle attese. In precedenza il lavoro ha fatto parte della collezione di un manager italiano della moda, e quasi 20 anni fa in asta aveva sfiorato il milione di dollari: decisamente in buon ritorno, tuttavia inferiore a quello ottenuto dalle azioni di Apple nello stesso periodo...Un'altro lavoro con teschio del 1982 detiene tuttora il record di 110,5 milioni di $. Un secondo lavoro di Basquiat in asta, ‘Untitled (Soap)' è passato di mano senza particolari entusiasmi a 13,2 milioni, entro la stima di 10-15 milioni di $, pur evitando di finire al garante del lotto.

Richter, Wool, Prince

Sono i grandi nomi protetti (non sempre) da garanzie, fra i lavori milionari di autori già affermati spicca un’opera astratta di Gerhard Richter del 1992, tela di 2 metri dai toni argento grigio che è stata ‘salvata' dalla garanzia a 7 milioni di $, contro una stima tra 9-12 milioni; è finito al garante sotto la stima bassa a 9,5 milioni di $ anche un lavoro tridimensionale di Martin Kippenberger. Salvata dal garante anche la ‘Lake Resort Nurse' dipinta su sfondo arancio da Richard Prince, aggiudicata a 3,9 milioni con le commissioni, sotto la stima di 4-6 milioni di $. È restato invenduto il caratteristico cartello «OH OH» in smalto su alluminio di oltre 2 metri dipinto da Christopher Wool nel 1990, lotto garantito direttamente dalla casa d'aste che si trova quindi a sborsare al venditore un prezzo non pubblico ma certamente milionario, vista la stima di 8-12 milioni di dollari! Il più piccolo ‘Hole' del 1992 è stato, invece, probabilmente salvato dalla garanzia a 3,5 milioni, pari alla stima bassa ma dopo l'aggiunta delle commissioni. Non decolla nemmeno Banksy, le cui tre scimmie ‘Laugh Now But One Day We'll Be in Charge' si sono fermate alla stima bassa di 2 milioni grazie alle commissioni. Fra i lavori di successo spicca, invece, un inquietante ragno di bronzo ‘Spider V' di Louise Bourgeois, forse la più importante artista del dopoguerra, che ha realizzato 5,5 milioni, entro la stima di 4-6 milioni di $; una statua simile di più grandi dimensioni inaugurerà la nuova sede della galleria Hauser & Wirth a Monaco a giugno.

Arte identitaria record

Le soddisfazioni maggiori in termini di contese fra compratori e risultati superiori alle stime alte (invero spesso sottostimate) sono venuti da una serie di artisti che negli ultimi due anni hanno conquistato la ribalta delle gallerie e dei musei grazie alla loro aderenza ad una definizione identitaria dell'artista e della sua produzione. Si tratta infatti di donne o personaggi appartenenti a minoranze di genere, provenienti da paesi non occidentali (ma spesso formatisi a New York o Londra) e possibilmente con colore della pelle non bianco. Una grande composizione della oramai ‘matura' Lynette Yiadom-Boakye (classe 1977) ‘Diplomacy III' del 2009 raffigurante una dozzina di leader africani ha superato la stima sfiorando i due milioni di dollari. Record anche per due altre artiste afro-americane più giovani: il ritratto ‘Jireh' del 2013 della 32enne Jordan Casteel (1989) è stato aggiudicato a quasi 700mila $ e il lavoro politico «Untitled (XXXXXX)» del 2015 sulla violenza razziale di Nina Chanel Abney (1982) ha sfiorato il milione. La rappresentanza maschile è in capo ad Alex da Corte, quarantenne pittore gay, la cui opera mix media ‘Night Vision' del 2018 da 60-8mila di stima è salito sino a 187.500 $, e del pakistano americano Salaman Toor (1983), impegnato a ritrarre il mondo omosessuale con ‘Best Friend' del 2019 ha raggiunto quasi il mezzo milione di dollari, quasi 5 volte la stima bassa (100- 150.000 $), grazie anche alla recente esibizione al museo Whitney di New York. Un lavoro a sfondo rosso di Rashid Johnson, ‘Anxious Red Painting December 18th', offerto per beneficenza è stato lungamente conteso fino a sfiorare i 2 milioni, un multiplo della stima (200-300.000 $) e nuovo record per l'artista afro-americano. Record anche per il californiano Jonas Wood, con una natura morta aggiudicata a 6,5 milioni da una stima di 2-4 milioni di $.

Non-arte digitale

A contribuire al risultato finale anche un lotto che la casa d'aste stessa vende come prodotto digitale soggetto a tassazione diversa dall'arte, un gruppo di nove immagini digitali prodotte dalla società di software Larva Labs nel 2017.Pur partendo da una stima già elevata di 7-9 milioni di $, ben oltre i lavori di diversi artisti storicizzati in asta, il prodotto digitale acquistabile anche in moneta virtuale Ether, ha sfiorato i 17 milioni, che forse rappresentano un raffreddamento per un mercato speculativo come quello dei cosiddetti NFT. Ma pur sempre una cifra che avrebbe permesso di iniziare una discreta collezione già in questa stessa asta....

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